
Qui nessuna sorpresa: Alfonso Cuaron per Roma è il vincitore del Director’s Guild Award 2019, il fondamentale premio del sindacato dei registi, il suo secondo successo qui a cinque anni di distanza da Gravity.
Finite le certezze, ora inizia il bello, perché è solo la quarta volta nella storia che tre film diversi vincono rispettivamente PGA, SAG e DGA:
MIGLIOR REGISTA
Bradley Cooper – A Stars is Born
Alfonso Cuaron – Roma
Peter Farrelly – Green Book
Spike Lee – BlackKklansman
Adam McKay – Vice
Il DGA è, più di ogni altro premio dei vari sindacati, in un certo senso addirittura più del PGA, un barometro incredibile per capire e cercare di prevedere gli Oscar: dalla sua esistenza datata 1950, solo 7 volte DGA e Oscar non hanno proposto il medesimo vincitore. La statistica è ancora più forte in tempi recenti, perché DGA e Oscar sono andati d’accordo 14 volte negli ultimi 15 anni, e l’unico disaccordo è stato sei anni fa con Ben Affleck che però non era nemmeno nominato all’Oscar (quindi in un certo senso nemmeno conta, e comunque il suo film vinse poi lo stesso l’Oscar più importante).
Finite le certezze, adesso iniziano i momenti intricati. Come detto in apertura, questa è solo la quarta volta che si è verificata una divisione totale tra PGA e DGA e SAG, questi i precedenti:
2000:
PGA – Il Gladiatore
DGA – La Tigre e il Dragone
SAG – Traffic
2001:
PGA – Moulin Rouge!
DGA – A Beautiful Mind
SAG – Gosford Park
2004:
PGA – The Aviator
DGA – Million Dollar Baby
SAG – Sideways
2015:
PGA – La Grande Scommessa
DGA – The Revenant
SAG – Spotlight
Quest’anno la nostra situazione vede il seguente scenario:
PGA – Green Book
DGA – Roma
SAG – Black Panther
Se dalla caccia escludiamo Black Panther, per ovvie ragioni, rimangono i primi due. E rimane un dato: gli Oscar non hanno mai premiato un film non in lingua inglese, e il sistema di voto preferenziale sicuramente favorisce Green Book, che però agli Oscar non ha la vitale nomination alla regia.
Una situazione intricatissima ma, al tempo stesso, molto avvincente, che certamente ha risvegliato una stagione dei premi iniziata come tra le più spente di sempre. Domenica prossimo ci saranno i Bafta, da seguire con attenzione: forse mai come quest’anno i premi britannici rappresentano una tappa fondamentale.

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