(500) Giorni Insieme – recensione

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500 Giorni Insieme (500 Days of Summer) di Marc Webb, con Joseph Gordon-Levitt, Zooey Deschanel, Chloe Moretz, Geoffrey Arend, Matthew Gray Gubler.  USA 2009

di Emanuele D’Aniello

Il film non inganna nessuno, questa non è una storia d’amore. È una storia romantica, racconta di un ragazzo che incontra una ragazza, ma non è una storia d’amore, bisogna fissarlo in testa. Tom Hansen è un giovane scrittore di cartoline e biglietti d’auguri, ma il suo vero sogno è fare l’architetto. Summer Finn è la nuova assistente del suo capo, e per lui è subito colpo di fulmine. I due iniziano una relazione, ma tra alti e bassi, dopo 500 giorni passati insieme, arriva l’inevitabile rottura. Dopotutto ce l’avevano detto subito: questa non è una storia d’amore.

Di commedie romantiche ne abbiamo viste a milioni, più o meno riuscite, il cinema ne è pieno. È probabilmente un genere che non passerà mai di moda. Ma questo film è qualcosa di completamente diverso, perchè pur appartenendo al genere riesce ad essere innovativo e mai banale. I meriti sono tanti quando tutte le componenti funzionano, creando un ingranaggio perfetto. Ma ovviamente partiamo dalla storia. Un ragazzo incontra una ragazza, si innamorano, stanno insieme, la relazione si esaurisce. Cosa c’è di più semplice ed universale? La carta vincente è però il ribaltamento di prospettiva rispetto ai canoni del genere: qui è il maschio quello che si innamora, lui è il romantico e il sognatore, e quindi è lui che soffre. In questo modo le donne riusciranno sempre ad immedesimarsi, ma finalmente anche i maschi riescono ad empatizzare, coinvolgendo ogni genere di spettatore. Perché tutti hanno vissuto una storia simile, in tutte le fasce d’età. Una storia semplice in cui chiunque può riconoscersi, ricordare un momento simile vissuto o uno stato d’animo provato.Oltretutto, quando si hanno attori simili a disposizione è ancora più facile rapire i cuori degli spettatori. Joseph Gordon-Levitt e Zooey Deschanel sono due giovani attori belli e bravi, soprattutto affiatati, la loro chimica di squadra è a dir poco evidente in ogni scena, come se recitassero insieme da una vita. Lui, Joseph Gordon-Levitt, non è certo un adone: bello ma non troppo, altezza media, corporatura media, sguardo simpatico, modo di fare comune, ogni singolo uomo può immedesimarsi in lui e tifare per lui. Non vede sullo schermo un rivale o qualcuno che non sarà mai, ma un amico, addirittura vede se stesso. Gordon-Levitt è bravissimo a far credere queste cose, la sua recitazione minimalista qui è portata al massimo livello, è un lavoro interamente fisico con continui e leggeri, quasi impercettibili, cambi di espressione e stato d’animo. Lei, la radiosa Zooey Deschanel, parte naturalmente avvantaggiata con la sua bellezza. Strabuzza continuamente quegli splendidi occhi azzurri, e sfido qualsiasi uomo a non rimanere ipnotizzato: potrebbe parlare di qualsiasi cosa, e l’uomo di fronte a lei continuerebbe ad annuire frastornato. Non è una bellezza esplosiva, non ha le curve che fanno girare la stessa, ma quando sbatte le palpebre il mondo intorno a lei si ferma e illumina tutta la stanza. Questo è il ruolo semplicemente PERFETTO per lei, la classica donna che fa innamorare ma non sa cosa è l’amore, vittima continuamente di cambi d’umore, non riesce mai ad impegnarsi ma poi, istintivamente e per motivi che magari nemmeno lei conosce e comprende, va a finire che alla fine è capace improvvisamente di sposarsi. Zooey Deschanel è divina per tutto il film, incredibilmente simpatica nei momenti di serenità, clamorosamente brava quando è il turno di far soffrire. Sono due persone comuni, due volti comuni, e questo fa breccia nel cuore di tutti.

Ma come detto, se il film riesce ad essere una commedia romantica originale e innovativa, completamente diversa da tutto il resto, il merito è soprattutto di alcune trovate della sceneggiatura, piena di dialoghi brillanti e frizzanti che pescano a piene mani nella cultura pop, e della creatività visiva unica del regista. Marc Webb, già autore di numerosi videoclip, qui firma la sua prima opera cinematografica dietro la macchina da presa, portando con se una ricchezza e freschezza visiva ideale per un simile prodotto. Partiamo innanzitutto dalla mossa intelligente di raccontare la storia in maniera non lineare, non cronologica, una scelta azzeccata per due ragioni; la prima, così facendo si possono facilmente confrontare i momenti belli e brutti, non presentando il semplice sgretolamento di un rapporto ma molto di più; la seconda, diventa tutto molto più realistico, dopotutto noi difficilmente ricordiamo le cose nell’ordine temporale esatto, specialmente quando pensiamo ad un sentimento naufragato, i momenti buoni e cattivi spesso si alternano. La scena più divertente è quella musicale, in cui Tom esprime la sua gioia ballando e cantando per strada come si trovasse in un musical, quello che noi tutto proviamo dentro dopo una bella notizia. Quel momento è un purissimo colpo di genio. E la parte più struggente è invece l’ennesima trovata fenomenale, la scelta di usare lo split screen per rappresentare contemporaneamente la realtà che accade e quello che invece si spera possa accadere. Webb con la sua preparazione è il regista giusto per la sceneggiatura giusta, riuscendo ad esprimere visivamente non solo tutte le invenzioni del copione, ma anche gli stati d’animo del protagonista tramite cambi di tonalità e colori nella pellicola o scene rappresentate graficamente. A creare l’atmosfera è anche una splendida colonna sonora che si compone di canzoni bellissime prese individualmente, e incredibilmente adatte ad ogni momento del film, brani che spaziano dal pop al soul fino all’indie rock, ideali e credibili per i personaggi della storia, ragazzi un po’ trendy e fuori dagli schemi.

Il vertice di quel settore della commedia romantica, che invece dell’amore parla della nascita e fine di un rapporto, è probabilmente ancora inarrivabile Io & Annie di Woody Allen, ma senza paura di essere osare troppo colti dall’entusiasmo, 500 Giorni Insieme è un degno erede e uno dei pochissimi filma cui si può paragonare e avvicinare, per la tematica e per alcune trovate visive/creative presenti in entrambe le opere. La storia di Tom e Summer è la storia di tutti, parla di sentimenti con incredibile spontaneità, è semplice senza mai essere banale e tenera senza mai diventare melensa, soprattutto narrata con uno stile ricco di energia e originalità. Come detto più volte Tom e Summer non hanno avuto una storia d’amore, ma la scena finale ci ricorda che, quando me te lo aspetti, da un momento all’altro, si può trovare la persona giusta e può iniziare finalmente la vera storia d’amore.

Giorno 1, un nuovo inizio: si riparte.

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