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Non Buttiamoci Giù ( A Long Way Down) di Pascal Chaumeil, con Pierce Brosnan, Toni Collette, Aaron Paul, Imogen Poots   Gan Bretagna 2014

di Emanuele D’Aniello

Cosa hanno in comune William Shakespeare e Nick Hornby, oltre la provenienza inglese? Ok, la risposta più facile è il mestiere, scrittori entrambi, ma in ambito cinematografico c’è una cosa che li unisce: sono tra gli autori più saccheggiati dal cinema. Non dobbiamo certo elencarvi la moltitudine di opere del Bardo adattate dal cinema, in tutte le ere e in tutte le versioni, ma a guardar bene non esiste uno scrittore contemporaneo come Hornby che negli ultimi 20/15 abbia ispirato così tanto e così spesso il cinema. E l’ennesimo film tratto da un suo romanzo, Non Buttiamoci Giù, si esalta dal mucchio grazie ad un poco invidiabile traguardo: è indubbiamente il peggior adattamento di un romanzo di Hornby mai realizzato.

Sia chiaro, il nostro non è un sito di critica letteraria, ed è anche sbagliato rapportare romanzo e film essendo medium profondamente diversi. Inoltre, la scrittura energica e solare di Hornby è difficilissima da trasporre. Ma il film di Pascal Chaumeil è pessimo sia come adattamento sia come film indipendente. Anche chi non ha mai letto il libro originale, anzi forse ancora di più, farà fatica a comprendere la logica della trama e le azioni dei personaggi, considerando che il film praticamente non le spiega mai. Uno che invece ha letto prima il romanzo, rimane semplicemente basito. Il problema è che il film, o meglio lo sceneggiatore, decide di non adattare il romanzo, ma fare praticamente un riassunto della trama, centrifugando i momenti e omettendo tutti i passaggi psicologici e le motivazioni che fanno capire cosa diavolo succede nella storia e perchè 4 persone mai incontratesi prima decidono di diventare amici. E, paradosso dei paradossi, sono alla fine lo sceneggiatore decide di far di testa, stravolgendo completamente il senso della storia e inventando di sana pianta il finale, che ovviamente banalizza enormemente la storia e i personaggi tra le scelte più scontate e la scelta di un happy ending molto forzato e inutile.

Fosse solo la storia il problema. Certo, non capiamo perchè improvvisamente dopo che stanno per suicidarsi i protagonisti diventino amici per la pelle, si dimentichino del loro estremo gesto e iniziano una autentica scampagnata, ma perlomeno il film potrebbe far passare liscia queste disattenzioni se il tutto fosse godibile. No, nemmeno quello. Perchè il film non azzecca mai il tono giusto, non riesce mai a fondere commedia e dramma, ma procede per strappi presentando prima risate e momenti pesanti in blocco. Si opta per il semplice e per l’innocuo, sorvolando fin da subito sul fatto che questi 4 sono arrivati ad un nulla dal togliersi la vita. Indubbiamente realizzare una “commedia sul suicidio” non è compito facile, ma almeno provarci, come ha fatto appunto il romanzo originale, sarebbe stato gradito. Di conseguenza la sceneggiatura e il regista lasciano 4 bravi attori completamente abbandonati a loro stessi, chiamati a fare il minimo indispensabile per piacere al pubblico senza mai caratterizzare veramente le proprie disavventure.

Non Buttiamoci Giù è un pessimo film è un grande esempio di come non adattare un romanzo. Fortunatamente le molto più profonde e molto più divertenti parole di Hornby sono a disposizione di tutte nelle librerie.

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