back to 50s

di Emanuele D’Aniello

Ricordo sempre che questa non è una classifica scientifica, ma ho cercato ancora una volta di includere il meglio del meglio, senza pregiudizi e rimanendo più imparziale possibile. I criteri utilizzati si collegano alle recensioni critiche ottenute e l’importanza e l’influenza dei film raggiunta nel corso degli anni, e infine ovviamente il gusto personale. Non perdiamo troppo tempo nel vedere le posizioni, quelle sono stabilite per evitare un banale elenco alfabetico di titoli, pensiamo piuttosto che con simili pellicole la differenza, ad esempio tra il numero 49 e il numero 3, è più che minima.

posizioni 50-41

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Ci scusiamo per la mancanza di commento ad alcuni titoli, ma la pagina è andata persa nel passaggio tra il vecchio sito e questo blog. 

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40.  SENSO  (di Luchino Visconti, Italia 1954)

Con questo imponente e intenso film Luchino Visconti passa definitivamente dal neorealismo al cinema in costume, e toccherà l’apice con Il Gattopardo, ma forse mai tornerà ai picchi emotivi di Senso. Il melodramma e il classicismo non diventano mai noiosi o ridondanti grazie alla storia avvincente e alle interpretazioni stupefacenti, su tutti quella di Alida Valli capace ad ogni sguardo di bucare lo schermo.

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39.  BEN-HUR (di William Wyler, USA 1959)

Ben-Hur è ormai famoso per la celebre corsa delle bighe e per la valanga di Oscar ricevuti, ma tuttora rimane uno dei migliori film storici (per quanto, come spessissimo accade, la storicità della pellicola sia molto latente) mai realizzati. Oggi questo film sarebbe chiamato blockbuster, ma Ben-Hur è molto di più, un kolossal immenso sull’epicità della carità cristiana.

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38.  I RACCONTI DELLA LUNA PALLIDA D’AGOSTO  (di Kenji Mizoguchi, Giappone 1953)

Il cinema giapponese per tutti era diventato il cinema di samurai grazie alle prime splendide pellicole di Kurosawa, ma fu Mizoguchi a mostrare al mondo le potenzialità e l’originalità del cinema proveniente dal Sol Levante. Un modo di fare cinema e raccontare storie del tutto nuovo, in cui reale e fantasia si fondono non per lasciare meravigliati, ma per esplorare e potenziare sentimenti basilari come la paura, l’amore, il dolore. Ancora oggi il cinema di Mizoguchi influenza e affascina.

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37.  IL TRONO DI SANGUE  (di Akira Kurosawa, Giappone 1957)

Sembra incredibile che forse il più grande shakespeariano al cinema sia un giapponese, ma Kurosawa è forse colui che meglio di tutti ha portato al cinema le opere del Bardo, ovviamente traslandole alla realtà storica del suo paese. Tutti ricordano Ran, ma molto prima c’è Il Trono di Sangue, adattamento del “Macbeth”: se la storia è intatta e di conseguenza la forza di quel racconto, fantastico è lo studio psicologico dei personaggi, che raggiungono una intensità inumana grazie alla recitazione ispirata al teatro No.

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36.  ANATOMIA DI UN OMICIDIO  (di Otto Preminger, USA 1959)

Storia, regia, scrittura, attori, basta così poco, ma in realtà è tantissimo, per ottenere un capolavoro.Anatomia di un Omicidio è forse il miglior legal drama mai realizzato, un film che si fa beffe dei propri tempi, non avendo paura di utilizzare termini mai sentiti prima al cinema e ritenuti osceni, si fa beffe delle convenzione, essendo girando con le atmosfere tipiche del noir, e studia i personaggi e il sistema giudiziario americano. Non si può chiedere di più.

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35.  VIVERE  (di Akira Kurosawa, Giappone 1952)

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34.  UMBERTO D.  (di Vittorio De Sica, Italia 1952)

Umberto D. è uno dei più famosi e controversi film del cinema italiano. Famosi perchè per molti racchiude tutto quello che ha rappresentato il Neorealismo, controverso perchè per molti altri è uno dei più forzatamente melodrammatici e in cui l’utilizzo di attori non professionisti diventa un limite. Nonostante tutto, Umberto D. è ancora una delle storie più potenti e universali mai raccontante dal cinema, un occhio sincero e brutale sulla realtà che sembra appartenere ad un’altra epoca, ma purtroppo rimane sempre tristemente attuale.

