In situazioni d’emergenza, e purtroppo imprevedibili, tutti devono cambiare. Non scappa da questo anche l’Academy, la quale in vista dell’edizione prossima fissata al 28 febbraio 2021 ha presentato due importanti novità: una più generica, inoltre già paventata da tempo, e una solo provvisoria ma dall’impatto fondamentale.
Cominciamo dalla riforma più soft: il prossimo anno le statuette da consegnare scenderanno da 24 a 23. Le due categorie tecniche del sonoro, Sound Mixing e Sound Editing, saranno unite in una sola categoria da premiare, Best Sound (Miglior Sonoro). La scelta è partita direttamente da una richiesta dei membri delle due categorie in seno all’Academy, quindi polemiche eventuali di puristi del settore non dovrebbero esserci.
Una scelta sensata, dopotutto paradossalmente moltissimi giurati che dovrebbero essere addetti ai lavori mai hanno capito la differenza tra le due categorie, e ciò si rifletteva nelle nominations (quasi ogni anno 4 film nominati su 5 erano gli stessi in entrambe le categorie) e poi sui vincitori (16 volte un film ha vinto entrambe le statuette). Inoltre, eliminando una categoria, si eliminano alcuni minuti durante una cerimonia che da tempo si prova a snellire e accorciare.
Veniamo poi alla scelta, che essendo provvisoria sarebbe più corretto definire deroga che non riforma, dovuta all’emergenza globale attuale. Per la prima volta saranno eleggibili per gli Oscar anche film trasmessi in questo periodo in una piattaforma streaming legale (finora la regola di qualificazione prevede l’esclusività della sala cinematografica, nel dettaglio un film deve essere proiettato in un cinema della contea di Los Angeles per almeno 7 giorni durante l’anno solare).
Per quanto rivoluzionaria, la deroga ha ovviamente dei limiti: non tutti i film in streaming saranno ammessi, ma solo quelli che, al momento della messa in onda online, avevano già prevista una distribuzione cinematografica (quindi molti titoli Netflix, ad esempio, nati per l’uscita e il consumo solo su Netflix, rimarranno sempre esclusi dalla considerazione agli Oscar). Tali film poi dovranno andare in streaming anche sul sito dell’Academy nella sezione privata dei giurati.
La deroga rimarrà in vigore fintanto che i cinema americani resteranno chiusi: appena saranno aperti, tornerà la regola del passaggio di un film in sala per almeno sette giorni, a quel punto non solo a Los Angeles (per venire incontro a ipotetiche difficoltà di distribuzione) ma varranno anche i cinema di New York, San Francisco, Miami, Atlanta, Chicago. I film precedentemente passati sulle piattaforme streaming e già diventati eleggibili non avranno bisogno, a quel punto, di un passaggio in sala.
Academy giustamente aperta a tutto per permettere a tanti film, che rischiavano di rimanere fuori, di concorrere ai prossimi premi Oscar, che comunque saranno inevitabilmente stranissimi. E chissà che non arrivino altre novità nelle prossime settimane o mesi.


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