I Guardiani del Destino (The Adjustment Bureau) di George Nolfi, con Matt Damon, Emily Blunt, Anthony Mackie, John Slattery, Terence Stamp. USA 2011
di Emanuele D’Aniello
Philip K. Dick è stato uno degli scrittori di fantascienza più importanti e influenti del secolo scorso, dalle sue pagine sono stati tratti film come Blade Runner, Minority Report e Atto di Forza solo per nominare alcuni tra i più famosi. I Guardiani del Destino (caso rarissimo di titolo italiano più bello e adatto rispetto al titolo originale) è preso da un suo racconto breve del 1954 e lo sceneggiatore George Nolfi, qui al debutto come regista, depura gli elementi più particolari e distopici per creare un thriller sentimentale dagli echi hitchcockiani.
David Norris è un giovane politico candidato per un seggio al senato nello stato di New York. Dopo una bruciante sconfitta elettorale incontra casualmente la ballerina Elise e tra i due è subito amore a prima vista. Continueranno a incontrarsi nel corso degli anni ma il loro rapporto deve essere fermato: nel grande libro scritto dal Presidente che decide le vite degli uomini i loro percorsi non sono destinati a congiungersi, perciò i Guardiani di questo piano si mettono in azione per separarli. George Nolfi nel corso degli ultimi anni ha scritto diversi film d’azione perciò rimanendo ancorato al genere di riferimento il passaggio alla regia non è traumatico, sa creare tensione e guidare la camera da presa in scene di inseguimento dal ritmo elevato. Come detto prima, non sappiamo se volutamente o meno, l’eredità dello stile di Hitchcock è molto evidente nel film, tanto è vero che in alcune scene se cambiassimo il volto dei protagonisti attuali con quelli di Cary Grant e Eve Marie Saint sembrerebbe tutto normale: la storia dell’uomo comune immischiato in una situazione intricata più grande di lui è uno dei temi principali della leggenda cinematografica inglese, e qui Matt Damon incarna perfettamente quel genere di personaggio. Il film però cambia traiettoria rispetto all’opera originale di Dick, le teorie del grande complotto che guida le vite degli umani, di una società trasformata in burattino, del libero arbitrio usato come specchietto per le allodole da chissà quali manovratori sono edulcorate per lasciare spazio alla storia sentimentale tra i due protagonisti, Nolfi non spinge sull’acceleratore quando potrebbe (e la storia gli offre parecchi spunti non colti) ed è un peccato, proprio qui il film si blocca non riuscendo a fare il salto di qualità: l’interessante tematica sul libro arbitrio è abbozzata, gli elementi distopici e sociopolitici appena accennati, I Guardiani del Destino si accontenta di essere “solo” un film di puro intrattenimento invece di diventare qualcosa di più interessante. E comunque anche in questo aspetto non riesce ad essere esente da qualche sbavatura a causa di diversi momenti poco interessanti e preoccupanti cali di ritmo quando l’azione si ferma. Probabilmente il problema maggiore è l’adattamento di un racconto breve che, come dice la parola stessa, non è un romanzo in cui la trasposizione cinematografica può sbizzarrirsi per adattare le pagine; qui con un materiale originale denso ma piuttosto contenuto la sceneggiatura deve necessariamente allungare la storia e creare scene ex novo per raggiungere una durata di pellicola dignitosa, e inevitabilmente finisce per perdersi.
Tra gli elementi più positivi va sicuramente evidenziata la scelta del cast. Matt Damon e Emily Blunt sono entrambi bravissimi e calati nelle parti, stupisce la loro incredibile alchimia insieme, fin dalla loro prima scena l’affiatamento è palpabile, e Damon in particolare è sempre più convincente quando deve interpretare personaggi ambigui e dalla personalità tormentata. Grande rilievo va dato anche al cast di contorno: Terence Stamp è carismatico come sempre, Anthony Mackie con le sue espressioni arriva dritto al cuore dello spettatore confermandosi uno tra i migliori attori emergenti, ma probabilmente tra tutti il migliore è John Slattery, intenso e minaccioso quando serve ma al tempo stesso ironico e graffiante. La sua bravura non è una novità per chi lo segue nella serie televisiva di successo Mad Men, ed è un vero peccato che il suo ruolo venga praticamente fatto sparire nella seconda parte del film. I Guardiani del Destino è quindi un prodotto estremamente godibile e avvincente, nonostante non mantenga in pieno le aspettative e gli assist che la trama potrebbe fornire l’intrattenimento è assicurato e magari anche qualche spunto di riflessione, grazie ad una squadra di attori efficace, una regia molto solida, una storia d’amore che può catturare l’attenzione di molti spettatori. D’ora in poi diffidate da tutte le persone con un cappello in testa qualunque esso sia.



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