
“Quei” film ci sono tutti a leggere e rileggere le Oscar nominations 2020. E dico “quei” perché sono titoli che tutti pronosticano da mesi senza molte alternative.
Dopotutto, è la prima volta nella storia che ben 4 film prendono 10 o più nominations contemporaneamente. Un dato eloquente che fa capire come quest’anno la scelta, seppur di altissima qualità per fortuna, sia stata ristrettissima a livello di quantità di film.
Non a caso, non ci sono state nemmeno troppe sorprese, tutto è filato piuttosto liscio. Ha stupito la mancata nomination a Jennifer Lopez, pronosticata addirittura come vincitrice da molti esperti americani. Roboante è sicuramente l’assenza di Frozen 2, vedendo poi gli incassi stellari del film. E, per gli esperti di premi, è singolare l’assenza al montaggio di C’era una volta a Hollywood.
E quest’ultimo punto apre un altro capitolo: dopo queste nomination che ci hanno regalato bellissime note (le prime apparizioni di Banderas, Pryce e Johansson; il ritorno di veterani come Pacino, Pesci, Hopkins e Hanks; un’apertura sempre più internazionale a produzioni non americane; un terzo dei candidati complessivi sono donne, record storico) come possiamo leggerle per capire chi vincerà queste benedette statuette?
Come sempre, ci affidiamo alla statistica e ai precedenti. Escludete già Joker, che nonostante sia, a sorpresa, il film più nominato, non ha chance di vittoria finale, ma potrà vantarsi di essere il comic-book movie con più candidature di sempre, per il momento. Escludete Le Mans ’66, Piccole Donne e Storia di un matrimonio, che non hanno mai avuto chance effettive.
Gli altri 5 hanno tutti, ancora, possibilità reali:
– The Irishman è l’unico di questo plotone che ha il percorso netto con candidature in regia, scrittura, recitazione e montaggio. Credo però sia innegabile e facilmente percepibile che a Hollywood rimanga ancora un velato ma significativo pregiudizio verso Netflix. Oltretutto, l’omaggio all’operazione di Martin Scorsese, e ai suoi attori, sembra essere le nominations e non la vittoria.
– Jojo Rabbit è andato bene come gli serviva, seppur manca la fondamentale nomination alla regia. Mancò anche a Green Book che lo scorso anno vinse comunque, e come quello anche questo film sembra un titolo che potrebbe andare bene col sistema preferenziale (il sistema di voto dell’Academy, per cui conta molto che un film piaccia in maniera trasversale seppur ottenga pochi numeri 1 nella scheda di votazione). Se nei prossimi giorni dovesse vincere almeno uno tra PGA, SAG e WGA, le sue quotazioni salirebbero vertiginosamente.
– 1917 è andato assolutamente meglio del previsto: chi pensava fosse “solo” il film tecnico dell’anno, alla Dunkirk per capirci, dopo la vittoria ai Globes e queste nominations dovrà ricredersi. Certo, anche qui manca il montaggio, ma per come è realizzato il film era scontato (finto unico piano sequenza, come Birdman che non a caso è l’ultimo film ad aver vinto l’Oscar senza la candidatura al montaggio). A suo svantaggio non ha nemmeno la recitazione, ma finora non sembra scalfire la situazione del film in costante miglioramento (e dovrebbe andare benissimo ai Bafta).
– Parasite ha preso tutte le nominations pronosticate alla vigilia, ed è già un trionfo. Un film non in lingua inglese, come noto, non ha mai vinto l’Oscar al migliori film, ma quello che sta facendo il film di Bong in questa stagione è notevolissimo. Considerando che dovrebbe essere il film tra 5 favoriti destinato a meglio figurare col voto preferenziale, se dovesse anche vincere qualcosa tra Bafta, DGA, WGA o SAG, si potrebbe davvero compiere la storia.
– C’era una volta a Hollywood rimane il favorito, indubbiamente. Ma quell’assenza al montaggio ha davvero poche spiegazioni reali o statistiche. Forse ci si vede un problema più grande di quanto non sia, e film è destinato a vincere ancora qualcosa di fondamentale tra PGA, SAG o DGA, eppure se dovesse mancare una vittoria a questi appena menzionati, e un altro film dall’ottimo stato di salute dovesse strapparglielo, tutto sarebbe rimesso in gioco.
Inoltre, ricordiamo, questa è una stagione dei premi “accorciata”, gli Oscar sono il 9 febbraio, tra meno di un mese, e c’è troppo poco tempo per rimediare a una qualche sconfitta: un risultato significativo qualsiasi, o a sorpresa, nelle guild dei prossimi giorni (PGA, DGA e SAG) influenzerà decisamente i giurati dell’Academy.
Anche per questo motivo, considerando che, a differenza del meccanismo di voto delle nominations, per decidere i vincitori TUTTI i giurati votano per TUTTE le categorie, è difficile capire chi potrà vincere. La strada verso gli Oscar è ancora ricca e sicuramente piena di sorprese.

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