BASTARDI
PER LA GLORIA

  • tommaso-6-high

    Indubbiamente, chi prima del Festival di Venezia ha frettolosamente bollato questo film come “Kim Rossi Stuart e le donne” ha capito poco. Perché in realtà Tommaso, oltre ad essere l’inevitabile specchio dell’anima del proprio autore, anche se non sappiamo dove comincino e terminino le somiglianze con l’esperienza autobiografica di Kim Rossi Stuart, è la seduta di terapia di un uomo pieno di paure. E come tutti gli incontri con lo psicologo, esistono sedute buone e sedute negative.

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  • cq5dam.web.738.462

    Oltre la trama in sé, se dovessi trovare una vera tematica collante del film direi che Piuma parla di immaturità: quella di due ragazzini di fronte all’arrivo di una figlia inattesa, quello dei genitori che sono bambini troppo cresciuti di fronte ai problemi della vita, e in un certo senso….anche l’immaturità cinematografica di una pellicola non riuscita, purtroppo.

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  • hacksaw-ridge-movie

    Ad un certo punto, Hacksaw Ridge sembra il film più convenzionale del Mel Gibson regista. Non che abbia mai fatto film innovativi o rivoluzionari narrativamente (se escludiamo l’uso del linguaggio, ovviamente), ma per buona parte il Hacksaw Ridge sembra la conica e piuttosto piatta storia dell’eroismo in guerra.

    Poi pian piano non solo il focus tematica cambia, ma arrivano soprattutto le linee guida di Gibson: violenza e religione. Nulla più sottile, il sangue le nefandezze della guerra sono spiattellate in faccia allo spettatore, l’incrollabile importanza della fede diventa lampante con simbolismi fin troppo chiari.

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  • Quando al giorno d’oggi andiamo a vedere un western, una cosa è sicura: non ci troveremo davanti un western. Non è una battuta, ma la verità del cinema moderno, che del genere quintessenziale della settima arte ha già realizzato qualsiasi possibile rivisitazione, rilettura e decostruzione. Il regista olandese Martin Koolhoven è solo l’ultimo in ordine di tempo a prendere ambiente e scenari del western per raccontare assolutamente altro, e la carica del genere – in questo caso più vicino a Peckinpah che non a Leone o Ford, diciamolo subito – è una marcia in più.

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  • Forse sarà l’età, forse saranno i temi trattati in passato mai leggeri che alla lunga creano un peso interiore non indifferente, forse saranno i tempi difficili che viviamo (soprattutto per un autore francese), ma Francois Ozon giunto al suo 16° lungometraggio non è mai stato così delicato prima d’ora.

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  • the-bleeder

    Tutti conoscono la meravigliosa storia di Rocky Balboa grazie all’immortale film con Sylvester Stallone. Inoltre, praticamente tutti credono che quella bellissima storia sia uno spunto della creatività di Stallone, ma il realtà l’attore la prese dal più classico delle “tratto da una storia vera”.

    Sì, alla fine Rocky Balboa è esistito veramente, ed il suo nome è Chuck Wepner.

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  • nocturnal-animals-amy-adams

    Amore, violenza, pentimento, insoddisfazione, virilità. Basterebbe uno solo di questi temi per creare una storia cinematografica, ma Tom Ford decide di prenderli tutti, affamato ed impaziente di tornare al cinema a 7 anni dalla sua prima e finora unica regia, quel A Single Man che fu un meritatissimo successo.

    Animali Notturni racconta tutti i sentimenti finora citati con lo stile impeccabilmente elegante di Ford, il famoso stilista del marchio Gucci che sinceramente pare masticare cinema da decenni come fosse il suo primo mestiere. Ma la bulimia tematica e narrativa del film, un racconto nel racconto dai toni completamente diversi, fatica a reggere costantemente la propria ambizione.

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  • ARRIVAL

    La fantascienza è uno dei pochi generi cinematografici attraverso il quale si può sempre innovare ed essere originali nell’approccio e nelle storie da raccontare. Ma, paradossalmente, con la fantascienza al cinema si è già visto di tutto, specialmente nel sottogenere delle invasioni aliene.

    Ci voleva quindi Denis Villeneuve, l’autore adesso maggiormente sulla cresta dell’onda e che, con la quota finora di un film all’anno, non sta sbagliando un solo colpo e pare incapace di fare film mediocri, per provare un approccio nuovo, tanto semplice all’apparenza quanto originale decisivo nell’utilizzo: quello scientifico.

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  • The-Light-Between-Oceans-Trailer

    Avete presente quando si chiede, spesso senza motivo e all’improvviso, quale è la scena preferita del film appena visto? Come se un film da mediamente due ore possa essere ridotto ad una scena di minuto.

    Eppure, talvolta, capita che una singola sequenza possa rovinare un intero film, specialmente se quest’ultimo già nella sua interezza non si presenta come un’opera indimenticabile.

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  • lalalandaudition

    Che a Damien Chazelle piacciano i musical di Gene Kelly e Stanley Donen, direi che è assodato.

    Che Emma Stone e Ryan Gosling, oltre ad essere singolarmente fenomenali, abbiano una chimica scenica stratosferica, è ugualmente piuttosto assodato.

    Mettendo insieme tutti questi elementi, era davvero difficile fare un brutto film, o peggio ancora un qualcosa di scialbo. La La Land invece non solo non è scialbo, ma è una delle opere più energiche, solari e ottimiste degli ultimi tempi, e lo è pur affrontando di petto i problemi della vita senza seppellirli sotto le canzoni, anzi facendone il punto nevralgico della storia.

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