
Nella carriera di Clint Eastwood, forse Richard Jewell è un caso raro. Esistono infatti quei registi la cui presenza si sente nei loro film, spesso più del dovuto. Esempi ovvi, quando vediamo un film di Tarantino ci accorgiamo benissimo che è un film di Tarantino, quando vediamo un film di Woody Allen ci accorgiamo che avrebbe potuto farlo così solo Allen e basta.
Eastwood non è mai stato in questa categoria. Il suo stile molto classico, silenzioso, reticente e onesto, ha reso la sua presenza certamente riconoscibile, ma mai invadente. Mai si è messo lui davanti al film, neppure quando ha recitato in prima persona (persino in Gran Torino, uno dei suoi lavori più personali, non era ritratto l’Eastwood uomo ma l’Eastwood personaggio).
Invece adesso in Richard Jewell l’impronta del suo autore è nettissima, nel bene e nel male.









