
A giudicare dagli incassi davvero tutti aspettavano IT, e c’è da stupirsi che in pochi lo avessero capito prima.
Il libro è probabilmente quello di Stephen King, tra tutti quelli della sua prolifica carriera, che più ha valicato i confini del genere horror. La serie tv di inizio anni ’90, pur con i limiti dei mezzi a disposizione, è rimasta fissa nell’immaginario collettivo, soprattutto grazie alla prova di Tim Curry.
Insomma, c’era davvero fame di IT. Ed il nuovo film non ha tradito le attese. L’opera di Andy Muschietti è fedele al romanzo e aderente ai codici del cinema commerciale moderno senza però prenderne i difetti ed i cliché. Ha insomma fatto qualcosa mai riuscita finora, trasformare un horror in un blockbuster a tutti gli effetti.
Chiaramente non tutto poteva funzionare, soprattutto se ci conosce il libro originale. Il solito errore è quello di giudicare un film avendo in testa la fonte originaria, ma senza dubbio Pennywise meritava un pizzico in più di approfondimento. Nel film funziona, terrorizza, è una presenza costante, ma sembra sempre un mostro, per quanto terrificante sempre e solo un mostro, mentre in realtà lui dovrebbe essere l’essenza del male assoluto e primordiale. Se proprio vogliamo essere pignoli, e trovare un difetto a IT, dobbiamo dire che il film spaventa ma non lascia addosso un autentico malessere come dovrebbe fare. Fa il suo dovere di horror facendo saltare costantemente dalla sedia, ma oltre l’urlo fine a sé stesso non si torna a casa con l’anima lacerata e più sporca di prima.
Era la parte più difficile da mettere in scena, comprensibilmente, ma anche la più importante, quella che distingue la storia da tutto il resto del panorama horror. Nonostante questo lamentarsi è arduo, dopotutto un’insistenza sugli aspetti più metafisici avrebbe scontentato i puristi del genere. E allora guardiamo le cose buone, perché IT è una riuscitissima storia d’amicizia e elaborazione della paura che coinvolge e convince. I bambini sono la vera spina del dorsale, tutti bravi gli attori e credibilissimo nel ritratto del loro percorso. Terrore, infatuazione e altruismo sono gli aspetti che più funzionano e reggono le oltre due ore di film.
IT è probabilmente la sorpresa della stagione per chi ne ha sottovaluto le potenzialità, e la conferma della forza della storia per chi ne conosceva il successo. Ad avercene, insomma, di horror così.

Lascia un commento