BASTARDI
PER LA GLORIA

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    Altro che Oscar. Altro che Golden Globes. Altro che Telegatto. Questa signori e signore è la prima edizione dei temutissimi e ambitissimi Bastardi Awards! Attraverso tante pagine e tante categorie siamo pronti a premiare il meglio del miglio del cinema visto nel 2010 senza esitazioni, compensazioni o giochi politici. Qui possiamo essere un po’ meno imparziali, votiamo semplicemente con i nostri gusti personali.

    Dal film agli attori, dai poster alle commedie, dalle migliori scene alle delusioni, dai personaggi ai trailer…aiutateci nelle prossime pagine a consegnare i premi dei Bastardi Awards! (altro…)

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    In questo articolo trovate l’archivio dei podcast realizzati dai vostri Emanuele D’Aniello e Valerio Carta. (altro…)

  • di Valerio Carta

    Arrigo Sacchi sostiene che il calcio sia la cosa più importante delle cose meno importanti. Per certi versi è paradossale che al calcio – lo sport popolare per eccellenza, in grado di attirare nelle sale un cospicuo numero di spettatori – non siano stati dedicati numerosi film. Spesso erroneamente considerato uno sport impossibile da tradurre nel linguaggio cinematografico, il connubio col cinema sin dal dopoguerra è stato fruitore di controversie per le molte e diverse chiavi di lettura che il calcio presenta. Così come il risultato di una partita non può soddisfare allo stesso modo due tifoserie opposte, nel cinema avviene sostanzialmente lo stesso e le aspettative di molti spettatori, desiderosi  di vedere ritratti sul grande schermo i propri sogni e le proprie paure verso una realtà quotidiana che spesso è sfondo di un’intera esistenza, vengono deluse una volta iniziata la proiezione.

    In vista dei Mondiali in Brasile, vogliamo rendere omaggio al rapporto tra calcio e il cinema con dieci film che hanno saputo ritrarre degnamente il mondo del pallone, esaltandone le luci e analizzandone le ombre con narrazioni intelligenti e stimolanti.

    Perché il calcio non è solo il pallone di cuoio che rotola su un campo d’erba. (altro…)

  • di Valerio Carta

    Una società ideale che sorge sulle strade di una metropoli futuristica. Una società in cui l’omicidio è un atto primitivo ormai dimenticato, in cui non esistono ladri, una società che è riuscita a sradicare il caos dal cuore degli uomini. Il perfetto profilo dell’utopia, per definizione, si scontra spesso con la realtà. Prima di prenotare il biglietto per la vostra luna di miele, quindi, è opportuno leggere anche il resto della trama diEquilibrium, film del 2002 scritto e diretto da Kurt Wimmer. Se infatti il profilo delineato poc’anzi è utopico, per arrivare a questo punto la società è stata costretta ad eliminare anche le emozioni, l’arte, l’individualità e la creatività, basi su cui si fonda la sensibilità umana. Il tutto sotto il controllo di un ingannevole tiranno, che sponsorizza l’assunzione quotidiana di una droga che inibisce la capacità dei cittadini di provare emozioni. Ecco, così, che l’utopia si trasforma in distopia. Come nel caso di Equilibrium, il confine tra questi due modelli è spesso piuttosto labile e necessita dell’introduzione di alcuni elementi fantapolitici. Il modo migliore per comprendere ed apprezzare la distopia è quello di analizzare e conoscere l’utopia, in quanto l’una si basa sull’altra e ne afferma il contrario. Solo così si può evitare di confondere altri generi con la distopia, in quanto spesso la fantascienza è il fine e la distopia il mezzo per evidenziare un percorso fantastico dei personaggi (Matrix), oppure, in tutt’altro genere, sono i personaggi ad attraversare un percorso distopico in uno scenario solo parzialmente contaminato dalla deumanizzazione di massa (Arancia Meccanica). (altro…)

  • di Valerio Carta

    Ogni gioco necessita di regole non solo per essere pienamente apprezzato, ma anche per essere definito tale.

    Al fine di non limitarsi all’intrattenimento apparente, ma per proporre riflessioni ad ampio respiro dietro l’azione narrata, un universo di fantasia necessita di ottenere la totale fiducia del fruitore dell’opera. Tale processo creativo, nella vita e nell’arte – dunque nello specchio d’una società creata da uomo a sua immagine – è efficace quando l’artista decide di definire regole chiare. Se la maggior parte dei vecchi personaggi di fantasia sono riusciti a giungere sino ai giorni nostri è perché sono stati posti in un universo nel quale la differenza tra il possibile e l’impossibile è ben marcata, convenzionati in una misura tale da consentire ai nuovi artisti di infrangere le regole con il fine di proporre sconvolgimenti in grado di attrarre spettatori delle nuove generazioni.

