
Probabilmente questo film non avrebbe una sola chance di essere visto, e forse nemmeno realizzato, se non avesse Sophia Loren al centro. E questo è già pregio e difetto di La vita davanti a sé.
Indubbiamente è lei, una delle più grandi attrici viventi, icona del nostro cinema, il motivo che fa cliccare su Netflix il tasto “play” per iniziare il film. La curiosità nel vedere un monumento assoluto della settima arte recitare ancora, a 86 anni, e così bene. Seppur la sua presenza sia, in realtà, meno da protagonista di quanto pubblicizzato e più di supporto, Sophia Loren comanda lo schermo con sicurezza, ironia, malinconia e straripante carisma. Gli anni pesano, sarebbe stupido negarlo solo per educazione, ma è altrettanto giusto constatare come tutte le caratteristiche che l’hanno resa un’attrice favolosa tanti anni fa, su tutti il magnetismo della presenza scenica, siano ancora intatte.
E poi, appunto, c’è il film. La vita davanti a sé è a tutti gli effetti un’opera piccola, poco ambiziosa, che si accontenta della propria modestia, della propria semplicità, e del proprio status di operazione, ovvero essere palcoscenico per la sua attrice. Sembra più un film tv, come una regia tv, in cui tutto è al posto giusto ma senza strafare, nulla deve essere rischioso, tutto deve essere diretto e comprensibile, anche se ciò vuol dire sacrificare alcuni passaggi emotivi e narrativi che appaiono precipitosi e retorici.
Però, forse anche per la sua contenuta durata, La vita davanti a sé ha il pregio di essere godibile, perfettamente calibrato sul target di pubblico a cui è dedicato, e affrontare una materia da melodramma senza il tono e la pesantezza tipica del melodramma, che a volte sa essere insostenibile (e questa storia, tra immigrazione, malattia e ricordo dei campi di sterminio, avrebbe potuto esserlo molto facilmente). Anzi, soprattutto nella prima metà, il film ha un ritmo dinamico, un tono sorprendentemente leggero, un’attenzione a evitare subito la lacrima facile che, quando arriva, almeno è guadagnata.
E così un traguardo La vita davanti a sé lo taglia: essere il film perfetto per far scoprire Netflix ai nostri genitori o nonni.

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