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33.  GIOVENTU’ BRUCIATA  (di Nicholas Ray, USA 1955)

Esistono bei film, ottimi film, grandi film, film indimenticabili, e poi i film cult. Ecco, Gioventù Bruciata è tutti questi. Il film che ha lanciato James Dean nel firmamento assoluto, purtroppo per così poco tempo, e ha portato davanti agli occhi degli americani il grido di libertà di un’intera generazione soffocata dal perbenismo degli anni ’50.

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32.  OMBRE  (di John Cassavetes, USA 1959)

Il cinema indipendente ha tanti inizi e tanti padri, ma forse dobbiamo metterci d’accordo e assegnare a Ombre di John Cassavetes tale primato. Con una storia semplice quanto universale, e interpretazioni spontanee quanto viscerali, Ombre è un film che anticipa di quasi dieci anni la New Hollywood e fa partire la Nouvelle Vague pur essendo americano e lontanissimo da quella sensibilità. Un grande film travalica confini e periodi storici.

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31.  RIFIFI  (di Jules Dassin, Francia 1955)

I film di rapine rappresentano il filone più imitato e avvincente del genere gangster, e Rififi è forse il più alto traguardo. Le musiche, l’atmosfera, la tensione semplicemente irreale, la fantastica sequenza di quasi mezz’ora della rapina vera e propria, una scena che in tanti hanno provato ad imitare senza mai riuscirci. Tra il noir e il crime movie autentico, Rififi è tuttora un riferimento per gli amanti del genere.

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30.  LA TRILOGIA DI APU  (di Satyajit Ray, India 1955, 1956, 1959)

Tre film, dal medesimo immenso valore, che impongono il cinema indiano agli occhi del mondo. Insomma, dimenticate Bollywood. Il grande maestro Ray con tre film, influenzati fortemente dal neorealismo italiano e moltissimo dal cinema intimo di Ozu, disegna la parabola di vita di Apu, simbolo delle difficoltà della vita della società indiana più povera. Puntando sulle piccole cose, ma mai diventando una elegia del pauperismo, Ray racconta la forza di volontà e il forte desiderio di andare avanti nonostante tutto e tutti.

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29.  CENERE E DIAMANTI  (di Andrzej Wajda, Polonia 1958)

Capolavoro del cinema polacco, che per un periodi di tempo sembrava essere la nuova scuola cinematografica predominante in Europa, Cenere e Diamanti è un meraviglioso e triste affresco sul dramma dell’uomo non solo in tempo di guerra, ma anche in tempo di pace. La storia si svolge il giorno seguente la fine della Seconda Guerra Mondiale, e vediamo come i vincitori non riusciranno a godersi la serenità e inizieranno subito ad uccidersi a vicenda. Il protagonista Maciek è l’antieroe per eccellenza, il simbolo dei desideri e delle paure dell’uomo, ma la fantastica regia diWajda e la sua abilità nelle inquadrature a rendere questo film immortale.

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28.  I SOLITI IGNOTI  (di Mario Monicelli, Italia 1958)

Forse nella descrizione del film precedente abbiamo corso troppo, perché c’è un altro film di rapine che ha segnato un’epoca, ovvero il capolavoro comico di Mario Monicelli. I Soliti Ignoti racconta le difficoltà di un periodo e di un paese sempre col sorriso sulle labbra, senza mai evitare di essere vero, divertendo e catturando. Forse non mai capiterà mai più nella storia del cinema italiano una tale concentrazioni di talenti e energia, un cast che dall’ultimo caratterista al primo artista non sbaglia una battuta o una espressione. Irresistibile e sempre godibile.

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27.  MIO ZIO  (di Jacques Tati, Francia 1958)

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26.  RAPINA A MANO ARMATA  (di Stanley Kubrick, USA 1956)

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25.  IL PONTE SUL FIUME KWAI  (di David Lean, Gran Bretagna 1957)

Il film che segna l’ingresso di David Lean nel mondo dei kolossal, genere a cui resterà legato per tutto il resto della carriera, è indubbiamente il suo capolavoro sulla follia della guerra ma soprattutto sui suoi ipocriti codici morali e sull’etica militare. Mischiando dramma a ironia satirica, col perno centrale della solidissima interpretazione di Alec Guinness, il film è uno dei più efficaci nel mostrare il ruolo dell’uomo nei conflitti.

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24.  LA MORTE CORRE SUL FIUME  (di Charles Laughton, USA 1955)

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23.  LE NOTTI DI CABIRIA (di Federico Fellini, Italia 1957)

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22.  LA STRADA (di Federico Fellini, Italia 1954)

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21.  INTRIGO INTERNAZIONALE (di Alfred Hitchcock, USA 1959)

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2 risposte a “I 50 Miglior Film degli Anni ’50 (Seconda e Terza Parte)”

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