
Ah ma non è Lercio.
No, non lo è, e per certi versi sarebbe stato meglio se lo fosse stato. Perché la notizia che Barry Jenkins, regista di Moonlight e Se la strada potesse parlare, dirigerà il sequel di Il Re Leone versione live action (che poi il film del 2019 tanto live action non era affatto) è forse una delle cose più bizzarre uscite fuori da questo bizzarro – per usare un eufemismo gigantesco – anno 2020.
E così Jenkins debutta nel lavoro con uno studios (e mica uno qualsiasi, la Disney) in quello che già si è affrettato a non definire un sequel, ma un racconto che espande la mitologia della storia di Il Re Leone per recuperare elementi della diaspora africana. In sostanza, proprio tutto ciò che vogliono vedere i ragazzini ed esattamente cercano i trentenni nostalgici che hanno fatto incassare più di un miliardo al film dello scorso anno (sarcasmo mode off).
Magari sarà un bel film. Sicuramente, Jenkins si guadagnerà in un colpo solo i fondi per chissà quanti altri film indipendenti che verranno successivamente.

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