Il classificone: la saga di James Bond

“My name is Bond. James Bond”.  Nomi in codice. Licenza di uccidere. L’Aston Martin. Il cocktail agitato, non mescolato. La Walther PPK. I gadget. L’MI6. Le donne.

James Bond, dalle pagine di Ian Fleming al grande schermo, è uno dei personaggi più popolari e famosi nel mondo della cultura pop. Oltre cinquanta anni, venticinque film, numerosi attori a dargli volto, e una costante capacità di attraversare epoche, contesti, mode e rigenerarsi.

Mettiamo ordine, dal peggiore al migliore, ai film della saga di James Bond per mostrare le caratteristiche e l’evoluzione dell’amatissima serie.

 

 

25.  MOONRAKER – OPERAZIONE SPAZIO
(Regia: Lewis Gilbert;   Bond: Roger Moore;   Anno: 1979)

Schlock & Awe: MOONRAKER — Nerdist

James Bond nello spazio. Basta già questo per individuare i motivi dietro la proclamazione di Moonraker come peggior film della saga. Dopotutto venivano dal successo (riduttivo definirlo solo come tale) di Star Wars, e per questo qualsiasi produttore di qualsiasi film del mondo voleva rincorrere la moda dell’avventura spaziale, anche quando questa non c’entrava nulla con la storia proposta. E sì, purtroppo anche i produttori di Bond.

 

 

24.  OCTOPUSSY – OPERAZIONE PIOVRA
(Regia: John Glen;   Bond: Roger Moore;   Anno: 1983)

James Bond retrospective 013: 'Octopussy' (1983)

Roger Moore è indubbiamente l’attore che più ha sofferto della schizofrenia della saga fin dagli anni ’70, quando si è seriamente rischiato di veder affondare il marchio Bond: ha alternato buoni film, ma mai indimenticabili, ad assolute macchiette insensate. Octopussy è probabilmente quello che più ha spinto il pedale dell’ironia fuori posto, della farsa, della leggerezza impalpabile capace di tradire tutti gli stilemi caratteristici del canone. E Roger Moore era sempre lì, perfetto: avrebbe meritato di meglio.

 

 

23.  L’UOMO DALLA PISTOLA D’ORO
(Regia: Guy Hamilton;   Bond: Roger Moore;   Anno: 1974)

The Man With the Golden Gun: Great Villain, Lousy Bond Movie - Den of Geek

Un villain affascinante, interpretato benissimo da Christopher Lee, non basta a salvare uno dei film più inutili, detto proprio francamente, del franchise. La spy story latita, così come i veri punti d’interesse, e ciò che rimane trasforma un film di Bond in un semplicistico thriller d’intrattenimento, se così vogliamo farlo passare.

 

 

22.  BERSAGLIO MOBILE
(Regia: John Glen;   Bond: Roger Moore;   Anno 1985)

An Alternate 'View' on the Most Hated Bond Movie Ever | IndieWire

Quando finalmente qualcuno si decide a riportare un po’ di “piedi per terra” nella saga, siamo ormai fuori tempo massimo: Roger Moore è troppo vecchio e appare addirittura fuori ruolo, i suoi compagni d’avventura (M, Moneypenny, Q) sono ugualmente invecchiati e danno una sensazione di stantio a tutta la storia, la vicenda dei microchip è narrata senza minimo sforzo di capire gli avanzamenti tecnologici reali, e la violenza mostrata per rincorrere il nuovo tono del cinema anni ’80 stona con tutto il resto. L’ultimo capitolo prima del necessario reboot arriva semplicemente troppo tardi.

 

 

21. UNA CASCATA DI DIAMANTI
(Regia: Guy Hamilton;   Bond: Sean Connery;   Anno: 1971)

007 Special – Diamonds Are Forever (1971) – Total Cult

L’ultima apparizione di Sean Connery nei panni dell’agente 007 (il film apocrifo del decennio successivo Mai dire Mai non lo consideriamo) è esattamente ciò che rischiava di essere: annoiata, pigra, stanca. Il film è precisamente tutto quello che ci si aspetta da una storia di Bond negli anni ’60, ma portata avanti in maniera svogliata, realizzata senza la minima passione nel farlo, con un attore che si capisce palesemente non abbia più la voglia di fare quel ruolo. Un film per dovere di firma, anzi, per incassare gli assegni e basta.

