
Eccolo, è arrivato. Il trailer di The French Dispatch (chissà fino a quando potremo chiamarlo così, se i titolisti italiani non lo cambieranno) è uno spartiacque: arriva a due giorni dagli Oscar, chiudendo in pratica la stagione 2019 e aprendo l’annata cinematografica 2020.
Non a caso, il nuovo film di Wes Anderson è certamente uno dei titoli più attesi dell’anno e uno dei suoi più ambiziosi: se esteticamente e visivamente ricorda ovviamente i suoi lavori precedenti, ed è i trucchi usati con Grand Budapest Hotel (i cambi di colore e formato) sono pure qui presenti, oltre le geometrie The French Dispatch evidenzia fin dal trailer una grande maturità autoriale e un grande impegno formale e ideologico.
Il film – del quale non elenchiamo il cast infinito – segue la redazione di un giornale europeo che decide di preparare un’edizione speciale sulle tre migliori storie pubblicate negli anni precedenti: sono scelte quelle di un’artista condannato al carcere a vita, quella dedicata alle rivolte studentesche, e quella su un famoso caso di rapimento risolto da uno chef, tutto accadute tra il 1925 e il 1975.


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