Tanti auguri Carlo Verdone!

Oggi il popolare e amato autore romano festeggia 70 anni, e non possiamo non omaggiarlo con uno dei nostri classificoni. Dopotutto non si riduca Verdone al lavoro degli ultimi, ma si ricordi e esalti tutta la sua carriera che ha proseguito il grande filone della commedia italiana. Verdone è spesso stato definito l’erede di Alberto Sordi ma, in realtà, non ha mai avuto quel cinismo e quell’interesse antropologico nazional-popolare: semmai la sua natura è sempre stata più personale e intimista, e così tra personaggi fuori dagli schemi, sketch esilaranti, battute divenute cult, risate di cuore e tanta amarezza, nevrosi e difetti, sincerità e malinconia, Verdone è più avvicinabile a essere un Woody Allen italiano, non solo per la grande quantità di film sfornati.

Un nome che, per chi è romano come il sottoscritto, è quasi un pezzo di famiglia, ma che a ogni angolo della penisola ha guadagnato fan e lasciato un segno di grande divertimento come andiamo a vedere.

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26. GRANDE, GROSSO E VERDONE (2008)

Il tentativo di tornare (o omaggiare) al format di episodi e macchiette con cui è nato Verdone è stato, per usare un eufemismo, un fallimento: tutto molto invecchiato, tutto poco divertente. Un approccio cinematografico fuori tempo massimo.

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25. SOTTO UNA BUONA STELLA (2014)

Il film famoso per “quella fotografia” è, già da solo, una ripetizione di tante situazioni e caratteri verdoniani senza alcuna energia. In più, ad un film molto stanco, si abbina un comparto tecnico e una resa estetica da rabbrividire.

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24. L’ABBIAMO FATTA GROSSA (2016)

Forse il più grande difetto del film è unire due interpreti dalla comicità abbastanza simile che mal si amalgamano e mai funzionano. Tutto ciò in una storia che non va da nessuna parte.

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23. POSTI IN PIEDI IN PARADISO (2012)

Nonostante la bravura di tutti gli interpreti, e un Marco Giallini sfavillante, l’idea di base era già poco originale quando proposta, figuriamoci a rivederla ora. E il film è solo quello, una serie di situazioni che si legano tra di loro senza vero costrutto narrativo.

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22. IL BAMBINO E IL POLIZIOTTO (1989)

Del primo Verdone, questo è sicuramente il titolo più fiacco, non a caso arriva proprio a termine di un decennio d’oro. Una storia troppo buonista, troppa flebile, con un protagonista out of character.

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21. C’ERA UN CINESE IN COMA (2000)

Forse una delle migliori prove attoriali di Verdone, una delle sue più malinconiche, all’interno di un film largamente dimenticabile: vorrebbe essere una specie di Broadway Danny Rose, finisce per essere un riciclo di idee già viste (vedere ad esempio Iris Blond) raccontate con poca energia.

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20. STASERA A CASA DI ALICE (1990)

La bravura dei protagonisti e i divertenti siparietti tra Verdone e Castellitto sono sufficienti a reggere il film ma non certo a renderlo memorabile in una filmografia così tanto ampia.

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19. BENEDETTA FOLLIA (2018)

Il più recente titolo di Verdone dimostra il tentativo di entrare, con ritmo e linguaggio registico, nel cinema odierno, ma finisce per cozzare con la comicità di Verdone prettamente parlata e spesso amara. Seppur i siparietti con Ilenia Pastorelli, e alcune sequenze fuori dall’ordinario, facciano ridere, è il contorno ad essere davvero debole, con una storia vista e rivista.

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18. IO, LORO E LARA (2010)

Niente di rivoluzionario nella comicità dell’autore romano, ma almeno Io, Loro e Lara ha il pregio di essere un un film isterico, quasi acido, che cerca di uscire dagli schemi e regalare sempre risate.

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17. L’AMORE E’ ETERNO FINCHE’ DURA (2004)

Il gioco delle coppie e i sentimenti romantici sono materia ampiamente affrontata da Verdone, ma pur con poca originalità qui l’autore romano riesce a imprimere un mood quasi rohmeriano che dimostra grande sincerità.

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16. A LUPO A LUPO (1992)

A differenza degli ultimi film, che arrivano anche fisiologicamente a corto di inventiva, il primo Verdone sapeva sempre tirar fuori qualcosa anche dalle storie meno originali e meno esilaranti. Qui ad esempio, dentro una storia poco sorprendente, c’è un grande lavoro di introspezione sui personaggi e sui loro legami.