 

 

20.  VENDETTA PRIVATA
(Regia: John Glen;   Bond: Timothy Dalton;   Anno: 1989)

Pearl Anniversary for the 1989 James Bond film Licence To Kill

Basta guardare il poster: se non ci fosse scritto, direste mai che quello è James Bond? Il restart della saga con Timothy Dalton, che aveva ben funzionato nel primo film ancorando la saga al cinema d’azione anni ’80, qui però esagera nella rincorsa spasmodica a realismo e violenza, con una storia di vendetta che esce dai canoni amati dai fan e da tutto ciò che piace della saga.

 

 

19.  QUANTUM OF SOLACE
(Regia: Marc Forster;   Bond: Daniel Craig;   Anno: 2008)

Quantum of Solace - Film (2008) - MYmovies.it

In pratica, lo stesso errore del secondo film con Timothy Dalton: tradire Bond per rincorrere l’evoluzione del genere (e chissà se è un caso, ma in entrambi i film raccontano una storia di vendetta). Quantum of Solace è un buonissimo action movie ma, semplicemente, non è un vero film di Bond: con in testa la voglia di allineare la saga al ritmo adrenalinico di altri film di successo (vedere soprattutto The Bourne Ultimatum), si snatura il contesto e lo spirito per rendere Bond una spia come tutti gli altri. Sia lodato l’avvento, pochi anni dopo, di Sam Mendes.

 

 

18.  IL MONDO NON BASTA
(Regia: Michael Apted;  Bond: Pierce Brosnan;  Anno: 1999)

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Ogni tanto la saga di Bond deve ripiegare sulla farsa: sia chiaro, non siamo ai livelli dei peggiori capitoli dell’era di Roger Moore, ma Il Mondo Non Basta è, a tratti, quasi una commedia d’azione per come tratta la propria trama, ovvero in maniera estremamente superficiale, e per come presenta i suoi personaggi femminili, e ce ne vuole per un franchise notoriamente maschilista nel suo nocciolo originario.

 

 

17.  LA MORTE PUO’ ATTENDERE
(Regia: Lee Tamahori;   Bond: Pierce Brosnan;   Anno: 2002)

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20° film del canone a 40 anni dal primo capitolo, La morte può attendere si presentava come un omaggio all’intera saga (dopotutto, il titolo si riferiva anche a quello). Ecco, come omaggio si poteva fare certamente di meglio, perché il film che esce fuori ha i suoi ottimi momenti, su tutti Halle Berry e il prologo che tenta di approfondire la psiche dell’agente 007, che presto però tradisce per tornare a fare action leggera leggera.

 

 

16.  VIVI E LASCIA MORIRE
(Regia: Guy Hamilton;   Bond: Roger Moore;   Anno: 1973)

Hits from the Movies | Welcome to Otley, West Yorkshire

Una delle tante abilità della saga di Bond, che gli hanno permesso di rimanere a galla per oltre 50 anni, è quella di mimetizzarsi col cinema del momento rimanendo, in fondo, sempre uguale a sé stesso. E questo è assolutamente confermato da Vivi e lascia morire: James Bond, con tutto il suo charme e il suo simbolismo, all’interno di una storia influenzata dalla blaxploitation che tanto andava di moda. Il risultato è l’abbandono del classico schema col villain pazzo a favore di una trama focalizzata sul traffico di droga, ancorata nel realismo di strada. Se tutto ciò suona molto strano, e bisogna anche farsi largo in mezzo ai cliché della rappresentazione degli afroamericani in quel periodo, il film è salvato soprattutto dalla prima apparizione di Roger Moore, impeccabile e magnetico nel ruolo di 007.

 

 

15. IL DOMANI NON MUORE MAI
(Regia: Roger Spottiswoode;   Bond: Pierce Brosnan;   Anno: 1997)

Tomorrow Never Dies: Fake News – We Minored in Film

All’epoca fu semplicemente profetico, ora passati gli anni è praticamente un film neorealista, per usare una battuta. Dopotutto, cosa c’è di più attuale di un villain che crea il panico mondiale fabbricando fake news attraverso i media? Il film, a dirla tutta, non è tra i più spettacolari della saga, ma un Pierce Brosnan come sempre assolutamente in palla, e una trama assolutamente avvincente bastano e avanzano per un grande prodotto di intrattenimento tipico anni ’90.

