Box Office: 'Jungle Cruise' Earns $2.7 Million in Thursday Previews - Variety

Jungle Cruise è il tentativo di tornare a quel cinema d’avventura mischiato al romanticismo che purtroppo nessuno fa più.

Ma come premesso, è un tentativo. Il limite di fondo è semplicemente uno: è un film Disney ispirato a una loro attrazione dei parchi divertimento. Indi per cui, deve per forza di cose essere e diventare un generico blockbuster.

Il cinema d’avventura è un genere. I generi esistono perché si staccano da una narrazione tradizionale per creare una propria unicità (di tono, atmosfera, struttura, eventi, dinamiche, personaggi). Anche il genere “romance adventure” pertanto ha le sue regole e i suoi ritmi, le sue caratteristiche importanti e proverbiali. Jungle Cruise, invece, è decisamente appiattito verso la classica formula del classico blockbuster disneyano contemporaneo. Non che ciò sia un difetto, voglio premetterlo, anche perché ci troviamo di fronte ad un film per famiglie, con un target ben chiaro, godibilissimo. Ma questo diventa un limite di fronte alle possibilità del cinema d’avventura: Jungle Cruise si muove su binari sicurissimi, stranoti e stravisti, senza caratteristiche lo rendano unico, o avvicinabile ai film d’avventura, semmai più assimilabile a un normale fantasy (quanto disperatamente vuole ricordare Pirati dei Caraibi??).

Un film divertente con personaggi divertenti, soprattutto nella prima mezz’ora, che però cala improvvisamente di ritmo verso la metà (complice anche una terrificante sequenza di flashback con un scelta musicale a dir poco discutibile) e non regge le sue due ore pienissime di durata. Ma più di ogni altra cosa, è un film a cui manca assolutamente fascino: i film d’avventura sono fatti per far strabuzzare gli occhi, per far innamorare di scenari e paesaggi incredibili, anche spaventosi, sicuramente sempre inarrivabili, che trasmettono la sensazione di finire per poco tempo in un mondo a parte. E invece Jungle Cruise è annegato in un oceano di effetti speciali esagerati, onnipresenti e oltretutto pacchiani in taluni casi (perché non usare il caro vecchio trucco?). Jungle Cruise non stupisce gli occhi e allarga le sensazioni, restringe il campo sensoriale per la evidente presenza del green screen sempre e comunque e ovunque.

Jungle Cruise è molto divertente, per carità, ma se si vuol vedere un vero film d’avventura recuperare All’inseguimento della pietra verde e poi altri classici a ritroso nel tempo.

 

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