I titoli di articolo che non si vorrebbero mai scrivere. Perché un conto è riportare la notizia della scomparsa di persone legate al cinema molto anziane, come successo anche recentemente, ma tutto un altro conto è riportare la notizia della scomparsa di un attore che aveva solo 43 anni, ed era all’apice di una carriera appena iniziata.

Il dolore per Chadwick Boseman è indicibile.

L’attore americano ci ha lasciato per una malattia che mai, per scelta personale, aveva annunciato di avere. Anzi ha provato a combattere negli ultimi quattro anni, come noto solo ora, mentre di districava tra i vari set e tra i tanti vari impegni, diventando nel frattempo, e con beffardo paradosso del destino che possiamo notare solo ora, una star mondiale.

Boseman è scoperto nel 2013 nel biopic sportivo 42, e l’anno successivo arriva ulteriore notorietà con Get On Up, biopic musicale per cui assume la grande responsabilità di interpretare James Brown. Poi, con la Marvel, arriva la fama mondiale: quattro film, uno dopo l’altro, in cui interpreta Black Panther, e il gigantesco successo del film autonomo sul personaggio lo catapulta a simbolo della comunità afroamericana, e non solo. Di pochi mesi fa la sua prova in Da 5 Bloods di Spike Lee – tuttora visibile su Netflix – e di prossima uscita, completato e che sarà la sua prova postuma ormai, il film  Ma Rainey’s Black Bottom.

Boseman, che come detto grazie all’esser stato Black Panther era diventato un simbolo, è ora, duole dirlo, una leggenda che rimarrà impressa come volto della comunità afroamericana. E soprattutto è una persona che se ne è andata maledettamente troppo presto, e che per tutte le cose fatte e le iniziate benefiche a cui ha partecipato, scoprendo in quali condizioni col senno di poi le faceva, questa posto tra le leggende se lo è meritato.

Chadwick Boseman Forever.

 

 

 

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