lucrecia martel

La presidente di giuria del Festival di Venezia 2019, che si terrà dal 28 agosto al 7 settembre, sarà la regia argentina Lucrecia Martel.

Indubbiamente una scelta a sorpresa, essendo l’autrice non certo tra i nomi più famosi, anzi, quasi sconosciuta ai non cinefili e a chi non frequenta i circuiti festivalieri. Ma, altrettanto indubbiamente, una scelta interessantissima per la fama ottenuta dalla Martel negli ultimi anni, che ne ha fatto forse la regista donna più importante del Sudamerica: ha debuttato nel 2001 con La Ciénaga, poi sono arrivati La Nina Santa nel 2004, presentato in concorso a Cannes, La donna senza testa nel 2008, passato ancora a Cannes, e il più recente Zama, presentato fuori concorso nel 2017 proprio a Venezia.

“La regista più importante dell’America Latina”, così l’ha definita il direttore del festival Alberto Barbera, “oltre che una delle registe donne più importanti del mondo, uno status raggiunto con soli quattro lungometraggi all’attivo e una manciata di corti, nel corso di meno di vent’anni. Nei suoi film, l’originalità della ricerca stilistica e la meticolosa mise-en-scène sono al servizio di un visione del mondo libera da compromessi, dedicata all’esplorazione dei misteri della sessualità femminile e delle dinamiche di gruppo e di classe”.

 

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