Top 100 winner

di Emanuele D’Aniello

Ormai abbiamo iniziato una folle cavalcata per scoprire gli 80 miglior film degli anni ’80, probabilmente una delle classifiche più difficile da fare. Ricordando come questo elenco sia il più imparziale possibile, e come la differenze tra i vari titoli sia davvero minima, perchè parliamo del meglio tra centinaia di migliaia di pellicole realizzate, continuiamo a scalare le posizioni rivisitando incredibili opere cinematografiche

posizioni 80-71

posizioni 70-61

posizioni 60-51

posizioni 50-41

posizioni 40-31

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30.  IL SENSO DELLA VITA  (di Terry Gilliam e Terry Jones, Gran Bretagna 1983)

Il cinema del famosissimo gruppo comico inglese Monty Python è unico nel suo genere e paragonabile praticamente a nulla, ed è meglio così. Dei loro film il miglior rimane Il Senso della Vita, perchè sfruttando la formula a sketch, mutuata dai loro programmi televisivi in cui sguazzano perfettamente, possono permettersi di prendere in giro una miriade di argomenti, irridere tutto e salvare niente. Si ride e si riflette, dopotutto anche questo è il senso della vita.

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29. RE PER UNA NOTTE  (di Martin Scorsese, USA 1983)

Martin Scorsese, nascondendo il messaggio del film dietro il velo della commedia, che disorientò inizialmente i critici decretandone il flop, gira uno dei film più agghiaccianti e perversi sul mondo della tv, della fama ad ogni costo, della volontà di apparire, del lavaggio del cervello che la televisione provoca. A detta di molti, è addirittura un film difficile da guardare: magari non ci spingiamo così a fondo, ma il film rimane a tratti disturbante, anche per strabiliante e grottesca prova di Robert DeNiro.

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28.  WALL STREET   (di Oliver Stone, USA 1987)

Se lo yuppismo, il capitalismo, l’ottimismo reaganiano, sono i simboli degli anni ’80, e il film di Oliver Stone li tratta con grande maestria, allora per sillogismo Wall Street è il film simbolo di un intero decennio, l’opera che più di tutto incarna lo spirito rampante di quegli anni fintamente ruggenti, col personaggio di Gordon Gekko che si fa portavoce di una intera generazione. Una grande ed efficace metafora sul mondo dell’alta economia.

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27.  PLATOON  (di Oliver Stone, USA 1986)

Oliver Stone è un regista che più volte ha indagato sul passato e presente oscuro dell’America, sulla guerra e in particolare sulla ferita ancora aperta chiamata Vietnam. Sicuramente l’apice della sua visione è rappresentato da Platoon, il racconto drammatico del conflitto sul campo, lo scontro non solo fisico ma anche ideologico sugli errori commessi in Vietnam.
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26.  IL CIELO SOPRA BERLINO  (di Wim Wenders, Germania 1987)

Berlino, col suo triste passato e il suo promettente futuro, è una città simbolo per l’intera umanità. Wim Wenders lo sa, e ha deciso di ambientare nella capitale tedesca una storia poetica di angeli ed umani. Il tono malinconico, le trovate visive, ed anche qualche cadenza retorica, tutto collabora al successo di un film divenuto enormemente popolare.

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25.  IL MIO VICINO TOTORO  (di Hayao Miyazaki, Giappone 1988)

Il film probabilmente più conosciuto e amato del maestro Hayao Miyazaki, una storia di enorme semplicità e delicatezza che, fondendosi con la fantasia, raggiunge i cuori di grandi e piccoli. Troviamo il gigantesco e buffo Totoro, creatura simbolo della filmografia di Miyazaki, ma è non l’unico a stupire e rapire l’attenzione, anche il Gatto-Bus rimane impresso negli spettatori. Questi personaggi iconici all’interno di una storia che parla con estrema poesia dell’unità familiare, sono fondamentali per rendere indimenticabile il film.

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24.  L’ULTIMO IMPERATORE  (di Bernardo Bertolucci, Cina/Gran Bretagna 1987)

La maestosa ricostruzione di un’epoca e di una società realizzata da Bernardo Bertolucci, che ha avuto l’incredibile e raro permesso di girare all’interno della Città Proibita, è un grandissimo ed epico film in costume ma soprattutto la storia di uomo solo e totalmente schiavo delle convenzioni, a cui però non si ribella mai. Parabola discendente, dal mito al nulla, in cui di catartico c’è ben poco. La visione di un maestro del cinema che parla agli occhi ed ai cuori degli spettatori.

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23.  ALIENS  (di James Cameron, USA 1986)

La fantascienza continua ad essere un accessorio: se nel primo film Ridley Scott aveva girato un autentico horror nello spazio, ora per il sequel James Cameron torna nello spazio per girare stavolta un purissimo action. Quello che non cambia da un caso all’altro è fortunatamente il risultato finale: sempre di capolavoro si parla. Gli Xenomorfi fanno ancora più paura, e la Ripley di Sigourney Weaver è ancora più forte e strabiliante nel rubare la scena. Pietra miliare del cinema di genere.

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22.  SCARFACE  (di Brian De Palma, USA 1983)

Raro caso di remake che supera l’originale, ed i meriti vanno cercati nella visione di De Palma, nella curatissima sceneggiatura di Oliver Stone, e naturalmente nell’esplosiva prova di Al Pacino. Un film iconico, misteriosamente divenuto negli anni a seguire cult per gangster e rapper dai dubbi comportamenti, considerando che il film racconta l’ascesa e soprattutto la caduta di un uomo, che corrotto dal potere perde ogni cosa, gli amici, la famiglia, il suo stesso potere e naturalmente la vita.

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21.  RITORNO AL FUTURO  (di Robert Zemeckis, USA 1985)

Un film entrato nell’immaginario collettivo di più generazioni, con fans che recitano a memoria le battute e le scene, ancora oggi replicato nei cinema di tutto il mondo. Ritorno al Futuro è probabilmente la miglior commedia di fantascienza di sempre, una grande storia che si regge su una sceneggiatura praticamente perfetta che prende a piene mani dal teen movie tanto in voga in quegli anni, e regala a Michal J. Fox il personaggio simbolo della sua carriera. Dall’uscita del film tutti vogliono compare una DeLorean e viaggiare ad 88 miglia orarie!

 

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2 risposte a “Gli 80 Miglior Film degli Anni ’80 (Sesta Parte)”

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