Ci ha lasciato uno dei più grandi mattatori italiani: Gigi Proietti, nel giorno del suo 80esimo compleanno. I più grandi si vanno sempre a suon di beffe.

Una delle ultime grandi maschere complete dell’arte italiana, Proietti lungo la sua carriera ha spaziato con egual bravura tra cinema, tv e soprattutto teatro. Nel grande schermo lo ricordiamo inevitabilmente in commedie popolari e soprattutto in Febbre da Cavallo, titolo cult a cui deve gran parte della sua fama (e di conseguenza, il film deve gran parte del suo successo al talento comico dell’attore romano). Nel piccolo schermo è stato per tutti Il Maresciallo Rocca, fiction delle reti Rai che ha accompagnato molte famiglie nelle serate a casa, regalando all’attore quasi una seconda giovinezza. E a teatro, il vero universo di Proietti, l’attore ha fatto di tutto, dal dramma alla commedia, fino alla fondazione e direzione del Globe Theatre a Roma, il teatro che mette in scene solo opere di Shakespeare e probabilmente è stato il suo più grande capolavoro e più grande lascito, artistico e umano.

Infine, nel salutare e omaggiare uno dei maggiori interpreti dell’eclettismo recitativo mai visti in Italia, è impossibile non ricordare anche il suo ruolo come doppiatore, e con quella voce ha reso indimenticabili tanti personaggi: Gandalf, il primo Rocky Balboa, e soprattutto il Genio di Aladdin, in una prova vocale che nulla ebbe da invidiare a quella originale.

Anzi, ora risentendolo, oltre alle risate scenderà anche una lacrima. Grazie Gigi.

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