Con ormai un intero decennio alle spalle, è il momento di tirare le somme dal punto cinematografico. E iniziamo a farlo evidenziando quell’aspetto che, pur con gli anni che passano, la tecnologia che aumenta, i criteri che cambiano, rimane immutato: la recitazione.

Scopriamo quelle che per noi solo state le migliori prove attoriali del decennio 2010. Con una piccola ma fondamentale regola: un film è citato una sola volta, attori/attrici sono citati una sola volta.

PRIMA PARTE

 

20.  ROONEY MARA – Carol

Tra le due protagoniste di Carol è la più giovane il vero fulcro del film, quella tra le due che deve comunicare più cose senza parlare, e Rooney Mara ha quello sguardo particolarissimo, molto timido e semplice, che al primo sorriso o alla prima lacrima sembra illuminare tutto il mondo circostante.

 

 

 

19.  NINA HOSS – Il segreto del suo volto

Non essendo un film molto visto non posso spoilerare il finale, durante il quale la prova di Nina Hoss diventa immortale. Ma durante tutto il film l’attrice tedesca è un magnete costante, capace di generare consapevolezza ogni minuto che passa, dalla più completa fragilità alla più ampia presa di coscienza.

 

 

 

18.  JESSE EISENBERG – The Social Network

Il volto inespressivo di Jesse Eisenberg è la perfetta tela su cui dipingere un intero modo di pensare e di vivere. Con i lineamenti tirati del viso mostra tutta l’incomunicabilità del re delle comunicazioni, mantiene l’aria da bravo ragazzo che quando vuole sa diventare uno stronzo, è chiuso in se stesso per poi mostrare un lato carismatico e famelico assolutamente inaspettato..

 

 

 

17.  ADAM SANDLER – Uncut Gems

Io ho sempre sposato la teoria secondo cui Adam Sandler è l’unico attore comico al mondo che funziona di più e meglio nei ruoli drammatici: Uncut Gems è la prova definitiva. Seguire e immergersi nella creazione del suo personaggio, nella vitalità isterica, nella fisicità sconclusionata e nella tensione che cattura è forse la più grande sorpresa del 2019 cinematografico.

 

 

 

16.  DENIS LAVANT – Holy Motors

Il mestiere dell’attore è quello del trasformista per antonomasia, e trasformarsi fisicamente è proprio uno dei modi di recitare più riconoscibili. Denis Lavant porta tutto ciò al livello successivo, forse definitivo, nel quale il suo corpo è letteralmente materia magmatica che si plasma, distrugge e ricrea senza soluzione di continuità.

 

 

 

15.  DANIEL DAY-LEWIS – Il Filo Nascosto

Sono finiti aggettivi e aneddoti sull’impressionante perfezionismo di Daniel Day-Lewis. Ma ogni volta, forse proprio perché recitando così di rado talvolta lo dimentichiamo, l’attore ci stupisce, e riesce ad aggiungere sfumature e piccoli impercettibili carichi emotivi alla sua recitazione: prendiamo ogni singolo gesto con le mani, il modo con cui inarca gli occhi dal basso verso l’alto, e soprattutto il modo illuminante con cui sorride.

 

 

 

14.  NATALIE PORTMAN – Il Cigno Nero

Mai come in questo film scrocchiarsi le ossa è stato tanto inquietante. Una Natalie Portman dimagrita e inaridita mette in gioco tutta la fragilità umana compiendo un lavoro fisico e di immersione nel personaggio semplicemente mostruoso.

 

 

 

13.  JK SIMMONS – Whiplash

Fa ancora paura. Le urla e gli insulti di JK Simmons non vi lasceranno più, quello che l’attore riesce a creare è purissimo terrore. Un autentico mostro che vibra e con un solo sguardo crea ansia. Ma non si limita alle urla, è più complesso di quanto non appaia, più deviato psicologicamente di quanto non sembri.

 

 

 

12.  CAREY MULLIGAN – Shame

Già soltanto la struggente esecuzione canora di New York New York dovrebbe e basterebbe per far entrare di diritto Carey Mulligan nella storia del cinema: la sua interpretazione faticosa e devastante di una ragazza complessa, problematica, piena di punti oscuri e da brividi.

 

 

 

11.  CHRISTOPHER PLUMMER – Beginners

La carriera di Christopher Plummer sembrava puntare a questa interpretazione, quella che gli ha dato il meritato Oscar. L’attore mettere nel suo personaggio tutta la dolcezza e vulnerabilità, e persino una fortissima testardaggine, di un uomo che da anziano, e malato, confessa al figlio la propria omosessualità.

 

 

 

10.  ROSAMUND PIKE – L’Amore Bugiardo

Rosamund Pike qui è così perfetta e calibrata nelle smorfie e nei gesti, nelle espressioni quasi sempre finte e ipocrite, a tratti meccaniche, da risultare davvero inquietante. Il ruolo della vita, certamente, a cui l’attrice inglese infonde una raggelante complessità che riesce a non trasformare mai in vero fascino le spigolature più mostruose.

