Inception di Christopher Nolan, con Leonardo Di Caprio, Marion Cotillard, Ellen Page, Joseph Gordon Levitt, Tom Hardy, Ken Watanabe, Michael Caine. USA 2010
di Emanuele D’Aniello
In un mondo dominato da remake, sequel, prequel, reboot, arriva questo film e spazza via tutto. Perchè nulla è come Inception e probabilmente nulla sarà come Inception dopo. La Warner Bros doveva ringraziare Christopher Nolan per lo stratosferico successo de Il Cavaliere Oscuro e al tempo stesso convincerlo a girare un terzo film di Batman, e ha deciso di affidargli un budget altissimo da quasi 200 milioni di dollari per una storia su labirinti della mente, stati onirici e strati di subconscio dalla trama difficile e linearità praticamente assente. In poche parole un azzardo. Ebbene, mai dubitare di Nolan, che ha ripagato tutto e tutti con uno dei film più originali dell’intera storia del cinema ottenendo un nuovo incasso superlativo.
Leonardo Di Caprio è Dominic Cobb, un agente molto particolare alla guida di un team specializzato nell’estrazione dei pensieri durante la fase onirica delle persone. Finalmente si presenta l’occasione della vita, la possibilità di chiudere con questo lavoro e tornare a casa, ma per farlo deve realizzare una missione impossibile, non rubare ma impiantare un’idea nella mente di qualcuno. Questa è la trama, ma il film è molto di più. E’ un universo parallelo, un viaggio mentale, un continuo scartare livelli della psiche che nemmeno si pensa di avere. Nolan ha impiegato più di 10 anni a scrivere la sceneggiatura, e possiamo capire il perchè, e come fa il suo protagonista è bravo a rubare dai migliori: prende qualcosa da Matrix, qualcosa da Blade Runner, prende qualcosa da Lynch, qualcosa da Odissea nello Spazio, riuscendo sempre a rimanere unico e innovativo, è sempre originale, ma soprattutto non fa mai perdere di vista il cuore della storia. In un film del genere con un così alto budget e strepitosi effettivi visivi/sonori molti registi avrebbero deciso di puntare più sulla soddisfazione degli occhi dello spettatore che sulla storia (qualcuno ha detto Avatar?) invece Inception è si una meraviglia tecnica visivamente eccezionale ma ha anche e soprattutto un’anima, c’è uno sviluppo dello storytelling, si stimola continuamente lo spettatore a riflettere e pensare, fa rimanere concentrati, trascina e sfida chi lo guarda. E qui c’è la chiave del successo, la differenza tra film con strabilianti effetti speciali e un capolavoro come questo: Inception ha cuore. Molte volte Nolan è stato accusato di essere un po’ freddo (tra l’altro, il difetto che per anni è stato mosso a Stanley Kubrick, quindi andrebbe preso in realtà come un immenso complimento) ma Inception è tutto meno che freddo, rimanere indifferenti è praticamente impossibile. Cobb è mosso da un desiderio irrefrenabile, tornare a casa per rivedere i figli e abbracciarli nuovamente. E motore di tutta l’azione del film è Mal, interpretata splendidamente da Marion Cotillard, e lei altri non è che la manifestazione dei sensi di colpa di Cobb. Al centro di tutto c’è una tragica e tormentata storia d’amore. Gli occhi della Cotillard bruciano attraverso lo schermo, l’intensità di Di Caprio sempre incredibilmente in bilico tra autocontrollo e paranoia rende palpabile il conflitto interiore del protagonista. Senza il loro rapporto Inception sarebbe un racconto surreale e onirico. Invece con la loro relazione Inception è nche un racconto sui rapporti umani, su quanto il desiderio possa sfociare nella follia, su come ogni azione umana è guidata dalla passione, sull’amore che diventa irrazionalità. Inception ha calore, ha un cuore che batte, e batte così forte che nell’ultima scena noi spettatori rimaniano dilaniati ma il protagonista ha già compiuto la sua scelta precisa facendosi beffa di ogni ambiguità e ogni dubbio: ha compiuto una scelta di cuore. Cosa è reale e cosa non lo è? Non c’è risposta, semplicemente perchè la realtà si trova stando accanto alle persone che si amano.
E Nolan descrive tutto questo servendosi di astrazioni, surrealismo, livelli onirici sovrapposti. Costruisce un intero set di regole e immagini per spiegare il mondo dei sogni e tradurlo sullo schermo e sono tutte regole vere che ognuno di noi ha provato e può confermare (mai ci accorgiamo di iniziare un sogno, spesso abbiamo la sensazione di cadere mentre dormiamo, raramente la durata dei sogni corrisponde alla durata effettiva di quanto si è sognato) mixato ad una messa in scena sensazionale dove nulla è lasciato al caso e nulla è fatto solo per avere un bell’effetto visivo. Dalla musica imponente, alla scelta del cast, alle immagini sbalorditive, alle scenografie imperiose. Nolan è riuscito nell’ardua impresa di sposare cinema d’autore col mondo dei blockbusters, ed è un merito immenso.
Dopo Inception non si sogna più nello stesso modo, non si ascoltano più le note di “je ne regrett rien” nello stesso modo, non si pensa più nello stesso modo, soprattutto non si sottovaluta più l’intelligenza dello spettatore. E noi per tutto questo siamo davvero grati. Buon sogno a tutti.


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