BASTARDI
PER LA GLORIA

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    Come tradizione a sole 24 ore dagli Oscar, sempre a Los Angeles, si sono svolti gli Independent Spirit Awards 2016, il premio più importante del cinema indipendente, e quest’anno a trionfare con tre premi pensati è stato Spotlight. Hanno detto la loro pure Room con due premi (e Brie Larson è una delle poche vittorie della serata che dovrebbe replicarsi anche agli Oscar) e sempre con due premi, per gli attori, Beasts of No Nation.

    Come leggiamo i premi in vista degli imminenti negli Oscar? La relazione tra i due premi è piuttosto strana: dalla prima edizione degli Spirit Awards datata 1985 fino al 2011 c’è stato un solo vincitore in comune (Platoon); dal 2011 allo scorso anno ben 3 vincitori su 4 hanno poi vinto pure Miglior Film agli Oscar. La prova che il cinema indipendente ha definitivamente conquistato l’Academy e un bel segnale per Spotlight, che non ritorna affatto il favorito, ma dimostra di essere ancora un film vivo e con possibilità.

    Nel dettaglio di seguito, tutti i vincitori della serata in tutte le categorie: (altro…)

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    Ci siamo, manca pochissimo alla notte degli Oscar ed oggi è il momento di commentare, motivare ed analizzare tutti i nostri pronostici ed i possibili scenari.

    Di tutto questo e altro parliamo nel 14° appuntamento del nostro Oscar Talk. Il sottoscritto Emanuele D’Aniello e Simone Fabriziani di AwardsToday, che come sempre ringrazio sentitamente, vi tengono compagnia per parlare solo ed esclusivamente della stagione dei premi, una prima assoluta nel web italiano.   (altro…)

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    Ci siamo, è il momento decisivo. Abbiamo iniziato a fare pronostici addirittura a fine agosto, quindi sono ben 6 mesi che parliamo di questi film e di questi premi, e col canonico sapore dolceamaro approcciamo i pronostici finali per i premi Oscar che si terranno a Los Angeles nella notte italiana di domenica 28 febbraio.

    E questi sono Oscar tutti da gustare, incertissimi in tante categorie anche principali. Noi cerchiamo di capire cosa potrebbe succedere, cercando soprattutto di non fare brutta figura (ma dopotutto i pronostici li sbaglia solo chi ha il coraggio di farli).

    A gettare i sassi nello stagno trovate come sempre il sottoscritto, l’altro fidato collaboratore del blog Valerio Carta, e naturalmente anche Simone Fabriziani di AwardsToday.blogspost.it con cui coroniamo la collaborazione di questa stagione dei premi. Vedremo e vedrete lunedì chi tra di noi avrà fatto meglio! (altro…)

  • DEADPOOL

    Boh.

    Eh, lo so, però boh.

    Sono consapevole che aprire così una recensione, in maniera del tutto inusuale – ma a questo punto in linea col film di cui parlo – e probabilmente stupida non è il massimo. Però ecco…..ancora boh. (altro…)

  • Ora tutti vi diranno che Lo Chiamavano Jeeg Robot è un film come non sono mai stati visti e mai fatti prima in Italia. Ed è verissimo, solo non per i motivi che molti pensano.

    Perché Gabriele Mainetti, uno che si nutre fin da giovanissimo di pane e cinema, non ha realizzato un film di supereroi all’italiana, ha realizzato semmai un autentico film di genere italiano- con mezzi, ambizioni e soggetti diversi – di quelli che si facevano una volta e sono stati per decenni un nostro vanto imitatissimo all’estero. Sì, dentro c’è un supereroe, ma di fumettoso a parte l’origine dei potere ed il finale c’è pochissimo (cosa che invece provava a fare, fallendo e toccando il ridicolo, Il Ragazzo Invisibile di Salvatores). (altro…)

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    Pirotecnici e adrenalinici pop-corn movies, film d’autore, opere in costume, piccoli gioielli indipendenti, cartoni animati, spassose commedie, sicuri candidati agli Oscar, sorprese inaspettate: tutto questo e molto altro ci aspetta al cinema nel 2016. Dopotutto, con molte uscite che arrivano nelle nostre sale in ritardo rispetto ai paese d’origine, possiamo permetterci anche ora di iniziare a parlare dei film che più attendiamo nei prossimi mesi.

