
Partiamo da una premessa: nulla da togliere all’opera di Daniele Luchetti tratta da un romanzo di Domenico Starnone, e sarebbe ingiusto oltre che folle farlo preventivamente visti i nomi citati. Ma, da un punto di vista di squisita abitudine cinematografica, è indubbio che la scelta di Lacci come titolo d’apertura del Festival di Venezia 2020 confermi la sua natura – inevitabile data la situazione globale – di annata di transizione.
Ma tale scelta conferma anche l’importante e bella opportunità che i film italiani hanno per mettersi in mostra quest’anno. E se Lacci diventa quindi il primo titolo italiano ad aprire Venezia dopo ben undici anni, è sicuro che il plotone nostrano sarà molto numeroso quando sarà annunciata l’intera programmazione il prossimo martedì.
Lacci sarà proiettato mercoledì 2 settembre, nella Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia, nella serata di apertura. Il film è scritto da Domenico Starnone, Francesco Piccolo e Daniele Luchetti, diretto da Daniele Luchetti e interpretato da Alba Rohrwacher, Luigi Lo Cascio, Laura Morante, Silvio Orlando, Giovanna Mezzogiorno, Adriano Giannini, Linda Caridi.
LACCI – SINOSSI: Napoli, primi anni ‘80: il matrimonio di Aldo e Vanda entra in crisi quando Aldo si innamora della giovane Lidia. Trent’anni dopo, Aldo e Vanda sono ancora sposati. Un giallo sui sentimenti, una storia di lealtà ed infedeltà, di rancore e vergogna. Un tradimento, il dolore, una scatola segreta, la casa devastata, un gatto, la voce degli innamorati e quella dei disamorati. Dal romanzo di Domenico Starnone, per il “New York Times” uno dei 100 migliori libri del 2017.

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