BASTARDI
PER LA GLORIA

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    E’ il momento di tornare a parlare della stagione dei premi dopo i festival di New York e Roma. Oltretutto abbiamo tutti i film presentati nella categorie del film straniero e le prime nominations della stagione…

    Di tutto questo e altro parliamo nel 18° appuntamento del nostro Oscar Talk. Il sottoscritto Emanuele D’Aniello e Simone Fabriziani di AwardsToday, che come sempre ringrazio sentitamente, vi tengono compagnia fino a fine febbraio per parlare solo ed esclusivamente della stagione dei premi, una prima assoluta nel web italiano.

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  • Lo attendiamo come non mai, anche perché è una serie che quando inizia finisce subito (tre puntate da 90 minuti) e poi si prende due anni di pausa tra una stagione e l’altra.

    Sherlock però sta finalmente tornando, si avvicina a grandi passi, e abbiamo un nuovo trailer, un poster, e finalmente una data di trasmissione.

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    Dopo i passaggi ai festival di New York e Roma (piccolissimo quest’ultimo, ma mi ha dato la possibilità di vedere personalmente molti titoli papabili) è il momento di aggiornare i nostri pronostici per la Road to Oscar 2017.

    L’ultima edizione di settembre la trovate qui e qui, e adesso ricomincio naturalmente con le tante categorie tecniche, e come promesso andando avanti col tempo continuo a diminuire le opzioni di pronostico.

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  • Il 4° episodio è il momento ideale per fare un mini-bilancio. Siamo quasi a metà dopotutto di questo viaggio, probabilmente solo il primo, e c’è tanta strada ancora da fare, o meglio ancora tanta strada da capire, ma Westworld ormai ha gettato semi sufficienti per essere raccolti dagli spettatori.

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  • Dopotutto altro che progetti Disney oppure Warner Bros, Pinocchio è roba di noi italiani.

    E allora spazziamo via gli altri progetti citati, ancora in produzione comunque, e massimo supporto alla nuova versione nostrana di Matteo Garrone.

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  • Lion è un film che, senza mezzi termini, senza vie traverse, punta fin da subito dritto al cuore dello spettatore. Lo dico fin dall’apertura perché Lion è essenzialmente questo: un film di emozioni, fortissime, di sensazioni e sentimenti.

    Quindi un film che, nella propria essenza per nulla cerebrale, parla a tutti nella maniera più universale e trasversale possibile, e ci chiede di reagire con altrettanto pathos. E allora sono diretto con un film diretto: a volte non basta.

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  • C’è un motivo se nel passato, all’epoca della sua vera e più alta gloria cinematografica, il genere western è sempre stato un genere fatto da uomini, pieno di uomini e destinato agli uomini. Non perché il western sia maschilista o sessista, ovviamente, ma semplicemente perché nessun genere ha mai capito così bene la solitudine insita nell’essere maschio, e non a caso i racconti della vecchia frontiera sono diventati la quintessenza del cinema a stelle e strisce.

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  • Spero fortemente non abbiate letto il romanzo di Philip Roth prima di mettervi alla visione del film American Pastoral. E’ una richiesta abbastanza scorretta, lo ammetto, e personalmente detesto anche chi solitamente paragona il film al romanzo originale (un paragone che non può mai essere fatto per tanti motivi, ad iniziare dall’essenza diversa dei due medium), ma stavolta l’ombra del romanzo fondamentale e fenomenale di Roth è davvero troppo grande per essere elusa.

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  • Era una notizia praticamente scontata, ma è sempre bello vedere un fan-casting che diventa incredibilmente realtà: nel film sul giovane Han Solo, che come ormai saprete tutti sarà interpretato da Alden Ehrenreich, il ruolo iconico di Lando Calrissian sarà preso a furor di popolo da Donald Glover.

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