di Emanuele D’Aniello
Tra le tante tecniche cinematografiche esistenti, una delle più difficili e belle da realizzare, e tra le più amate dai cinefili, è il piano sequenza, ovvero la ripresa ininterrotta di una scena senza stacchi di montaggio. Il piano sequenza può essere ovviamente statico – pensiamo a quelli usati da Michael Haneke o Steve McQueen – ma quello che noi più amiamo è la ripresa in movimento, dinamica e fluida, portata ad arte da nomi come Martin Scorsese, Alfonso Cuaron, Paul Thomas Anderson, Brian DePalma, Robert Altman, Joe Wright. A volte è una semplice sfida, altre volte un autentico esperimento, pensiamo a Nodo alla Gola di Alfred Hitchcock, girato con un montaggio quasi invisibile, e sopratutto a Arca Russa di Alexander Sokurov, un film intero di oltre 90 minuti girato con un piano sequenza, senza alcun stacco di montaggio (!).
Ora ci soffermiamo a parlare di questa tecnica grazie all’uscita nei cinema italiani di Birdman, il film Alejandro Inarritu realizzato come fosse un unico piano sequenza, ma in realtà girato ad arte con un montaggio invisibile. Il film ci ha portato alla mente la difficoltà e il fascino di tale ripresa, e questa è l’occasione per ricordare e celebrare alcuni tra i migliori piani sequenza della storia del cinema.
ATTENZIONE: L’ARTICOLO CONTIENE SPOILER SUI FILM IN CLASSIFICA
15. IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI (2009)
Regia: Juan Josè Campanella – Fotografia: Felix Monti – Durata: 5 minuti
Provate voi a realizzare un piano sequenza così articolato in uno stadio argentino durante una partita di calcio. Pochi registi ci sarebbero riusciti, ancor meno a farlo con tale efficacia.
14. WEEK END (1967)
Regia: Jean-Luc Godard – Fotografia: Raoul Coutard – Durata: 9 minuti
Con un semplice carrello, in realtà per nulla semplice nella pratica, Godard è riuscito a racchiudere tutta la sua critica alla società dei consumi degli anni ’60. Con situazioni assurde che si accavallano in un ingorgo nel traffico, Godard ha creato cinema come nessun altro.
NOTA: il video non mostra l’intera scena
13. THE PROTECTOR (2005)
Regia: Prachya Pinkaew – Fotografia: Nattawut Kittikhun – Durata: 3 minuti e 45 secondi
Potrà risultare fin troppo coreografato, ma l’effetto spettacolare è lampante. E’ il bello è che, con professionisti di arti marziali all’opera, non c’è nemmeno uno stuntman in azione.
12. ESPIAZIONE (2007)
Regia: Joe Wright – Fotografia: Sheamus McGarvey – Durata: 5 minuti
A differenza di tanti piani sequenza, anche presenti in questa nostra lista, che si svolgono ovviamente in spazi chiusi, la bellezza di questa ripresa è la sua vastità, l’ambizione, il respiro epico. Con la telecamera che mostra i soldati e l’immenso scenario di una spiaggia invasa, possiamo ben capire il dolore che solo la guerra sa portare.
NOTA: il video non mostra l’intera scena
11. BOOGIE NIGHTS (1997)
Regia: Paul Thomas Anderson – Fotografia: Robert Elswit – Durata: 3 minuti
Molti citeranno la sequenza d’apertura, noi invece preferiamo questa ripresa, che in pochi minuti incapsula la follia e l’edonismo dell’epoca, e in più racchiude la tragica storia di Little Bill. Un capolavoro.
10. 12 ANNI SCHIAVO (2013)
Regia: Steve McQueen – Fotografia: Sean Bobbit – Durata: 5 minuti e 10 secondi
Indubbiamente è difficile da guardare, ma Steve McQueen con una sola ripresa racchiude tutta la parabola dei protagonisti del suo film. Recitato alla perfezione, la telecamera non stacca mai ed è vicinissima ai personaggi perchè noi dobbiamo non solo capire l’orrore della schiavità, ma vederla da vicina e capirne il dolore.
