BASTARDI
PER LA GLORIA

  • In pochissimo tempo è già diventato per tutti Batman nell’immaginario collettivo, ma oltre i film per l’universo cinematografico DC Ben Affleck non ha dimenticato il vero segreto che lo ha riportato in auge negli ultimi anni: la regia.

    Dietro la macchina da presa Affleck infatti ancora non ha sbagliato un film, e ora dopo il trionfo di Argo condito da valanghe di premi torna alla regia con Live by Night, tratto dall’omonimo romanzo di Dennis Lehane (edito in Italia col titolo “La Legge della Notte“). Il film, in cui Affleck è pure protagonista come suo solito, è un gangster noir ambientato negli Stati Uniti durante il Proibizionismo: parla del figlio del capitano della polizia di Boston che va a vivere in Florida, dove inizia con il contrabbando di alcol e finisce con il diventare un fuorilegge. Nel cast anche Brendan Gleeson, Zoe Saldana, Elle Fanning, Sienna Miller, Chris Cooper, Scott Eastwood.

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  • Ogni grande autore vive sempre un periodo strano bellissimo, ovvero quello in cui è fermo e ci si chiede sempre intorno a lui “quale sarà il suo prossimo progetto” e poi, dal nulla, esce fuori la notizia e l’eccitazione improvvisamente esplode.

    La sorte ora tocca a Alfonso Cuaron.

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  • Riassunto delle puntate precedenti: il 29 agosto, senza annuncio, ma soprattutto senza una parola al proposito di accompagnamento, Ben Affleck rilascia su tutti i suoi social media personali (facebook, twitter, instagram) un video di appena 30 secondi, ovvero il seguente:

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  • Volete un bel melodramma per piangere? Contenti voi, e allora eccovi servito il trailer di Collateral Beauty.

    Diretto da David Frankel, il film è la storia di un uomo la cui figlia muore e per far fronte al nuovo odio nei confronti della vita che gli scorre nelle vene, quasi come se fosse una terapia, inizia a scrivere lettere al Tempo, all’Amore e alla Morte: un giorno però, incredibilmente, i destinatari delle sue lettere gli si presentano davanti in carne e ossa.

    Oltre i fazzoletti, c’è un grande cast: Will Smith, Helen Mirren, Kate Winslet, Keira Knightley, Edward Norton, Naomie Harris e Michael Peña.

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  • Come dicevo ieri, i giudizi dei critici non rispecchiano mai quelle delle giurie dei vari festival, che nonostante le provenienze geografiche e più disparate sensibilità artistiche quando si tratta di premi, risucchiati dal loop di dover vedere e giudicare 20 film in soli 10 giorni senza molto tempo di riflessione, finiscono per favorire l’inatteso (o meglio, lo snobismo più atteso).

    Insomma, come a Cannes quando nessuno pensava che uno come George Miller potesse premiare il cinema di Ken Loach, anzi ora la mano chi pensava che Sam Mendes potesse apprezzare i film oceanici di Lav Diaz.

    Ma prima di ogni ulteriore commento, questo il palmares finale di Venezia 2016:

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  • La mia prima esperienza al Festival di Venezia come addetto stampa, e di conseguenza la prima anche di questo blog, passa agli archivi. Una meravigliosa esperienza dal punto di vista personale e soprattutto cinematografico, con giornate ricche di film naturalmente anche brutti ma soprattutto belli, molto belli, con quel sapore speciale dell’anteprima mondiale, il piacere della scoperta, la consapevolezza che potresti non vederli più considerando le discutibili uscite italiane.

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  • badbatch_01

    Per una volta, partiamo subito dai diretti giudizi finali: The Bad Batch non è sinceramente un gran film, ma ha l’enorme pregio di esser nato e poi realizzato con un’idea, visiva e ideologica. Sembra strano a dirsi, ma credetemi, questo è un elemento che pochi film hanno, e forse l’unico in grado di creare vero cinema, a prescindere dalla qualità finale.

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  • Forse, se volessimo trovare un altro e reale protagonista di Jackie, direi che il ruolo spetta a quel bel vestito rosa. Puramente rosa, come la carnagione di un bambino, rosa come l’umanità basilare, rosa che contrasta con lo scuro dei vestiti dei politici e con l’angelico chiarore delle pareti di ospedali e Casa Bianca.

    Un vestito rosa però, perpetuamente, imbrattato di sangue, una macchia che va oltre il vestito, arriva fino sotto pelle, e non abbandona più quel corpo che ne ha sentito lo sporco invadente calore. Ecco, una semplice immagine, ma efficacissima nel descrivere immediatamente la perdita dell’innocenza.

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  • In effetti, quante volte al cinema si è vista una storia di gemelli siamesi?

    Già questo, è da solo un fondamentale elemento di originalità. Aggiungiamoci poi che Indivisibili è un film diretto da Edoardo DeAngelis, una delle voci più interessanti nel panorama del nuovo cinema italiano, e la gioia non può che essere enorme.

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  • Estrapoliamo, stretta alla radice, la trama e il suo progresso narrativo: un uomo semplice fa gravi sbagli, paga per i propri peccati, ha una nuova chance per rifarsi una vita, ma nel tragitto incontra inevitabilmente tanti personaggi o situazioni che cercano di farlo ricadere nell’errore, fino all’autodistruzione di tutto e tutti.

    Sì, è una storia già vista e rivista al cinema quella delle seconde possibilità e del riscatto personale.

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