 

 

 

9.  BRADLEY COOPER – A Star is Born

Non ci sono dubbi che A Star is Born sia Bradley Cooper. Dal look all’incredibile tonalità di voce, la sua interpretazione è il segno tangibile della confusione umana. Un uomo decadente non tanto per gli eccessi, comunque onnipresenti, ma per una desolazione interiore resa benissimo dal lavoro sullo sguardo carismatico ma trasandato.

 

 

 

8.  CASEY AFFLECK – Manchester by the sea

Raramente capita di vedere un attore così aderente al proprio personaggio e al tono del film: Casey Affleck quasi non deve recitare, il suo tono naturale misto di dolore a rassegnazione umana è un crogiolo di emozioni e forte aderenza alla realtà che quasi travalica lo schermo.

 

 

 

7.  MICHAEL KEATON – Birdman

Oltre i riferimenti metacinematografici nel vedere Michael Keaton in Birdman, l’attore è semplicemente sensazionale. La sua è una interpretazione tutta giocata sul piano psicologico, in cui riesce a trasmettere tutta l’inquietudine e soprattutto la costante irreparabile ansia del suo personaggio. La deflagrazione psicologica del suo personaggio è un tour de force emotivo di sentimenti e cambi di registro di cui pochissimi lo ritenevano capace.

 

 

 

6.  MARION COTILLARD – Due giorni, una notte

È anche normale che Marion Cotillard reciti con più naturalezza e tranquillità, e confezioni quindi le sue prove migliori, in lingua francese. E il suo talento enormemente espressivo è perfetto per coniugarsi al cinema leggiadro dei fratelli Dardenne, che capiscono come gli sguardi della Cotillard possano essere l’essenza per spostare le emozioni degli spettatori.

 

 

 

5.  OLIVIA COLMAN – La Favorita

La performance di Olivia Colman in La Favorita è indubbiamente una delle più complesse viste recentemente, in grado di tratteggiare una gamma di emozioni – e crisi mentali – con carisma ma soprattutto umanità. Troneggia letteralmente in ogni scena nella quale appare, e riesce a catturare tutta la dirompenza della solitudine umana. Un uragano, che passa dall’ironia al dolore senza lasciare mai indifferenti.

 

 

 

4.  OSCAR ISAAC – A proposito di Davis

Il volto triste, spossato, esausto, le rughe di chi non ce la fa più e non sa come migliorare, ma va avanti ugualmente perché alternative non ci sono. Sono quegli occhi semichiusi, tendenti verso il basso, a raccontare la frequenza perfetta trovata da Oscar Isaac per creare un personaggio così infinitamente meraviglioso nella sua sfortuna.

 

 

 

3.  LEONARDO DI CAPRIO – The Wolf of Wall Street

Leonardo Di Caprio è semplicemente maestoso qui, spingendosi fino al limite della prova fisica. Solitamente DiCaprio regala le sue interpretazioni migliori quando riesce a trasmettere il divertimento provato sullo schermo e quando spinge l’intensità interiori dei propri personaggi fino alla paranoia. Ecco, ora assistiamo esattamente ad un mix delle due cose, e l’imperante carisma con cui domina la scena porta a pensare che questa sia davvero la sua miglior performance.

 

 

 

2.  CATE BLANCHETT – Blue Jasmine

Elegante e per questo spesso scostante, abbrutita e per questo più tenera, Cate Blanchett qui attraversa tutti i registri recitativi possibili. E non tanto il monologo finale incorniciato da uno splendido primo piano, quanto la scena in cui Jasmine parla seduta ad un tavolo a due bambini è il vero barometro della sua grande interpretazione: guardatela e riguardatela in quella scena, con le espressioni giuste e le rughe giuste passa in pochissimi secondi dal sembrare una strega sul punto di esplodere al tornare solare e raggiante.

 

 

 

1.  JOAQUIN PHOENIX & PHILIP SEYMOUR HOFFMAN – The Master

Se si deve barare, lo si fa alla grande, ed è giusto allora farlo proprio al 1° posto. Tirare fuori solo adesso un ex aequo. Ma davvero, non c’erano alternative, basta rivedere la scena qua sotto (seppur estrapolata fuori contesto perda leggermente il livello emozionale) per capire che le prove stratosferiche di Joaquin Phoenix e Phillip Seymour Hoffman sono inestricabilmente unite. Il primo, completamente perso nel “method acting” e trasformato fisicamente, il secondo, dilaniato da una fanciullezza interiore mascherata da inebriante carisma: uno scontro tra giganti nel quale a vincere sono il cinema e gli spettatori.

PSH, ci manchi.

 

 

Per voi incontentabili, continueremo nelle prossime settimane a raccontarvi il meglio del cinema del decennio 2010!

 

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