
Carrie Fisher se ne è andata a soli 60 anni, e tutto il mondo del cinema perde un’icona che ha reso la settima arte popolare quanto lo è adesso.
E’ probabilmente riduttivo dire che ci ha lasciato la principessa Leia, ma diamine, con solo ruolo Carrie Fisher ha scritto davvero la storia. Con quel look, con quelle pettinature, ma soprattutto con quell’energia innocente e carismatica allo stesso tempo e una spensieratezza giovanile che usciva dallo schermo l’attrice ha contribuito all’immortalità della saga di Star Wars, e non solo.
Carrie Fisher senza ombra dubbio non ha avuto una carriera ricca e luminosa come meritava. Certo, come detto le è bastato appena un ruolo per diventare eterna, però avrebbe meritato sicuramente altro e sicuramente di più se non ci fosse stato quel maledetto disturbo bipolare e quella maledetta fragilità che l’ha portata tra le braccia di droghe e alcol a frenarla. Possiamo ricordarla anche per Hannah e le sue sorelle, anche per Harry ti presento Sally, e soprattutto per una piccola ma esilarante parte altrettanto iconica in The Blues Brothers.
Carrie Fisher era una bravissima attrice, una grande scrittrice (ha collaborato a sceneggiature, scritto libri e ideato spettacoli teatrali), soprattutto una donna fantastica, sempre brillante, sempre interessante, nonostante la su vita non facile vi sfido a trovare una sua intervista che passi inosservata o non strappi un sorriso.
Era troppo giovane e avrebbe potuto dare sicuramente di più, ma ci lascia un ruolo “larger than life” e la possibilità di vederla un’ultima volta in Star Wars Episodio VIII nel dicembre 2017: ci sarà il magone, ma anche il sorriso di non dimenticarla mai.


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