BASTARDI
PER LA GLORIA

  • Ormai lo avrete letto sul web o visto nei notiziari da ieri sera, ma la notizia della scomparsa di Bud Spencer, a 86 anni, è inevitabilmente e tristemente ancora nell’aria.

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  • Per anni Terrence Malick è stato il più errabondo dei registi. Ora finalmente quei tempi sono passati.

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    “I’ve had this feeling ever since I graduated. This kind of compulsion that I have to be rude all the time…It’s like I was playing some kind of game, but the rules don’t make any sense to me. They’re being made up by all the wrong people. I mean no one makes them up. They seem to make themselves up.” 

     

    Teoricamente, con le sue particolari tematiche, Il Laureato è un film che dovrei apprezzare veramente solo adesso, ossia all’alba dei miei 30 anni. Eppure, fortunatamente, forse perché mi sono sempre considerato e sono spesso stato considerato dagli altri un po’ vecchio dentro, la forza dirompente del film di Mike Nichols mi ha colpito fin dalla prima visione tanto tempo fa.

    Dopotutto Il Laureato è un film che va rivisto e specialmente contemplato: molti lo ricordano come il film in cui un giovane si fa sedurre da una donna molto più grande d’età rispetto a lui, ma tale momento è solo una frazione nel grande senso del racconto.

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  • Che sfida ragazzi: al proprio film d’esordio come regista, Ewan McGregor decide adattare uno dei più grandi romanzi americani da uno dei grandi autori americani di sempre. E il trailer, sembra pure promettere bene.

    Ecco quindi le prime immagini di American Pastoral, tratto dall’omonimo romanzo di Philip Roth, la storia apparentemente perfetta di un uomo d’affari negli anni ’60 che ha tutto, ma la cui vita viene sconvolta dalla ribellione della figlia adolescente allo status quo per diventare una rivoluzionaria pronta a compiere un atto di terrorismo pur di manifestare il suo dissenso contro la guerra in Vietnam.

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  • Ufficiosamente, tra due anni dovrebbe terminare Game of Thrones, quindi i tantissimi fans e soprattutto la HBO sono alla ricerca di qualcosa che possa rimpiazzarla nell’immaginario collettivo, e aspirare naturalmente al medesimo successo.

    Tra i candidati c’è sicuramente Westworld, almeno nelle speranze della HBO appunto, nuova serie del network che debutterà il prossimo ottobre e ora, dopo svariati problemi e rinvii nella produzione e nelle riprese (curiosamente, proprio come accadde all’inizio di Game of Thrones), svela il suo primo affascinante trailer.

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  • American Honey

    Direttamente dal Festival di Cannes, dove ha vinto il Prix du Jury (il terzo del posto del concorso ufficiale, praticamente), arriva uno dei film più attesi della stagione, American Honey della regista britannica Andrea Arnold. Il film segue le avventure di un gruppo di giovani che vagano per il Midwest americano vendendo abbonamenti a riviste porta a porta, con uno stile di vita a dir poco rapsodico.

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    La tradizione (anche di molte altre serie targate HBO) è salva: la penultima puntata della stagione si conferma come sempre imperdibile.

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  • Un dubbio amletico: chi avrà la bravura e il coraggio di interpretare mostri sacri come Mick Jagger e Keith Richard?

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  • “Quella donna merita la sua vendetta e noi meritiamo di morire.”

    “La quantità di veleno che può essere iniettata da un solo morso a volte è gargantuesca. Mi è sempre piaciuto l’aggettivo “gargantuesco”, succede raramente di poterlo usare in una frase.”

     

    Era l’estate del 2005, fino luglio se ricordo bene. Entrambi i due volumi di Kill Bill erano già passati al cinema da un bel po’ ed io, non ancora appassionato come adesso, me li ero colpevolmente lasciati sfuggire. Una sera decido di vedere il primo film, con aspettative normali: non avevo visto trailer, sapevo a malapena la storia, ancora Tarantino non era l’autore di oggi.

    Tutti noi abbiamo un momento legato ad un film, impresso nella memoria per sempre. Può essere una sensazione, una reazione, un qualcosa che ci fa scattare un clic. Io ricordo ancora come fosse oggi quando ho visto, completamente trasfigurato nella visione, il primo Kill Bill, e ricordo come fosse davanti agli occhi adesso il momento in cui ho visto il finale del film, quando un Bill che non si vede ma si sente, e non si era mai visto in faccia fino a quel momento, dice che sua figlia, la figlia della Sposa, è ancora viva.

    Musica. Fine.Titoli di coda.

    E io che urlo, naturalmente. Una sorpresa, un finale che non mi aspettavo, un finale che mi ha scatenato uno spasmo di emozioni diverse e incontrollate. La voglia matta di vedere subito il secondo film, ma il giorno dopo sono partito per la vacanza due settimane, pensando sempre a quel finale e al momento in cui potevo vedere finalmente il secondo volume. La magia del cinema.

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    Elliott Il Drago Invisibile lo ricordiamo un po’ tutti, anche i più giovani essendo stato riproposto più volte in tv. Ora, da quell’ibrido di live action e animazione molto rudimentale, arriva naturalmente il remake inserito nel filone dei grandi blockbuster fantasy degli ultimi anni.

    Il Drago Invisibile arriverà nei nostri cinema ad agosto – non una scelta felicissima, c’è da dire – e il primo trailer esteso giunge online. Il film è diretto da David Lowery, ennesimo talento del cinema indipendente passato agli studios dopo appena il debutto, e nel cast vede Bryce Dallas Howard, Robert Redford e attori bambini che saranno protagonisti, insieme al drago del titolo, di una vicenda pronta a conquistare nuove generazioni.

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