
Questa non è una vera recensione di The Disaster Artist, come intuite facilmente dal titolo. Il motivo è che, semplicemente, non penso la meriti.
Il film come sapete racconta la lavorazione di The Room, quello non definito come uno dei peggiori film mai realizzati, ma forse davvero il peggiore. E, in tale approccio, chissà quante volte e in quante recensioni ben più importanti della mia leggerete il paragone con Ed Wood di Tim Burton. Ecco, forse proprio da tale paragone bisogna partire. Perché proprio qui risiede tutto il problema di The Disaster Artist, dalla sua ideazione alla sua ricezione.
The Disaster Artist non è Ed Wood semplicemente perché Tommy Wiseau non è Ed Wood. Quest’ultimo era un pessimo regista, sì assolutamente, ha realizzato film terribili e forse tra i più brutti mai creati, sì assolutamente….ma almeno era un regista. Tommy Wiseau invece è solamente un fenomeno da baraccone.
Il cinema di Ed Wood va anche contestualizzato. Erano e rimangono film terrificanti sotto ogni punto di vista, ma il regista ci metteva davvero passione, fantasia, creatività, amore per le storie di genere: insomma, lo faceva malissimo, ma faceva cinema. Dall’altro canto, Tommy Wiseau ha fatto una sola cosa, e mai l’avesse fatta, nella quale il problema non è dilettantismo, ma l’arroganza, il menefreghismo per ciò che vuol dire fare un film, l’egocentrismo di mettersi al centro della scena e quindi dell’attenzione generale, senza avere poi la lucidità di capire cosa si stia facendo.
Da qui tutta la ricezione sbagliata del film, una commediola anche divertente su un personaggio eccentrico e sul dietro le quinte di Hollywood, ma non una storia di riscatto sociale, non una storia di redenzione, non una storia sulle difficoltà di emergere nel mondo del cinema. Tommy Wiseau non è uno che col sudore della fronte è riuscito a guadagnarsi i 15 minuti di fama, ma un vero idiota che non meriterebbe nemmeno un secondo della luce dei riflettori che ha guadagnato. Anche la performance di James Franco, che mira più all’imitazione in stile macchietta da Saturday Night Live, per quanto azzeccatissima, e non ad uno qualche scavo interiore, fa riflettere.
E allora, se proprio vogliamo ricevere The Disaster Artist nel modo sbagliato e valutarlo per ciò che non è, tanto volere giocare al 100% e vedere come il film funzioni per un’altra cosa che non è e non vuole assolutamente essere: una satira amarissima su quanto la società moderna sia becera, su quanto i media ed il pubblico generalista si affezionino a personaggi di dubbio valore mentre chi davvero lavorare per sfondare, e magari ha talento, fatica e non emerge rimanendo soffocato dallo schifo che ci circonda.
È vero che se si vuole qualcosa tutti possono provare ad ottenere quel qualcosa, ma è altrettanto vero che Tommy Wiseau è l’esempio peggiore, e più immeritevole, per veicolare questo messaggio.

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