
Da dichiarazioni e interviste varie, è piuttosto ovvio intuire il nome di chi sia il più grande fan di Quentin Tarantino sulla faccia della Terra: ma lo stesso Quentin Tarantino, appunto.
E’ uno che quando passano i propri film in tv si ferma e li riguarda, si auto-cita nelle proprie opere, fa classifiche dei suoi stessi personaggi e delle sue stesse scene, ha iniziato a numerare i propri lavori perché vuole terminare la carriera con 10 film girati per non sprecare il buon lavoro fatto, ed è pure a conoscenza che per tutti il suo peggior film è Death Proof, e gli sta bene così. Il concetto chiave è appunto “consapevole di sé stesso e del proprio cinema” e nessuno lo è come lui. Ammettiamolo, è uno dei pochissimi autori per cui non diciamo “vado a vedere questo film” ma piuttosto “vado a vedere Tarantino” e lui lo sa benissimo, gli piace e ci gioca tantissimo.
Tutto questo, come mai prima d’ora in oltre 20 anni di carriera, lo troviamo nel suo nuovo monumentale lavoro The Hateful Eight: in un certo senso western, per un altro verso giallo da camera, con un’altra prospettiva ancora spettacolo teatrale in via di definizione, The Hateful Eight è essenzialmente 3 ore di Quentin Tarantino che si masturba guardandosi allo specchio. (altro…)