La Disney non è nuova a realizzare spin-off su personaggi tratti dai classici d’animazione, soprattutto se cattivi, vedi Maleficent ovviamente. Ma con Crudelia c’è un piccolo sforzo creativo in più: realizzare un film autonomo e indipendente dalla sua fonte d’ispirazione.

E proprio questo è Crudelia, un film completamente originale, completamente slegato da La Carica dei 101 (per quanto costruisca anche la genesi di quella storia, i rimandi sembrano più che altro solo strizzate d’occhio ai fan) che si sforza di inventarsi qualcosa: storia, personaggi, tema, tono.

Cioè Crudelia è un film, e per quanto sia paradossale sottolinearlo come pregio, quando dovrebbe essere una premessa scontata, è doveroso evidenziarlo rispetto a molti altri tentativi di adattamento nel recente passato con i classici Disney in live action. Un film oltretutto molto godibile, avvincente, divertente, che riesce anche a non diventare noioso nonostante un minutaggio eccessivo o non diventare ripetitivo causa frastuono di una soundtrack fin troppo onnipresente.  Merito è anche del talento delle due attrici protagonisti, le due Emma – Stone e Thompson – che si divertono moltissimo ma al tempo stesso riescono a non strafare, a non andare mai in overacting, e tengono l’equilibrio delle loro scene sulle corde di un violino.

I limiti di Crudelia sono più che altro limiti intrinsechi, ovvero dovuti all’impossibilità di andare oltre a quello che è il film – un prodotto d’intrattenimento duro e puro – e anche alla volontà di non farlo, perché siamo dentro i confini Disney. E così un film che si ispira al clima punk rock anarchico della Londra anni ’70 lascia tutte quelle caratteristiche solo ai costumi (splendidi senz’altro) e alla superficie, senza traslarle al tono del film; la genesi di un villain è più di facciata che non di contenuto, perché la Disney non può mostrare un protagonista che fuma o far passare anche solo l’idea che dei cani possano essere uccisi; ogni possibile analisi introspettiva sulla nascita di una personalità malvagia è completamente abbandonata all’ovvietà, quindi Crudelia è cattiva perché ha una parte di personalità pazza, scelta di una basilare banalità da far cadere le braccia.

Crudelia è un buon film da godere, ma per farlo bisogna prima di tutto accontentarsi.

 

p.s. Parere personale, evitate la versione doppiata ad ogni costo.

 

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