
Ci ha lasciato a 96 anni Franco Zeffirelli, uno degli ultimi grandi registi italiani rimasti appartenenti all’indimenticabile stagione del nostro cinema nel novecento, e non a caso uno dei pochissimo che può vantare una nomination all’Oscar per la regia.
Il grande autore fiorentino iniziò come allievo e aiutante di Luchino Visconti, e poi prese la propria strada cinematografica con gli adattamenti delle opere di Shakesepare: prima La Bisbetica Domata, con la coppia Richard Burton-Liz Taylor, poi il Romeo e Giulietta che gli valse le nomination all’Oscar. Passato alla tv regalò la miniserie Gesù di Nazareth campione d’ascolti in Italia, poi tornò al cinema col successo Il Campione, l’Amleto interpretato da Mel Gibson, Jane Eyre e Un Tè con Mussolini.
Molto impegnato anche come registra teatrale, fu uno dei primi a portare al cinema opere liriche trasformate in film.
Come spesso accade ai grandi italiani era più apprezzato all’estero, ma certamente il suo marchio sulla nostra scuola cinematografica è indelebile.

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