
Poche notizie al mondo possono far felice un cinefilo quanto l’annuncio che Paul Thomas Anderson sta preparando un nuovo film. Autore oltretutto solitamente non veloce, e che invece sta trovando un ritmo che ci fa piacere.
BASTARDI
PER LA GLORIA
dove l’opinione è dogma

Poche notizie al mondo possono far felice un cinefilo quanto l’annuncio che Paul Thomas Anderson sta preparando un nuovo film. Autore oltretutto solitamente non veloce, e che invece sta trovando un ritmo che ci fa piacere.
La storia di Le Mans ’66 La Grande Sfida, come si evince dal titolo italiano, è ambientata negli anni ’60. Ma, a dir la verità, il film stesso sembra uscire da quel decennio. Probabilmente, all’epoca, sarebbe stato il prodotto perfetto per regalare l’ennesimo ruolo iconico a Steve McQueen. Nella sua struttura, nella sua idea, nel suo sviluppo, il film appartiene ad un modo di raccontare storie e personaggi che più classico non si può.
Tutto ciò non è necessariamente un male, soprattutto per merito del talento di James Mangold. Per il regista, classico è prima di tutto un certo amore per i personaggi, per le loro battaglie contro gli ostacoli della vita, e un modo armonioso di accompagnare le emozioni degli spettatori. Moderno, però, è il talento col quale riesce comunque a inserire temi caldi della sua poetica nei meandri di una narrazione biografica che scorre lineare.

Cosa c’è di più originale che non prendere una serie tv celeberrima degli anni ’70, dai toni fantasiosi e ironici, e trasformarla ora in un film horror? Grazie all’inaffondabile compagnia Blumhouse la prossima primavera arriva al cinema Fantasy Island, diretto da Jeff Wadlow.
Come nella serie tv , l’enigmatico Mr. Roarke realizza i sogni segreti dei suoi fortunati ospiti in una lussuosa ma remota località tropicale. Solo che adesso, quando le fantasie si trasformano in incubi, gli ospiti devono risolvere il mistero dell’isola per salvarsi la vita.

Il trailer di Wendy è finalmente tra noi. Non che sia la pellicola più attesa del mondo, ma è la prova che questo film esiste (sono ormai quattro anni che se ne parla) e che il regista Benh Zeitlin è ancora attivo: dopo l’esordio folgorante di ben sette anni fa con Re della Terra Selvaggia, per cui ottenne anche una nomination all’Oscar alla regia al suo debutto, è rimasto fermo fino ad adesso.
Wendy è una storia di ragazzi ambienta in una misteriosa isola in cui il tempo non conta e non si invecchia: come si può vagamente intuire dal titolo, è una liberissima interpretazione della storia di Peter Pan.

Sono state annunciate le nominations degli European Film Awards 2019, in un certo senso l’equivalente degli Oscar per il nostro cinema europeo.
Dopo il break per scoprire TUTTE le nominations in tutte le categorie, con belle notizie per il cinema italiano. I vincitori saranno annunciati durante la cerimonia del 7 dicembre:

Ok, qualcuno potrebbe obiettare che è bizzarro avere un’attrice protagonista di un film chiamato L’Uomo Invisibile. Ma se quell’attrice è Elisabeth Moss, allora va benissimo.
Lei è infatti protagonista del film di Leigh Whannell, uno dei nuovi maestri dell’horror contemporaneo, che reinterpreta sia il racconto originale di H.G. Wells, sia il film degli anni ’30 di James Whale. Con questo film la Universal spera di rilanciare il suo franchise sui “mostri classici” dopo il primo tentativo andato malissimo con La Mummia: sapremo come andrà quando il film uscirà nei cinema italiani dal 5 marzo 2020.

Quando la Pixar fa film originale e non sequel, siamo tutti più felici. Quando un film della Pixar lo fa Pete Docter, sappiamo che la componente di originalità sarà fortissima. E questo sarà ancora il caso del suo nuovo film Soul, in arrivo nel settembre 2020.
Come ci conferma il teaser trailer arrivato online, Soul segue la vicenda di un insegnante di musica che ama il jazz, sogna la perfezione musicale, e cerca di poter suonare finalmente in un club importante: quando arriva l’occasione, però, ha un banale incidente e, come risultato, la sua anima lascia il suo corpo.

Evitando attentamente ogni singola forma di spoiler, voglio comunque partire da una delle frasi che si sentono nel finale di Parasite, detta come soluzione ad un qualcosa: “farò tanti soldi”. Tutti in questo film sono alla perpetua ricerca di soldi, che sia una ricerca materiale o simbolica di uno status da ottenere e conservare. Perché i privilegi economici, secondo il film, non fa solo comprare belle case, ma ti permette addirittura il lusso di poter essere una brava persona.
Che l’economia faccia muovere e girare il mondo non lo scopriamo certo ora con questo film, non lo scopre certo solo ora Bong Joon-ho. Ma è il modo con cui il regista sudcoreano analizza le pieghe psicologiche e sociali della necessità di avere soldi, e le conseguenze che arrivano con essi, ad essere prima stupefacente, e poi superlativo.

Sembra un film arrivato fuori tempo, quasi in anticipo questo La Belle Epoque. E per una volta l’accezione è positiva.
In questo marasma di “effetto nostalgia” ovunque, come se la nostalgia fosse ormai l’unica cosa che si vende e funziona, soprattutto al cinema, il cinema francese presenta già un’analisi acutissima di quanto la costante rielaborazione del passato possa farci perdere di vista ciò che conta nel presente. Ovviamente non è un’analisi pesante, ma un racconto romantico, affascinante, garbato, divertente, sognante e stralunato.

Ieri ci siamo occupati delle tante categoria tecniche, oggi è la volta delle categorie che fanno più parlare: regia, sceneggiature, attori e film.
Ricordate: in ogni categoria c’è prima la cinquina ufficiale, poi le alternative, ed i film sono in ordine alfabetico dei titoli in lingua originale.