Top 100 winner

di Emanuele D’Aniello

Con un pizzico di follia abbiamo iniziato una incredibile cavalcata per scoprire i 100 miglior film del decennio appena passato, probabilmente una delle classifiche più difficile da fare. Ricordando come questo elenco sia il più imparziale possibile, e come la differenze tra i vari titoli sia davvero minima, perchè parliamo del meglio tra centinaia di migliaia di pellicole realizzate negli ultimi dieci anni, continuiamo a scalare le posizioni rivisitando incredibili opere cinematografiche, ma prima c’è il doveroso promemoria:

Posizioni 100-91

posizioni 90-81

posizioni 80-71

posizioni 70-61

posizioni 60-51

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50.  TRA LE NUVOLE  (di Jason Reitman, USA 2009)

Jason Reitman è uno degli autori emergenti più validi, soprattutto per la sua abilità di mostrare in maniera spietata e reale la nostra contemporaneità. C’era riuscito col suo esordio Thank You for Smoking, lo aveva fatto ancora con Juno, e con questo terzo lungometraggio firma il suo capolavoro. Il film è un acuto ritratto della società attuale, non per forza solo americana, così disattenta a creare legami e incapace di relazionarsi col prossimo, per di più sullo sfondo della crisi economica e lavorativa degli ultimi anni, l’epitome più grande della disumanizzazione a cui siamo arrivati. Il protagonista è un uomo che si rifugge qualsiasi legame affettivo, qualsiasi stabilità geografica, e per lavora licenzia le persone come fosse una macchina. Grande merito va anche a George Clooney finora alla miglior prova della carriera, una performance in cui recupera tutto il suo fascino e il suo innato carisma, ma lo fa per compiere un grande paradosso recitativo, usando queste doti non più come armi di sicurezza e seduzione, ma come velo per coprire la fragilità e debolezza del suo personaggio. Il film raffigura come meglio non potrebbe lo spirito del proprio tempo.

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49.  BORAT  (di Larry Charles, USA 2006)

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48.  REQUIEM FOR A DREAM  (di Darren Aronofsky, USA 2000)

Tre storie, quattro personaggi, una comune esistenza disperata. L’ossessione che fa diventare schiavi, della droga come della televisione. Le conseguenze più tragiche ma al tempo stesso ineluttabili, per le scelte compiute e mai combattute. Il più incubo a cui è arrivata la società moderna è tutto in questo dilaniante film, difficile da vedere e da digerire. Il giovane Darren Aronofsky spinge all’estremo l’utilizzo della macchina da presa, rendendo come raramente accade la regia un corpo unico con la sceneggiatura e con le visioni dei protagonisti: scene brevi, primi piani audaci, continuo utilizzo della tecnica time-lapse, un montaggio più che frenetico. Un’esperienza visiva e poi emotiva come poche se ne vedono al cinema.

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47.  UP  (di Pete Docter, USA 2009)

Una casa vola nel cielo grazie ad una immensa quantità di palloncini e segna l’inizio della fantastica avventura di Carl, un vecchio scorbutico ma in realtà dal cuore tenero, e di Russel, un paffuto bambino ossessionato dalla sua attività di boyscout, e di un buffo cane parlante. La Pixar sorprende tutti, si rinnova nuovamente e vince l’ennesima scommessa puntando tutto su una storia molto adulta con protagonista un ottantenne. Le paure degli inserzionisti sono state smentite, nonostante la presenza di un personaggio atipico per i bambini il film è stato uno dei maggior incassi al botteghino per la Pixar, l’uso per la prima volta del 3D non ha oscurato lo sviluppo della sceneggiatura, anzi, questa è il vero centro del film. Up è un’avventura brillante ed esaltante per grandi e piccoli ma al tempo stesso uno delle storie più commoventi degli ultimi anni, curata sotto ogni aspetto e accompagnata dalla indimenticabile colonna sonora di Michael Giacchino.

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46.  CIDADE DE DEUS  (di Fernando Meirelles, Brasile 2002)

Buscapè e Dadinho hanno due sogni così incredibilmente distanti: il primo vuole diventare un fotografo, il secondo il più temuto criminale di Rio de Janeiro. Il problema è che entrambi riusciranno a realizzare i loro desideri. Il film brasiliano di Fernando Meirelles, che percorre tre decenni di vita nelle favelas di Rio de Janeiro, è un crime movie eccitante e adrenalinico dalla regia sicura e dal montaggio frenetico, ma al tempo stesso è un film doloroso dal forte impatto emotivo, una storia di denuncia sociale e politica sulle condizioni e le aspettative di vita nei quartieri più poveri. Una gemma all’interno della filmografia sudamericana che è riuscita a lasciare un segno anche fuori dai propri confini.

