BASTARDI
PER LA GLORIA

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    Non lo avrei mai pensato, ma uno dei miei film più attesi del prossimo anno, non solo nel campo dei comic-book movies, è Logan, ovvero il terzo capitolo (ed a quanto pare, anche capitolo finale) della saga spin-off dedicata esclusivamente a Wolverine.

    Il film infatti, diretto ancora da James Mangold come il secondo capitolo, adatta una delle storyline più amate dai fumetti degli X-Men, ovvero un vecchio e disilluso Wolverine in declino, e in America avrà il rating R, essendo quindi molto più spinto come linguaggio e violenza grafica rispetto agli altri film del genere.

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  • una-directed-by-benedict-andrews

    Iniziare ad analizzare e un giudicare un film, partendo però da un altro film, è molto inusuale, lo capisco. Ma vedendo Una, mi è corso più volte in mente una scena essenziale di Nymphomaniac di Lars Von Trier, ovvero il momento in cui la protagonista smaschera le emozioni di un pedofilo, e invece di esserne disgustata lo compatisce per la sua malattia e la sua impossibilità di vivere una vita normale essendo afflitto da tale perversione.

    In quel monologo, forse per la prima e unica volta nella storia del cinema, il pedofilo è concepito e mostrato come  vittima di sé stesso.

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  • Ricordate quando Oliver Stone, pur facendo sempre film molto dichiarati e schierati politicamente, riusciva ad essere controverso, interessante, utile con la materia a disposizione, creando una discussione?

    Ricordate quando Oliver Stone era anche un grande narratore, un grande regista, ovvero un uomo di cinema a tutto tondo capace di creare storie intriganti poi rese ancora più efficaci cinematograficamente?

    Beh, come si dice e come è ovvio, tutti invecchiano, incluso Oliver Stone.

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  • Non devo ricordare il mio rapporto con la Marvel ogni volta che posto una notizia o una recensione inerente la citata compagnia. Ma vi basta sapere che, contro ogni vostra e mia previsione, considero invece I Guardiani della Galassia un grandissimo film, un quasi capolavoro di scrittura, costruzione e sviluppo dei personaggi e delle loro dinamiche emotive.

    Inutile quindi dire che attendo molto, caso appunto raro per un film Marvel, questo Guardians of the Galaxy Vol. 2 di cui è arrivato online un breve ma stuzzicante e divertente teaser trailer. La banda diretta da James Gunn è tutta lì (con l’aggiunta nel cast pure di Kurt Russell) e tornerà nei nostri cinema il prossimo maggio.

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  • Confrontare i medium è inutile, e ora non devo nemmeno arrivare io a dirvi quanto bella sia la musica e importante nella vita di ognuno di noi, addirittura fondamentale in alcuni momenti. Eppure, paradosso dei paradossi, spessissimo la musica è più bella e più efficace al cinema, all’interno di un film, che non sentendola in un disco o durante un concerto.

    Vi spiego facendo un esempio: c’è una scena nel bellissimo Sing Street di John Carney in cui marito e moglie, ormai sull’orlo del divorzio, litigano e si rinfacciano di tutto urlando mentre i tre figli sono al piano di sopra, chiusi in una stanza. I tre, le prime vittime naturalmente della situazione, invece di origliare oppure disperarsi, decidono di mettere un disco, alzano il volume, ascoltano la musica e ballano tutti felici. In quel momento la musica non è solo un diversivo, ma letterale una ancora di salvezza per affrontare i dolori del quotidiano.

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  • the-stray-westworld-plano-critico-600x400

    La nostra memoria è ciò che distingue come essere umani?

    Questo dubbio non solo è la chiave di lettura principale della 3° puntata di Westworld, ma anche una prospettiva che potrebbe rivelarsi fondamentale nel resto della serie. Sicuramente il tema principale del lavoro di Jonathan Nolan, nella metafora del rapporto tra uomini e macchine, è la ricerca dell’identità personale per capire chi siamo, e in questa ricerca, forse vana, forse impossibile, la memoria è l’arma più importante che abbiamo.

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  • Senza iniziare con troppi giri di parole, dico subito The Birth of a Nation rientra nella classica categoria di film di cui è difficile, se non impossibile sotto diverse angolature, parlarne davvero male. E attenzione, non è una questione di forzato politicamente corretto come potrebbero credere molti, ma semplicemente una constatazione del fatto che tali storie contengono e sprigionano una forza emotiva a cui non si può rimanere indifferenti.

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  • Il dilemma è vecchio e naturalmente privo di qualsiasi soluzione: al cinema, è meglio la verità all’interessante, o viceversa? Anche a causa del nostro vecchio glorioso cinema italiano, il realismo è diventato la chiave di volta per colpire nel segno le emozioni degli spettatori, ma quando è troppo si rischia di cadere nel documentaristico e dimenticare che il cinema, non essendo la vita vera, ha bisogno di nutrirsi di finzioni e voli pindarici, pur rapportati a storie piccole e quotidiane, per marcare una linea di differenza.

    Manchester by the Sea, grazie ad una sceneggiatura magistrale del suo autore Kenneth Lonergan, è un film che risponde a quel dilemma nel mondo più semplice ed efficace possibile: sceglie di raccontare il realismo, la verità umana, usando però i trucchi fondamentali che solo il cinema ha a disposizione a differenza di tutti gli altri medium, cioè recitazione, montaggio, narrazione non lineare.

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  • Non c’è dubbio che un film come Moonlight avrà un effetto molto più dirompente, soprattutto dal punto di vista sociale, per un pubblico americano rispetto a quello nostro italiano.

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  • ALL THAT JAZZ

    “Se muoio, mi dispiace per tutte le brutte cose che ti ho fatto. Se sopravvivo, mi dispiace per tutte le brutte cose che ti farò”

     

    Lo sapevo sarebbe arrivato questo momento. Quando ho avuto idea di fare questa lunga e personalissima classifica oltre 9 mesi fa, sapevo che prima o poi avrei dovuto parlare del mio preferito. E credetemi, paradossalmente è difficilissimo: dovrebbe essere semplice parlare del film che più si ama, dopotutto sono tanti i motivi che spingono a sceglierlo come il preferito, si dovrebbero esporre con gioia, però essendo una scelta ovviamente del tutto emozionale, la cosa più difficile da fare è sempre mettere per scritto le proprie emozioni più viscerali.

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