Un conto è riportare la notizia della scomparsa di un grande del cinema ormai anziano, spesso molto anziano, e definirla quasi normale, essere molto dispiaciuti ma anche consapevolmente lieti per tutta l’arte realizzata e lasciata. Tutt’altro conto è riportare la notizia della scomparsa di un grande del cinema ancora giovane, in circostanze tragicamente improvvise, e rimanere devastati senza poter trovare le parole giuste.

La notizia di Libero De Rienzo, purtroppo, ci ha lasciato adesso in questo stato.

A soli 44 anni, stroncato improvvisamente, se ne va uno degli interpreti più talentuosi e versatili che il cinema italiano degli ultimi anni è riuscito a proporre. E soprattutto, se ne va così ingiustamente un uomo ancora giovane, che tantissimo poteva e doveva dare ancora al suo lavoro, alla sua famiglia e al suo percorso.

Non resta che ricordarlo, e quindi omaggiarlo, per Santamaradona, con cui vinse un meritatissimo David, per Fortapàsc, nel delicato ruolo del compianto giornalista Giancarlo Siani, e poi per ruoli più leggeri in La kryptonite nella borsa, Ho ucciso Napoleone e naturalmente la trilogia di Smetto Quando Voglio, nei quali oltre al talento innegabile dimostrò un istrionismo magistrale.

Grazie per tutto questo e per tanto altro Libero, ma avremmo voluto scrivere queste poche righe tra moltissimi anni.

 

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