
David Foster Wallace è una delle personalità della letteratura contemporanea, e non solo di quella, più famose e influenti di sempre. Per il suo stile, per la sua prosa, per ciò di cui parlava, e anche per il triste suicidio, Wallace è entrato prestissimo nel mito, e per tutto questo è forse l’unisco scrittore di “adesso” ad essere avvicinato ai nomi più altisonanti di sempre.
Pur con tante difficoltà, perchè ingabbiare il pensiero e soprattutto la personalità di Wallace in un film è difficilissimo, ora il cinema si interessa alla sua figura, e lo fa col biopic The End of the Tour che racconta la famosa intervista di 5 giorni da parte del giornalista David Lipsky, della rivista Rolling Stones, a Wallace al termine del tour promozionale del suo capolavoro “Infinite Jest” – buona fortuna a chi vuole iniziarlo, ne ha bisogno – nel 1996.
Alla regia c’è James Ponsoldt, uno dei migliori talenti del cinema indipendente, e protagonista è la coppia Jesse Eisenberg, sempre affidabile, e Jason Segel, famoso per le sue commedie ma reduce da recensioni ottime dal Sundance per la sua interpretazione non certo facile di David Foster Wallace.


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