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45.  I FIGLI DEGLI UOMINI  (di Alfonso Cuaron, Gran Bretagna 2006)

In che condizione può trovarsi il mondo quando l’umanità non è più in grado di procreare e non ci sono più bambini? L’unica missione che un uomo sensato può avere è quella di mettere in salvo da un ambiente apocalittico l’unica donna al mondo che può partorire. Raramente un racconto distopico è stato portato al cinema con così tanta cura ed efficacia, e solo la regia dark e visionaria di Alfonso Cuaron poteva riuscirsi. Troviamo davanti ai nostri occhi una Londra, e di riflesso un intero pianeta, distrutto, grigio, oppresso e oppressivo nella propria decadenza, in cui la speranza è solo un vago ricordo. La forza di una storia potentissima si sposa perfettamente con una regia che riesce ad ergersi a protagonista del film, come testimonia il favoloso e lunghissimo piano sequenza nel pre-finale, un vorticoso virtuosismo che letteralmente ipnotizza lo spettatore.

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44.  MEMORIES OF MURDER  (di Bong Joon-ho, Corea del Sud 2003)

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43.  JUNO  (di Jason Reitman, USA 2007)

Il miglior esempio del nuovo volto del cinema indipendente americano, questa commedia ci regala momenti esilaranti e riflessivi, personaggi fantastici e soprattutto un modo leggere ed enormemente sincero nel trattare temi fondamentali e universali, come la gravidanza. Diablo Cody passa dall’essere stripper a blogger, poi sceneggiatrice fino a premio Oscar, è lei la penna e la mente dietro la costruzione di un personaggio magnetico come la giovane Juno, di dialoghi frizzanti e incredibilmente aderenti al vero linguaggio dei giovani d’oggi, di un intreccio che non dimentica mai di far parlare il cuore prima di tutto. Con la straordinaria interpretazione di Ellen Page e la regia del promettente Jason Reitman, ormai non più figlio d’arte ma autore a tutto tondo, Juno è una storia in grado di lasciare il segno in tutti gli spettatori.

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42.  LITTLE MISS SUNSHINE  (di Jonathan Dayton e Valerie Faris, USA 2006)

Di famiglie bizzarre e disfunzionali ne abbiamo viste a decine, tra cinema e televisione, ma trovarne una che sa crescere tutta insieme per la durata di un film e far empatizzare chiunque è merce davvero rara. Un road movie in cui sei personaggi si confrontano e si scontrano, fino a capire che i sentimenti e l’unione è sempre al primo posto. Un film genuino, spontaneo, realizzato e interpretato col cuore, non si sforza mai di essere “cool” a tutti i costi. Inoltre, riesce anche a sviscerare l’ipocrisia e la superficialità dietro a certi concorsi di bellezza e dietro una certa realtà americana, in cui l’apparire è più importante dell’essere.

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41.  (500) GIORNI INSIEME  (di Marc Webb, USA 2009)

Questa è la storia di un ragazzo che incontra un ragazza, ma non è una storia d’amore. La premessa più doverosa mai sentita, perchè il regista Marc Webb firma uno dei debutti cinematografici più convincenti di sempre raccontando una storia in cui tutto è ribaltato: non la donna, ma qui è l’uomo quello romantico, quello sognatore, quello perdutamente innamorato, quello che soffre. Il film stravolge il genere rivoluzionando la commedia romantica, e si serve di uno stile narrativo non lineare, incursione nel musical, tantissime citazioni, uso dei colori per rappresentare lo stato d’animo del protagonista, una colonna sonora magica, la rappresentazione grafica di alcune sequenze e molte altre trovate originali. Un film fresco e originale, ricco di energia, che parla d’amore con incredibile spontaneità, e ci presenta due protagonisti semplicemente perfetti. Probabilmente, almeno una volta nella vita, tutti noi siamo stati il Tom Hansen di turno.

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Qui si chiude la sesta parte di questa lunghissima scalata per scoprire i migliori film del decennio appena trascorso. La prossima settimana vedremo le posizioni dal numero 40 al numero 31.

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