 

 

14.  ZONA PERICOLO
(Regia: John Glen;   Bond: Timothy Dalton;   Anno: 1987)

The Living Daylights HD Wallpapers | Background Images

Dopo gli anni di Roger Moore, che a parte un paio di eccezioni avevano trasformato la saga in una banale action/comedy, la decisione di ingaggiare Timothy Dalton come nuovo 007, e conferire finalmente un approccio serio, si rivelò azzeccata. Pressato dall’esplosione del genere action nel periodo, il primo dei due film con Dalton è un solidissimo e avvincente thriller che lascia poco spazio agli aspetti farseschi. Tuttora però i due film di Dalton risultano più che altro un ibrido, con una voglia di rinfrescare (il recasting del protagonista, l’addio alla classica Moneypenny di Lois Maxwell, il cambio nel tono) sempre troppo ancorata alla tradizione (le scenografie datate, l’anzianità dei volti intorno a Dalton, la trama schematica).

 

 

13.  SOLO PER I TUOI OCCHI
(Regia: John Glen;   Bond: Roger Moore;   Anno: 1981)

The GQ Guide to James Bond: For Your Eyes Only | British GQ | British GQ

Trovare un film serio nel lungo periodo di Roger Moore non è facile, ma probabilmente quello con la trama più avvincente e più realistica (e dopo Moonraker qualsiasi cosa poteva sembrare realistica) è quello del 1981. Finalmente si mette da parte la classica trama del villain pazzo che vuole dominare il mondo a favore di un thriller vecchio stampo, con Bond che viaggia dai paesaggi innevati alle località di mare incontrando nemici e alleati. Inoltre il cold open, che segna l’ultima apparizione (per decenni) dell’arcinemico Blofeld, è uno dei prologhi più spettacolari dell’intera saga.

 

 

12.  NO TIME TO DIE
(Regia:  Cary Fukunaga;   Bond: Daniel Craig;   Anno: 2021)

Can No Time to Die Break the Final James Bond Movie Curse? - Den of Geek

Se il lavoro fatto da Sam Mendes è stato quello di decostruire e ricostruire James Bond, capendo il suo spirito e reinserendolo nel mondo moderno, il lavoro di Cary Fukunaga invece è quello di distruggere il mondo di Bond, capire che un simile personaggio non può più funzionare, arrendersi all’evidenza e ripartire dalle ceneri del mito. No Time to Die è un film completo, capace di offrire grande azione e ricercata introspezione, in un lavoro che fa di tutto per certificare l’inadeguatezza del Bond di Fleming nel 2021.

 

 

11.  LICENZA DI UCCIDERE
(Regia: Terence Young;   Bond: Sean Connery;   Anno: 1962)

Beh, la prima volta non si scorda. L’esordio al cinema della saga di James Bond è un filmine a ciel sereno che lancia Sean Connery nell’Olimpo e crea decine e decine di figliastri che hanno provato a replicarne, senza successo, lo stile e la formula. Il primo film della serie non ha nulla a che fare con il resto della saga (a parte un sinistro villain col suo piano megalomane): è essenzialmente una spy story di stampo poliziesco, che rientra quasi nel genere hardboiled tanto in voga negli anni ’60, con un detective protagonista che va in giro ad interrogare i sospettati. Il basso profilo dello stile si sposa perfettamente ad elementi più sopra le righe: la location esotica, l’intreccio coinvolgente, il fascino del protagonista, l’apparizione imitatissima di Ursula Andress, alcune immagini caratteristiche come l’arrivo del “drago”. Insomma, l’inizio del mito.

 

 

10.  SI VIVE SOLO DUE VOLTE
(Regia: Lewis Gilbert;   Bond: Sean Connery;   Anno: 1967)

James Bond: 10 Greatest Villains | FRAGMENTEN UIT HET SCHEMERLAND

All’epoca, questo fu annunciato come l’ultimo film di Connery nei panni di Bond (anche se, come ben sappiamo, sarebbe tornato ancora) e mai uscita di scena poteva essere orchestrata in maniera più spettacolare. La trasferta in Giappone dell’agente 007 porta una ventata di freschezza e mistero alla trama, intelligentemente strutturata su un intreccio intricato e pieno di twist, culminante in una parte finale molto coinvolgente, grazie anche alla prima apparizione di Blofeld, mai più così crudele e odioso.