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15. TROPPO FORTE (1986)

Forse il più famoso film “riuscito a metà” di Verdone. Prodotto del primo fortunato filone, scritto addirittura da Sergio Leone e con una partecipazione importante di Alberto Sordi, Verdone diverte ma alla fin fine replica quanto già affrontato fino a quel momento (l’epica del coatto romano su tutto).

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14. MA CHE COLPA ABBIAMO NOI (2003)

Un grande lavoro di caratterizzazione dei personaggi, e delle loro dinamiche, è alla base del successo di questo film altmaniano, che dimostra la bravura di Verdone nel gestire i cast corali.

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13. GALLO CEDRONE (1998)

Non è certo uno dei suoi migliori film, anche perché arrivato al termine di un’epoca che lo fece apparire come il canto del cigno. Rivisto ora, invece, Gallo Cedrone è lo Zelig di Verdone, un frullatore di caratteri straordinariamente cattivi per gli standard romantici dell’autore romano che segna una rottura decisa con la sua poetica.

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12. PERDIAMOCI DI VISTA (1994)

Nonostante la riuscitissima caratterizzazione del dilagante successo della tv commerciale, la bravura del Verdone regista è qui tutta incentrata sul forgiare la miglior prova della carriera di Asia Argento.

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11. IL MIO MIGLIOR NEMICO (2006)

Forse uno dei più grandi talenti di Verdone è stato quello di cambiare continuamente interpreti e regalare sempre duetti riusciti, sempre freschi, sempre nuovi. Quello con Silvio Muccino, suona strano dirlo da un certo senso, è davvero riuscito, una dinamica ricca di colpi di scena e perfetta chimica.

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10. I DUE CARABINIERI (1984)

Parlando di duetti, quello con Enrico Montesano è certamente storico: dopo i primi famosissimi film, improvvisamente Verdone decide di confrontarsi con un attore già noto e dividere con lui la scena, avvicinando la pura commedia al genere. Ne esce fuori un film divertente, equilibrato e persino avvincente.

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9. ACQUA E SAPONE (1983)

Rom-com leggera che oggi, se fosse stata realizzata in altri paesi, sarebbe un cult. Ma ci accontentiamo della fama rimasta, di tante battute memorabili e della magnifica presenza della Sora Lella.

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8. IO E MIA SORELLA (1987)

Il primo tentativo di Verdone di uscire dalla commedia pura e affrontare qualcosa di più autoriale, più amaro, è un connubio con l’energia di Ornella Muti e con l’equilibrio tra risata e tristezza.

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7. VIAGGI DI NOZZE (1995)

Dopo oltre un decennio, Verdone decide di riaffrontare le macchiette e gli episodi e tira fuori, nuovamente, un’opera memorabile rimasta largamente nell’immaginario collettivo. In più, la scoperta e il lancio di Claudia Gerini e una serie di battute entrate nel cult.

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6. SONO PAZZO DI IRIS BLOND (1996)

Carlo Verdone ha sempre fatto straordinariamente ridere, eppure, il Carlo Verdone che decide di essere triste è enormemente empatico. Con questa storia di lontananza da casa, legami spezzati e solitudine, raggiunge una delle sue vette più acute di romantica malinconia.

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5. MALEDETTO IL GIORNO CHE T’HO INCONTRATO (1992)

L’ipocondria verdoniana e la fascinazione per le nevrosi umane sono materia leggendaria, e l’idea di usarle in un film, con forse la miglior Margherita Buy di sempre, è stata un autentico successo.

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4. UN SACCO BELLO (1980)

C’è poco che si possa dire di nuovo, oggi, sull’esordio, ormai mitologico, di Carlo Verdone. I film, dopotutto, non diventato cult da soli. Rivedetelo senza se e senza ma.

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3. BOROTALCO (1982)

La miglior rom-com verdoniana è un inno alla vita, che tra le fragorose risate e i personaggi cult creati crea la visione di un mondo giovanile, tipicamente anni ’80, che sapeva non arrendersi e trasformare i sogni in vita vissuta.

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2. COMPAGNI DI SCUOLA (1988)

Vi rimando a questo mio articolo, faccio prima. Questa pietra miliare della commedia italiana merita più di un paio di righe.

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1 BIANCO, ROSSO E VERDONE (1981)

E niente, ci possono stare anche decenni interi di grande carriera, ma il successo degli esordi non si scorda mai. Questione di cuore. Non si vuole sminuire quanto fatto dopo, anzi, ma ricordare e sottolineare che attraverso la risata, attraverso gli sketch, attraverso le macchiette, Carlo Verdone con questo film ha raccontato gli italiani meglio di tanti altri. Con quella voglia di far ridere unita all’energia giovanile mischiata ad una forte tendenza alla tristezza. Un mix cinematografico impareggiabile.

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