BASTARDI
PER LA GLORIA

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    Torniamo ad analizzare le tante ed interessanti categorie dei prossimi Oscar tra tanti titoli e pronostici, gettando uno sguardo all’AFI Fest e al nostro Festival di Torino. Oltretutto, scaldano i motori i Golden Globes con molti dubbi posizionamenti dei film tra drammi e commedie.

    Di questo e di tanto altro parliamo nella 4° puntata del nostro Oscar Talk! Come sempre il sottoscritto Emanuele D’Aniello e Simone Fabriziani di AwardsToday, che ringrazio sentitamente, vi tengono compagnia da qui fino a fine febbraio per parlare solo ed esclusivamente della stagione dei premi, una prima assoluta nel web italiano(altro…)

  • Solitamente, i migliori film di guerra sono quelli che non raccontano strettamente la guerra. E quindi la prima operazione che Cary Fukunaga fa col suo Beasts of No Nation, pur immerso in scenari perennemente bellici, è quella di sradicarlo completamente dal genere e usare lo sfondo come pretesto per raccontare la più brutale e viscerale storia di formazione vista recentemente – e vado stretto – al cinema.  (altro…)

  • Finding Dory

    Nei nostri cinema arriverà nel settembre 2016, ma intanto nell’attesa possiamo gustarci il primo teaser trailer di Alla Ricerca di Dory, sequel del film campione d’incassi Alla Ricerca di Nemo del lontano 2003: stavolta a dover cercare la via di casa è appunto Dory, la simpatica amica di Nemo e suo padre, la quale improvvisamente ricorda le proprie origini.

    Ormai anche la Pixar è entrata nella strada dei sequel, ma perlomeno questo film è stato ideato dallo stesso team dietro al primo capitolo, a cominciare dal regista/sceneggiatore Andrew Stanton, tornato all’animazione dopo il flop colossale di John Carter(altro…)

  • Suburra è l’ennesima conferma della tesi che sostengo ormai da tempo: al cinema italiano contemporaneo non mancano i grandi autori, abbiamo davvero tanti bravi registi e alcuni di primissimo livello, ma mancano i grandi sceneggiatori del passato.

    Non voglio togliere ovviamente nulla a Sandro Petraglia e Stefano Rulli, i due sceneggiatori di Suburra la cui filmografia, ricca di grandi titoli fin dai primi anni ’80, parla da sola, ma solo dire di avere la netta sensazione che i registi italiani di nuova generazione scelgano di narrare visivamente i loro film (Sollima ora, Cupellini in Alaska, ma purtroppo lo fa spesso pure Paolo Sorrentino) relegando la scrittura a mero accessorio strutturale, e quest’ultima finisce quindi per essere inevitabilmente scadente. (altro…)

  • Partiamo da un assunto essenziale: Alaska è un film vivo, che brama la vita e l’energia del vivere sotto tutte le sue sfaccettature, anche le più tragiche. E’ un film che, come i suoi personaggi, non vuole fermarsi mai, non accetta di spegnersi e riflettere nemmeno per un secondo, non si arrende di fonte all’inevitabile logica. Che il regista Claudio Cupellini impianti una tale urgenza di azione in un film che, fondamentalmente, è un purissimo melodramma, è sicuramente ammirevole.

    Che poi tale scelta faccia bene alla creazione del film, o invece assuma sempre di più, minuto dopo minuto, scena dopo scena, la forma di una macchina lanciata a 300 all’ora verso un burrone, senza voglia alcuna di frenare, questo è un altro discorso, ma decisivo. (altro…)

  • Ormai lo sapete tutti, gli adattamenti di grandi fiabe in live action action è la moda del momento a Hollywood, assolutamente corroborata dai notevoli incassi, c’è da dire (con le dovute eccezioni, tipo Pan). Di conseguenza non solo la Disney sta attingendo a piene mani da questo serbatoio, ma anche altre grosse compagnie.

    Da mesi la Universal ha annunciato un adattamento in live action di La Sirenetta dalle pagine di Hans Christian Andersen, e ora arriva la notizia ufficiale che la giovane ma già famosissima Chloe Moretz sarà la protagonista. (altro…)

  • Tre anni fa stravinse Amour. Due anni fa ci fu il trionfo nostrano con La Grande Bellezza. Lo scorso anno la vittoria toccò a Ida. Insomma, come avrete facilmente intuito, gli European Film Awards recentemente sono diventati il viatico privilegiato per pronosticare l’Oscar al film straniero. Quest’anno invece non sarà così, molto probabilmente: il grande favorito, l’ungherese Son of Saul, non è stato candidato agli EFA per un disguido legato agli screeners, e quindi la giuria non lo ha valutato.

    Con una gara quindi apertissima, gli European Film Awards 2015, l’equivalente degli Oscar per il cinema europeo per intenderci, confermano la salute del cinema autoriale italiano iniziata al festival di Cannes. (altro…)

  • Snoopy & Friends (sinceramente ancora non ho capito quale è il titolo definitivo in italiano) è il classico film per cui si va al cinema, pronti alla visione, con i canonici piedi di piombo. C’è tantissima attesa – chi diavolo non ama i Peanuts? Solo i cuori di pietra che non hanno avuto un’infanzia, probabilmente – ma al tempo stesso anche tantissimo terrore, perchè quei personaggi e le loro storie hanno uno spirito tutto particolare.

    Ma la forza di tali personaggi, fortunatamente, è proprio quella di essere trascendentali, intergenerazionali, universali. Anche a 15 anni dalla morte di Schulz, anche in computer graphic e 3D, Snoopy & Friends convince pienamente. (altro…)

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    Ci siamo ragazzi: a riprova dell’inizio della stagione dei premi che, pur non sembrando, è davvero entrata nel vivo, è la stessa Academy a svegliarsi.

    Come ogni anno, molto prima dell’inizio ufficiale delle votazioni, nelle varie categorie l’Academy rilascia una shortlist di titoli ammessi al giudizio dei vari membri. La prima sezione sotto esame è quella legata al film d’animazione, e ora abbiamo ufficialmente i 16 titoli ammessi. Di seguito la lista, senza alcuna sorpresa: (altro…)

  • Freeheld è un film che si muove, volontariamente, in costante e precario equilibrio verso il disastro. Da un lato accetta la sfida di mischiare il film sulla malattia al film sociale, un connubio che potrebbe portare a risultati a dir poco stucchevoli e fin troppo manipolatori verso le emozioni degli spettatori; dall’altro decide di abbracciare gli stereotipi, che siano per i personaggi positivi – gay coloratissimi – o figure negative – i classici bigotti religiosi – per portare avanti un preciso e nettissimo discorso.

    E sapete una cosa? In questo rischio assolutamente voluto Freeheld riesce a convincere, a lanciare un messaggio efficace, a rimanere in piedi, perché a dispetto di tutto è un film che sa esattamente cosa vuole dire o fare.

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