    Dopo aver visto prima i blockbuster  e poi i film indipendenti, passando per le commedie, e aver letto la prima lista di film imperdibili, oggi c’è l’ultima tappa del nostra speciale.

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    Pirotecnici e adrenalinici pop-corn movies, film d’autore, opere in costume, piccoli gioielli indipendenti, cartoni animati, spassose commedie, sicuri candidati agli Oscar, sorprese inaspettate: tutto questo e molto altro ci aspetta al cinema nel 2016. Dopotutto, con molte uscite che arrivano nelle nostre sale in ritardo rispetto ai paese d’origine, possiamo permetterci anche ora di iniziare a parlare dei film che più attendiamo nei prossimi mesi.

    Dopo aver visto pochi giorni fa i blockbuster  e poi i film indipendenti, poi le commedie e l’animazione, passiamo oggi ad approfondire i titoli che nessun appassionato vero di cinema può lasciarsi scappare.

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  • Il documentario Fuocoammare di Gianfranco Rosi, che racconta la tragedia dei migranti a Lampedusa, ha vinto l’Orso d’oro al Festival di Berlino 2016.

    Una grandissima notizia, non solo per l’importanza del tema narrato e del palcoscenico in cui ha trionfato, ma soprattutto per la grande continuità di risultati recenti dei nostri film nei maggiori festival internazionali: a Berlino è la seconda vittoria in quattro anni (nel 2012 vinsero i fratelli Taviani) e per Rosi è un nuovo primo premio dopo il Leone d’oro di tre anni fa: avendo ora vinto a Venezia e Berlino, Rosi entra nel ristrettissimo e prestigiosissimo gruppo dei grandi registi che hanno ottenuto tale doppietta (con lui ci sono Robert Altman, Zhang Yimou, Jafar Panahi, Henri-Georges Clouzot, Satyajit Ray, John Cassavetes, Ang Lee). Insomma….quando un tentativo con Cannes? (altro…)

  • Tanto anche se ci opponiamo all’idea dobbiamo sempre rassegnarci: se uno studio vuole toccare una proprietà sacra a distanza di anni e farci un nuovo film, che lo vogliamo o no lo faranno lo stesso. L’unica che possiamo fare è sperare sia il miglior film possibile.

    E se la Disney ora decide di voler realizzare il sequel (!?!?) di Mary Poppins, dobbiamo solo sperare che scelgano qualcuno all’altezza dell’eredità infinita di Julie Andews in quel ruolo. E la scelta, fortunatamente, è caduta su una delle poche attrici in grando di essere immaginata benissimo e con grande grazia in quel ruolo: Emily Blunt.  (altro…)

  • Voglio togliermi subito l’ingombrante paragone e citarlo fin dalla prima riga: sì, Spotlight ha chiaramente come nume tutelare Tutti gli Uomini del Presidente, ma quale film di genere giornalistico non anela quel livello? E’ un paragone che troverete, fino alla nausea, in praticamente tutte le recensioni ma, seppur giustissimo, è quasi riduttivo per Spotlight, un film che certamente ha l’impianto del genere e tutti i meccanismi perfettamente oliati e riconoscibili, ma non sarebbe comunque così efficace se non ci fosse il tocco essenziale dell’umanismo di Tom McCarthy.

    Il regista e sceneggiatore in tutti i suoi film, da The Station Agent a oggi, passando per L’Ospite Inatteso, tiene sempre al centro dell’attenzione i personaggi ed il loro lato più vero, sempre con grande semplicità e nitidezza. Una delicatezza dirompente, se mi passate l’ossimoro, in grado di toccare le corde giuste dell’emozione senza mai esagerare di una frequenza col tono generale.  (altro…)