BASTARDI
PER LA GLORIA

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    Tra il commento ai SAG awards e le analisi post DGA Awards, tra i pronostici ai Bafta e le risposte alle vostre domande, ecco a voi la puntata più lunga mai fatta finora (non avete paura, dopotutto potete sentirla anche in più parti in diversi momenti o giorni).

    Di tutto questo e altro parliamo nel 12° appuntamento del nostro Oscar Talk. Il sottoscritto Emanuele D’Aniello e Simone Fabriziani di AwardsToday, che come sempre ringrazio sentitamente, vi tengono compagnia fino a fine febbraio per parlare solo ed esclusivamente della stagione dei premi, una prima assoluta nel web italiano.   (altro…)

  • Julieta

    Chi non ha questo film almeno nella propria Top Ten di film più attesi per il 2016 non merita di essere chiamato cinefilo. Qui si parla di Pedro Almodovar, e soprattutto del suo ritorno al cinema maturo e di memoria – ovviamente tutto al femminile, ça va sans dire – che lo ha reso uno dei più grandi autori internazionali.

    Ecco quindi il trailer di Julieta, il nuovo film di Almodovar che racconta la tumultuosa storia di una donna lungo 30 anni, dal 1985 al 2015. In Spagna uscirà ad aprile, speriamo di non dover attendere troppo pure noi.    (altro…)

  • Come ogni anno, in America il Superbowl di football è l’evento sportivo e mediatico per antonomasia, ma ormai da diverso tempo lo è anche per i cinefili: essendo infatti la trasmissione più vista, gli studios fanno a gara per comprare spazi pubblicitari per mostrare ad un pubblico enorme i blockbuster più attesi.

    E anche quest’anno sono passati tanti e ottimi trailer, e soprattutto uno ha la nostra piena attenzione: il primo look a Jason Bourne, 5° capitolo della saga e ritorno per Matt Damon e il regista Paul Greengrass. (altro…)

  • Alejandro G. Inarritu

    E sorpresa fu, regalandoci la corsa all’Oscar più incerta possibile, forse anche più di quella stranissima di due anni fa.

    Iniziamo dalle notizie e dai dati, prima di lanciarci dopo il break in lettura di statistiche, elucubrazioni e analisi: Alejandro G. Inarritu ha vinto il Director’s Guild Awards 2016 per la regia di The Revenant, è la prima volta nella storia che un regista vince due anni di fila (trionfò lo scorso anno con Birdman) e solo la quarta volta nella storia che, alla vigilia degli Oscar, i PGA e i DGA e i SAG sono andati ognuno a un film diverso. Ci divertiremo.  (altro…)

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    Pirotecnici e adrenalinici pop-corn movies, film d’autore, opere in costume, piccoli gioielli indipendenti, cartoni animati, spassose commedie, sicuri candidati agli Oscar, sorprese inaspettate: tutto questo e molto altro ci aspetta al cinema nel 2016. Dopotutto, con molte uscite che arrivano nelle nostre sale in ritardo rispetto ai paese d’origine, possiamo permetterci anche ora di iniziare a parlare dei film che più attendiamo nei prossimi mesi.

    Iniziamo a sfogliare questa gigantesca preview, nella prima tappa, con i titoli più commerciali amatissimi dal pubblico e che rappresentano il vero traino degli incassi globali: in una parola, i blockbuster. (altro…)

  • George Clooney regista, per me, è uno dei più grandi enigmi del cinema moderno: è bravo, è sempre interessante, sceglie sempre storie con una rilevanza notevole e buonissimi attori, ma non ha mai realizzato un vero “grande” film. Anche i suoi più riusciti sono buoni, non ottimi. Che tutto possa finalmente cambiare con una sceneggiatura all’altezza?

    E’ la speranza, poiché il suo prossimo film da regista sarà Suburbicon, scritto dai fratelli Coen (che tra l’altro per un periodo di tempo hanno anche pensato di dirigere il loro copione). (altro…)

  • Zero Dark Thirty, Kathryn Bigelow

    A quattro di distanza dal suo ultimo film, era ora che Kathryn Bigelow tornasse in pista per un nuovo attesissimo progetto. Per la verità non è rimasta mai ferma, ma anzi ha corteggiato diversi progetti che non si sono materializzati concretamente, tutti nel genere di guerra/terrorismo che l’ha portata alla ribalta recentemente. (altro…)

  • Da dichiarazioni e interviste varie, è piuttosto ovvio intuire il nome di chi sia il più grande fan di Quentin Tarantino sulla faccia della Terra: ma lo stesso Quentin Tarantino, appunto.

    E’ uno che quando passano i propri film in tv si ferma e li riguarda, si auto-cita nelle proprie opere, fa classifiche dei suoi stessi personaggi e delle sue stesse scene, ha iniziato a numerare i propri lavori perché vuole terminare la carriera con 10 film girati per non sprecare il buon lavoro fatto, ed è pure a conoscenza che per tutti il suo peggior film è Death Proof, e gli sta bene così. Il concetto chiave è appunto “consapevole di sé stesso e del proprio cinema” e nessuno lo è come lui. Ammettiamolo, è uno dei pochissimi autori per cui non diciamo “vado a vedere questo film” ma piuttosto “vado a vedere Tarantino” e lui lo sa benissimo, gli piace e ci gioca tantissimo.

    Tutto questo, come mai prima d’ora in oltre 20 anni di carriera, lo troviamo nel suo nuovo monumentale lavoro The Hateful Eight: in un certo senso western, per un altro verso giallo da camera, con un’altra prospettiva ancora spettacolo teatrale in via di definizione, The Hateful Eight è essenzialmente 3 ore di Quentin Tarantino che si masturba guardandosi allo specchio. (altro…)

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    Altro che Oscar. Altro che Golden Globes. Altro che Telegatto. Questa signori e signore è la sesta edizione dei temutissimi e ambitissimi Bastardi Awards! Attraverso tante pagine e tante categorie siamo pronti a premiare il meglio del miglio del cinema visto nel 2015 senza esitazioni, compensazioni o giochi politici. Qui possiamo essere un po’ meno imparziali, votiamo semplicemente con i nostri gusti personali.

    Dal film agli attori, dai poster alle commedie, dalle migliori scene alle delusioni, dai personaggi ai trailer…aiutateci nelle prossime pagine a consegnare i premi della VI° edizione dei Bastardi Awards!

    Bastardi Awards 2010
    Bastardi Awards 2011

    Bastardi Awards 2012
    Bastardi Awards 2013
    Bastardi Awards 2014

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  • Birth Of A Nation

    Si è concluso anche il Sundance Film Festival 2016, come sapete la più famosa e importante rassegna mondiale del cinema indipendente, una vetrina da cui escono titoli sempre notevoli poi acquistati anche dalle grandi compagnie. Non a caso da molto tempo capita che un film esce dal Sundance e poi lavora tutta l’anno fino ad arrivare alla stagione dei premi con l’Oscar, in pratica con visibilità da gennaio al gennaio successivo (quest’anno è toccato a Brooklyn, lo scorso anno a Boyhood, due anni fa Whiplash per fare gli esempi più recenti).

    E quest’anno a trionfare nelle fredde sale dello Utah, vincendo sia il premio della giuria che il premio del pubblico (una doppietta che fece proprio Whiplash) è stato il chiacchieratissimo Birth of a Nation, film oltretutto acquistato dalla Fox Searchlight per la cifra record di 17.5 milioni: insomma, segnatevi questo titolo, ne sentiremo parlare parecchio probabilmente.  (altro…)