I titoli sono solo 8, senza voler naturalmente contare i lavori televisivi, quindi parlare di classificone è forse esagerato in questo caso. Ma se si parla di Paolo Sorrentino, l’autore italiano ugualmente amato e ugualmente odiato da tutti, polarizzante e affascinante, apprezzato quasi più all’estero che in patria, autore di un cinema che in Italia non fa nessuno ed è l’esatta immagine di una personalità altrettanto magnetica, si può trattare solo di classificone.

Paolo Sorrentino ha appena compiuto 50 anni, e noi lo festeggiamo alla nostra maniera: mettendo in ordine i suoi film.

 

 

8.  THIS MUST BE THE PLACE  (2011)

Non è il miglior film del regista, e questo data la posizione è piuttosto palese. Non che sia un brutto film, ma la prima avventura in lingua straniera di Paolo Sorrentino presenta tutti i problemi del “lost in translation”: portare una visione molto particolare in un’altra dimensione, geografica e linguistica, non è facile. Nel film i personaggi singolari del regista diventano solo eccentrici, le battute sagaci solo frasi fatte, e il tono generale, tipico di chi rimane affascinato e alienato dal primo viaggio in America, diventa eccessivamente sopra le righe.

 

 

7.  L’UOMO IN PIU’  (2001)

L'uomo in più - Wikipedia

La prima volta non si scorda mai. Siamo ancora lontani anni luce dall’istrionismo che ora tutti affibbiano a Sorrentino, ma già c’è tutto il suo amore per personaggi maledetti e l’abilità nel legare storie che celano un terremoto di sentimenti. Diviso in due storie, il film è forse poco equilibrato (in uno dei due segmenti protagonista è Toni Servillo, quindi avete già capito quale dei due il regista preferisce inconsciamente) e poco ritmato, ma ha già tutto quello che serve per lanciare una carriera.

 

 

6.  YOUTH  (2015)

youth

Youth, in tanti sensi, è un film molto semplice, più accessibile al grande pubblico, con una struttura narrativa ben definita e dialoghi fluidi. Perché un film che parla di semplicità, dell’importanza delle piccole cose, del calore della carezza di un genitore, della sensazione impalpabile di un ricordo. Soprattutto del modo di affrontarle il ricordo del passato, del rischio di farlo diventare un freno per affrontare il presente o della forza di assimilarli per capire il futuro: nel primo caso si diventa vecchi, nel seconda caso si rimane giovani, a prescindere dal fisico o dall’età. E tale discorso può essere traslato anche parlando di cinema, perché Sorrentino, come mai aveva fatto prima d’ora, parla anche molto del suo mestiere.

 

 

5.  LORO  (2018)

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Seppur presentano in due parti, Loro è in realtà una sola entità. Il torrenziale film su Berlusconi ma soprattutto sul berlusconismo è in realtà una storia sul simbolo Silvio Berlusconi nell’immaginario collettivo, in cui Toni Servillo lo raffigura come una vignetta vivente perché l’uomo Berlusconi è trangugiato perennemente dall’immagine Berlusconi. Il Silvio Berlusconi di Sorrentino, in sostanza, è un uomo che indossa la maschera di Silvio Berlusconi e va in scena. “Tutto non è abbastanza” non è soltanto una tagline, ma la concretizzazione materiale dell’impossibilità di essere felici: il regista napoletano è riuscito a raccontarla attraverso la storia di un uomo che ha avuto tutto e di un paese che ha creduto di poter tutto.

 

 

4.  L’AMICO DI FAMIGLIA  (2006)

L'amico di famiglia (2006)

L’Amico di Famiglia è, probabilmente, tuttora il film più sottovalutato e meno ricordato di Sorrentino, ma in realtà, oltre a essere un bellissimo film, è soprattutto quello della svolta, quello che lo avvicina a toni più astratti, a situazioni e personaggi “felliniani”, quello in cui per la prima volta racconta metaforicamente l’Italia e gli italiani. Con la figura straordinaria interpretata da Giacomo Rizzo, da podio dei personaggi sorrentiniani, L’Amico di Famiglia mostra un popolo di freaks che ha abbandonato ogni retaggio morale, figure ai margini in cui serpeggia la corruzione dell’animo e non si sa mai cosa imboccare al bivio tra bontà e crudeltà.

 

 

3.  IL DIVO  (2008)

Biografia spettacolarizzata di Giulio Andreotti, uno dei personaggi più importanti nella storia della Repubblica italiana, il film è una ventata d’aria fresca nel panorama italiano che film politici li vede molto raramente. Veloce, dinamico, incredibilmente innovativo nelle scelte stilistiche e di sceneggiatura, ricco di personaggi stupefacenti, è un film sul potere e sulla degenerazione dello stesso, che si serve della figura (qui più simbolo e personaggio reale) che più di tutte ha incarnato il potere nel nostro paese per oltre quarant’anni. Sorrentino realizza la sua regia più virtuosa e la sua sceneggiatura più complessa finora, dimostrando che anche in Italia si può creare un’opera graffiante e scomoda con freschezza e originalità.

 

 

2.  LA GRANDE BELLEZZA  (2013)

Che vi piaccia o meno, sono sicuro che non vi ha lasciato indifferenti. E ora, a quasi dieci anni di distanza, si può tranquillamente definire il film italiano recente che più ha lasciato un segno e preso posto nell’immaginario collettivo. Partendo da un assunto semplice quanto profondo – la bellezza sconfinata di Roma che cozza con la bruttezza dei suoi personaggi – Paolo Sorrentino in realtà racconta una grande metafora del’Italia dei nostri tempi, un paese che non riesce mai a liberarsi dal proprio passato e a ripartire, una storia anche toccante di occasioni perdute e immensa vanità che distrugge ogni chance di redenzione. Ambizioso e sontuoso quanto lacunoso, immensamente malinconico, La Grande Bellezza è un film che farà discutere ancora per molto, e questo è già un ottimo risultato.

 

 

1.  LE CONSEGUENZE DELL’AMORE  (2004)

Titta Di Girolamo come lavoro ricicla i soldi della mafia, e lo fa da anni segregato in Svizzera. E’ un uomo serio, noioso, estremamente riservato, vittima della propria metodicità e costante routine, totalmente apatico e avverso ad ogni contatto umano. L’unico “svago” che si concede è l’uso di eroina, una sola volta a settimana. Questo è l’immortale personaggio che Paolo Sorrentino ci regala alla sua seconda regia, il film che lo consacra definitivamente nel novero dei grandi nomi del nostro cinema. Una pellicola realizzata come nessun altro mai aveva fatto in Italia, figlia di una visione e di una creatività originale e contemporanea, stilisticamente raffinata e innovativa. Il film è metodico quanto il suo protagonista, ma mantiene altissima la tensione e ipnotizza lo spettatore, sa come riempire i silenzi e i momenti calmi. Per questo è ancora più impressionate seguire il lento sgretolarsi dell’imperturbabile maschera di freddezza e cinismo che nasconde il travolgente sentimento del film.

 

 

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Una replica a “Il classificone: i film di Paolo Sorrentino”

  1. Avatar Nuovo film per Paolo Sorrentino e andrà su Netflix | bastardiperlagloria

    […] nostra fortuna Paolo Sorrentino è da sempre uno degli autori italiani più prolifici, e anche se il suo film americano Mob Girl […]

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