9. HARD BOILED (1992)
Regia: John Woo – Fotografia: Wang Wing-Heng – Durata: 2 minuti e 50 secondi
Questa scena è uno dei motivi per cui John Woo è uno dei più grandi registi d’azione di sempre. Una sparatoria che diventa un balletto, con i movimenti più spettacolari dell’azione stessa, e ci consegna adrenalina allo stato puro.
8. OLDBOY (2003)
Regia: Park Chan-wook – Fotografia: Chung-hoon Chung – Durata: 2 minuti e 40 secondi
Pochissimo spazio, tanti attori, una coreografia pazzesca. La tensione che si respira in questa scena è incommensurabile, e la potenza scenica la rende una sequenza immortale,
7. OMICIDIO IN DIRETTA (1998)
Regia: Brian DePalma – Fotografia: Stephen Burum – Durata: 12 minuti e 30 secondi
Brian DePalma è uno specializzato in piani sequenza, tanto che ogni suoi film potrebbe finire in questa nostra lista, ma indubbiamente questa scena d’apertura è una delle più ambiziose e folli mai fatte. Nicolas Cage si muove e intorno a lui succede praticamente di tutto, ogni personaggio appare e la telecamera si muove in angoli impensabili. Un modo perfetto per gettare lo spettatore nel mezzo dell’azione.
6. I PROTAGONISTI (1992)
Regia: Robert Altman – Fotografia: Jean Lepine – Durata: 7 minuti e 50 secondi
Qui è indubbio che Altman si sia divertito, con i richiami metacinematografici al piano sequenza dichiarati senza problemi, ma la tecnica è ciò che fa la differenza tra semplice gioco e vera arte.
NOTA: il video non mostra la scena
5. GRAVITY (2013)
Regia: Alfonso Cuaron – Fotografia: Emmanuel Lubezki – Durata: 12 minuti
Un piano sequenza creato con gli effetti speciali, cosa c’è di più innovativo e moderno. Cuaron è un altro maestro della tecnica, e qui sicuramente si superare: creare un piano sequenza nello spazio, laddove la geografia non esiste.
NOTA: il video non mostra la scena
4. I FIGLI DEGLI UOMINI (2006)
Regia: Alfonso Cuaron – Fotografia: Emmanuel Lubezki – Durata: 4 minuti
Una delle più difficile sequenza mai realizzate, con telecamera e operatori in movimenti sulle varie vetture, la scena è un capolavoro di tensione e costruzione della storia, in cui il colpo di scena non avviene alla fine ma a metà. Semplicemente da togliere il fiato.
3. PROFESSIONE REPORTER (1975)
Regia: Michelangelo Antonioni – Fotografia: Luciano Tovoli – Durata: 6 minuti e 30 secondi
Alcuni piani sequenza, c’è da dirlo, sono quasi una distrazioni per gli spettatori più attenti, perchè a volte viene davvero da chiedersi “ma come diavolo hanno fatto?”. Questo è uno di quei casi. Insomma, abbiamo una telecamera che parte all’interno di una stanza, magicamente esce fuori da una finestra, riprende l’esterno e poi compie un giro di 180° fino a rientrare nella medesima stanza d’albergo. Il cinema è questo: il senso di meraviglia.
2. L’INFERNALE QUINLAN (1958)
Regia: Orseon Welles – Fotografia: Russell Metty – Durata: 3 minuti e 20 secondi
Semplice ed efficacissimo. Non solo la ripresa di Welles è uno spettacolo di movimenti, ma la consapevolezza che c’è in giro una bomba che sta per esplodere rende la scena tremendamente adrenalinica. E noi siamo dentro a quel momento.
1. QUEI BRAVI RAGAZZI (1990)
Regia: Martin Scorsese – Fotografia: Michael Ballhaus – Durata: 3 minuti
Non solo la tecnica è pazzesca, ma la tematica di questa scena è fantastica. Si potrebbe scrivere centinaia di righe su questi pochi minuti, che rappresentano praticamente un film dentro al film. Una scena che ci dice così tanto riguardo i personaggi e le loro relazioni, e riesce a creare l’atmosfera dell’intera pellicola con virtuosismo e dinamismo. Dopotutto Henry Hill lo dice all’inizio, ha sempre voluto essere un gangster, ed ecco gli effetti: ora che lo è, può avere ciò che vuole, tutti si prodigano per lui, e la situazione affascina e seduce la sua nuova fidanzata senza che lui debba dire una sola parola.

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