 

 

9.  SPECTRE
(Regia: Sam Mendes;   Bond: Daniel Craig;   Anno: 2015)

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Dopo la decostruzione di Skyfall, arriva la ricostruzione con Spectre, che recupera la formula dei film anni ’60/’70 (la trama, il team di personaggi di contorno, la presenza dell’henchman, le battute caustiche, i continui cambi di continente, il ritorno della Spectre stessa, i gadget folli della sezione Q, tra cui il ritorno del jetpack) e trapianta definitivamente la tradizione e il mito di James Bond nel mondo contemporaneo e nel genere dei moderni blockbuster. Un lavoro che prosegue nell’umanizzazione, ferita dopo ferita, di Bond stesso –  il passato ritorna continuamente e ogni singola morte lascia una profonda crepa per il futuro – ma con dosi intatte di spettacolo, adrenalina, fascino e intrattenimento.

 

 

8.  LA SPIA CHE MI AMAVA
(Regia: Lewis Gilbert;   Bond: Roger Moore;   Anno: 1977)

26 Things You Never Knew About the James Bond Classic 'The Spy Who Loved Me' | Moviefone

Il miglior film con Roger Moore, e senza dubbio il grande Roger se lo meritava. La spia che mi amava non solo mette da parte ogni aspetto farsesco, ma recupera intatto il fascino del decennio precedente: l’azione è spettacolare, l’ironia ritorna un’arma vincente diluita nella storia, la trama intrattiene, la Bond Girl di turno è un’altra spia finalmente trattata alla pari col protagonista maschile. E poi quale altro film del franchise può vantare un gadget meraviglioso come la Lotus Esprit subacquea?

 

 

7.  THUNDERBALL: OPERAZIONE TUONO
(Regia: Terence Young;   Bond: Sean Connery;   Anno: 1965)

Agente 007 - Thunderball (Operazione Tuono) recensione - MadMass.it

Uno dei film più spettacolari dell’intera saga, e all’epoca sicuramente uno dei più spettacolari di sempre, è la quarta avventura di Sean Connery nei panni di James Bond. La qualità delle scene acquatiche rimane tuttora altissima, e l’elevato uso di gadget (l’esordio del jet pack!) fanno capire perché questo film, se aggiustassimo gli incassi contando l’inflazione, è il capitolo della saga che più ha incassato al box office, superando il miliardo di dollari attuale a livello planetario. E poi da italiani, bisogna ricordare la fantastica interpretazione di Adolfo Celi nei panni del temibile avversario di Bond.

 

 

6.  GOLDENEYE
(Regia: Martin Campbell;   Bond: Pierce Brosnan;   Anno: 1995)

GoldenEye : critique qui p(i)erce

Dopo 6 anni di pausa, l’operazione ammodernamento è completata. Pierce Brosnan è il nuovo Bond, una scelta semplicemente perfetta per entrambi i lati del personaggio (quello da uomo affascinante e quello da uomo d’azione), il setting è completamente aggiornato, M è per la prima volta una donna, e soprattutto 007 agisce finalmente  in un mondo uscito dalla Guerra Fredda. Il film è uno spettacolare thriller d’azione ricco di concessioni mai troppo invasive all’ironia, Brosnan non sbaglia una virgola ed è credibilissimo nell’affrontare il nemico forse più personale che Bond si è mai trovato davanti.

 

 

5.  AL SERVIZIO SEGRETO DI SUA MAESTA’
(Regia: Peter Hunt;   Bond: George Lazenby;   Anno: 1969)

A Blue Anorak for a Mountaintop Battle – Bond Suits

Con qualche accorgimento maggiore (su tutto la continuity, per essere fedeli al romanzo originale si dimentica che Bond nel precedente film aveva già incontrato Blofeld) e magari con Connery protagonista (ma non si può gettare troppo la croce su Lazenby, un modello diventato improvvisamente attore, qui al suo primo ruolo con una eredità insostenibile), si parlerebbe ora del miglior film nella saga. Un solidissimo action/thriller che lascia da parte gli aspetti futuristici per concentrarsi sulla trama, mostra un Bond finalmente umano ed innamorato, e soprattutto è il primo della saga che a tutti gli effetti finisce male! Da ricordare l’altamente spettacolare sequenza d’azione sulla neve, imitata da molti film nella serie ed omaggiata in Inception da Christopher Nolan (questo è il film preferito nella serie di Bond del regista inglese).

