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Abbiamo iniziato una nuova lunga cavalcata per scoprire i 40 migliori film degli anni ’40, una delle classifiche più difficile da fare. Ricordando come questo elenco sia il più imparziale possibile, e come la differenze tra i vari titoli sia davvero minima, perché parliamo del meglio tra centinaia di migliaia di pellicole realizzate, continuiamo a scalare le posizioni rivisitando incredibili opere cinematografiche.

Posizioni 40-31
Posizioni 30-21

 

20.  BREVE INCONTRO  (di David Lean, Gran Bretagna 1945)

Dimenticate le commedie romantiche, oppure le zuccherose versione in salsa melodrammatica. Il cinema romantico una volta era rappresentato, con una classe e soprattutto un cuore che mai più nessuno ha replicato, da questo film perfetto di David Lean. L’essenzialità della trama, l’incontro casuale tra due sconosciuti attratti l’uno dall’altro ed i dubbi se consumare un fugace rapporto, è ampliata dalla maestria di Lean nel catturare i dettagli, con cura impeccabile nella forma: un sorriso, uno sguardo, un rapido contatto, e il film mostra con enorme sentimento il dramma dirompente del rapporto platonico.

 

 

19.  REBECCA, LA PRIMA MOGLIE  (di Alfred Hitchcock, USA 1940)

L’unico film di Alfred Hitchcock a vincere l’Oscar più importante – e nonostante questo il grande regista scandalosamente quella statuetta non l’ha mai vinta in carriera – è uno dei più grandi drammi psicologici mai visti al cinema. Un mastro come Hitchcock è bravissimo a sostituire i momenti più melodrammatici con la tensione, suo marchio di fabbrica, e affidarsi poi senza remore a Joan Foantaine e Judith Anderson, semplicemente divine nelle interpretazioni, in grado di brillare in scena, ognuno a modo proprio, come poche altre.

 

 

18.  NOTORIOUS, L’AMANTE PERDUTA  (di Alfred Hitchcock, USA 1946)

Alla faccia del maestro brivido. Non è il primo e non sarà l’ultimo, ma con Notorious Hitchcock realizza indubbiamente il suo film più romantico, mascherato da thriller, con un grande McGuffin, ed un grandissimo studio sui personaggi e sui caratteri. E poi le solite perle di regia da tramandare alle scuole di cinema.

 

 

17.   I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA  (di William Wyler, USA 1946)

L’anno d’uscita è il 1946, quindi le riprese sono pure antecedenti, e in pratica Wyler gira un film sui reduci dal conflitto proprio nel momento in cui quel problema era di clamorosa attualità. Se questo non è un film pienamente aderente al neorealismo, non so cosa dire. E il regista si serve anche di un vero soldato per un ruolo fondamentale, un soldato rimasto senza braccia dalla guerra, ma capace di una forza interiore che rende la sua interpretazione memorabile. Un film duro, potentissimo per quanto a tratti melodrammatico, sincero e complesso nel trattare il tema del reinserimento dei reduci di guerra nella società e nelle loro stesse famiglie.

 

 

16.  OSSESSIONE  (di Luchino Visconti, Italia 1943)

Ossessione secondo molti è il film che segna l’inizio ufficiale nella stagione del neorealismo italiano. In realtà è, indubbiamente, molto di più: anticipando ambienti e personaggi che ritroveremo nei film successivi del genere, Visconti lega il melodramma classico della tormentata storia d’amore alla dimensione sociale del paese durante la guerra, che si riflette nella miseria interiore dei protagonisti. E’ insomma, senza giri di parole, un impressionante caposaldo del nostro cinema.

 

 

15.  SCALA AL PARADISO  (di Michael Powell e Emeric Pressburger, Gran Bretagna 1946)

Certo, nella parte finale l’elemento propagandistico e politico del film prende il sopravvento (siamo nel 1946, come non capirlo), ma non può superare la poesia e l’ottimismo di una delle migliori favole fantastiche mai viste al cinema. Powell e Pressburger come al solito giocano con colore e col bianco e nero, e con l’aiuto impeccabile della sontuosa presenza scenica di David Niven ci regalano un meraviglioso attestato delle possibilità narrative del mezzo cinematografico.

 

 

14.  NARCISO NERO  (di Michael Powell e Emeric Pressburger, Gran Bretagna 1947)

Sul modo di intendere ed usare il colore nei film di Powell e Pressburger ci vorrebbero molte parole. Narciso Nero è forse l’esempio massimo dell’espressività del loro cinema, un inquietante studio sulla follia umana, irrogato da elementi erotici inusitati e molto audaci per l’epoca, che aumenta di potenza grazie ad una delle migliori fotografie mai viste.

 

 

13.  IL TESORO DELLA SIERRA MADRE  (di John Huston, USA 1948)

Certo, il carisma di Bogart rende migliore qualsiasi pellicola, ma l’avventura che John Huston ci racconta è senza dubbio uno dei migliori scavi psicologici visti al cinema su ossessione e avidità umana.

 

 

12.  IL MISTERO DEL FALCO  (di John Huston, USA 1941)

Gli anni ’40 sono senza ombra di dubbio, nella letteratura e nel cinema, il decennio del giallo noir. E nel genere, l’attore simbolo è Humprey Bogart, autentica icona nel ruolo del detective. Rispetto ad altri capisaldi del genere Il Mistero del Falco è senz’altro meno glamour, ma è più realista e quasi più avvincente, in grado di inchiodare lo spettatore con i suoi personaggi e le sue frasi celebri nonostante il solito complicato intreccio.

 

 

11.  SCANDALO A PHILADELPHIA  (di George Cukor, USA 1940)

Katherine Hepburn. Cary Grant. James Stewart. Tutti questi tre INSIEME. Cosa si può chiedere di più? Queste tre immortali leggende del cinema ci regalano insieme forse la miglior screwball comedy di sempre, sicuramente l’esempio massimo del genere, una divertente storia di innamoramenti ed equivoci che ha la raffinata eleganza di un’epoca mai dimenticata.

 

 

La prossima settimana sveleremo i dieci migliori film degli anni ’40!

 

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2 risposte a “I 40 Migliori Film degli Anni ’40 (Terza Parte)”

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