 

 

4.  CASINO ROYALE
(Regia: Martin Campbell;   Bond: Daniel Craig;   Anno: 2006)

Casino Royale" di Martin Campbell: la relazione tra lo spionaggio ed il gioco d'azzardo - OUBLIETTE MAGAZINE

La nuova era, che fa persino apparire l’ammodernamento dei film con Brosnan come già preistorico. E così anche la saga si abbandona alla moda delle origin stories, ma mai scelta poteva rivelarsi più saggia: scopriamo come Bond ha ottenuto il doppio 0, vediamo la nascita del suo cocktail preferito, e soprattutto Bond si misura a tutti gli effetti col mondo contemporaneo e con nuovi avversari. Un travolgente primo atto, un tesissimo secondo atto, uno spettacolare e tragico finale a Venezia, tutto questo compone il primo film che riesce a sposare lo stile e la formula classica dei Bond Movies ai meccanismi ed ai ritmi dei film d’azioni di oggi. Senza dimenticare la presenza fondamentale di Daniel Craig, in grado di rappresentare perfettamente ogni singolo aspetto del personaggio.

 

 

3.  DALLA RUSSIA CON AMORE
(Regia: Terence Young;   Bond: Sean Connery;   Anno: 1963)

RAI3, 21.05: 007: Dalla Russia con amore – L'occhio critico

Se il primo film della serie lancia il mito, il secondo capitolo lo consacra, e rimane tuttora uno dei migliori thriller degli anni ’60. La seconda avventura cinematografica di James Bond è una trascinante storie di spie e intrighi internazionale, in cui l’azione lascia spazio alla tensione: la lunghissima e fantastica sequenza nel treno, scritta, girata e realizzata in maniera fantastica, è probabilmente la miglior scena nella serie per realismo e suspence. In particolar modo, è Hitchcock purissimo, e nel 1963 non è difficile pensare all’influenza del regista inglese sul cinema. E mai complimento potrebbe essere più grande.

 

 

2.  MISSIONE GOLDFINGER
(Regia: Guy Hamilton;   Bond: Sean Connery;   Anno: 1964)

Goldfinger (Guy Hamilton, 1964) - Critique & Analyse

Se Licenza di Uccidere è una detective story, e Dalla Russia con Amore è un thriller di stampo hitchcockiano, Goldfinger è in tutto e per tutto il primo vero Bond Movie, il film che setta gli standard e le caratteristiche immancabili per i capitoli futuri della saga, che uno spettatore casuale potrebbe vedere, senza aver mai visto un altro film di Bond, e capire totalmente le peculiarità del personaggio e della serie. Scopriamo il laboratorio di Q, i gadget più impensabili, l’indimenticabile Aston Martin, uno dei migliori villain della serie con un fantastico aiutante, e l’immagine più famosa in assoluto, la Bond Girl coperta d’oro. Con la giusta dose di azione ed ironia, Goldfinger è il film di James Bond per antonomasia.

 

 

1.  SKYFALL
(Regia: Sam Mendes;   Bond: Daniel Craig;   Anno: 2012)

Skyfall (2012). Wszystko o filmie | Viva.pl

Non un film della saga di James Bond, ma un film su James Bond. Se solitamente esprime solo due sentimenti, rabbia o innamoramento, ora l’agente 007 attraversa una gamma di emozioni, dubbi e paure – per la prima volta è un essere umano, insomma – in un lavoro introspettivo sul personaggio che è anche introspezione sulla natura della saga stessa e sul suo ruolo nel cinema odierno, e analisi sulle minacce reali del mondo contemporaneo. Sam Mendes, in poche parole, fa un un lavoro che nessuno aveva mai nemmeno osato pensare: distrugge le caratteristiche principali, decostruisce l’intero mito fondativo di Bond per ricostruirlo, dalle sue stesse fondamenta, uguale alla sua origine, recuperandone tutto lo spirito e il fascino, ma diverso nel senso e nel significato, con un posto finalmente nel 21° secolo. E offre il test definitivo: se l’ultima scena vi fa venire i brividi e un risolino di gioia, allora siete veri fan di Bond.

 

 

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