    È la legge della conservazione applicata a Batman. (altro…)

  • ARGENTO DARIO

    di Valerio Carta

    Dario Argento non è da definire propriamente un uomo, ma una macchina che corre a 300 all’ora nelle strade di un cinema e di un genere il cui limite di velocità è fissato a 70 km/h. La nazione è l’Italia, celeberrima ai più per aver portato al cinema l’immagine del personaggio che va in banca e non della rapina in banca; il genere è tale, ovvero il genere, tutti quei film strutturati in modo tale da suscitare nel pubblico determinate emozioni. Ci si dimentica talvolta che l’Italia ne è maestra e che la maggior parte dei registi statunitensi di genere divenuti celebri a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 conoscano e citino il nostro cinema più di molti – troppi – italiani. Negli anni ’70 i cinefili di tutto il mondo intravedevano nella scuola italiana il cinema cult per eccellenza, mentre gli Stati Uniti – con l’avvento della generazione della Nuova Hollywood – attraversavano un periodo ricco di produzioni moralmente sensibili. E oggi, per sciagurato destino, gli italiani che lo hanno reso celebre scoprono i film dei loro precursori tramite le produzioni dei vari Quentin TarantinoRobert Rodriguez, Eli RothTim BurtonDavid Lynch. (altro…)

  • Sharknado di Anthony C. Ferrante, con Alex Arleo, Justin Beahm, John Heard, Chuck Hittinger, Aubrey Peeples, Adrian Bustamante, Tara Reid.   USA 2013 (Film Televisivo)

    di Zeno Cavalla

    Il film del momento, con buona pace di grandi attori, sceneggiatori e registi, per non parlare delle case produttrici che si dannano per reperire i fondi necessari per un film di qualità, si chiama Sharknado ed è stato prodotto per la televisione dalla casa di produzione Asylum. Se non ne avete mai sentito parlare, probabilmente non vi collegate a internet almeno da mercoledì. È da allora infatti che questa solenne presa per il culo è andata virale su tutti i principali social network e si è guadagnata articoli sui principali giornali. Non solo: la tensione per questa pellicola, già atteso come un capolavoro del trash, ha spinto la vincitrice di Golden Globe ed ex moglie di Woody Allen, Mia Farrow, e il pluricandidato al Nobel per la letteratura, Philip Roth, a trovarsi per guardarlo assieme e a vantarsene su Twitter. Giusto per prepararvi: Sharknado è un film orogliosamente tamarro, a partire dal titolo, un neologismo composto di “shark”, squalo, e “tornado”. (altro…)

  • VIAGGIO NEL CINEMA DI JOHN CARPENTER

    2° PARTE: IL MAESTRO DELL’HORROR ANTI-CONVENZIONALE

    di Valerio Carta

    Nella cultura popolare dicasi Slasher movie quel sottogenere di film horror che attrae nelle sale cinematografiche milioni di spettatori, generalmente teenagers, per gustarsi l’orrore prodotto da misteriosi assassini armati di coltelli e/o asce che generano il panico tra gli abitanti di cittadine tranquille, sinestesia ma non troppo poiché spesso viene accompagnato da abbondanti dosi di popcorn. (altro…)

  • VIAGGIO NEL CINEMA DI JOHN CARPENTER

    1° PARTE: GLI ANTI-EROI E L’IMPEGNO POLITICO

    di Valerio Carta

    “Il cinema non è per un élite, ma per le masse”, sosteneva Elio Petri, “io credo in un processo dialettico che debba cominciare tra le grandi masse, attraverso i film e ogni altro mezzo possibile”. Troppo spesso pubblico, critica, registi e sceneggiatori si dimenticano che il cinema è l’arte che si serve della narrativa per esaltare diverse percezioni sensoriali, ma anche che il cinema è un fenomeno culturale di elevatissima portata e come tale ha delle conseguenze sul pubblico. Nel cinema americano degli anni ’80 a tantissimi autori provenienti dalla scuola della Nuova Hollywood si affiancavano una moltitudine di produzioni dedite più che altro all’intrattenimento, ricche di effetti speciali e di gag esilaranti e sensazionalistiche, sintomi di un mondo che stava cambiando anche al di fuori del cinema. Erano film spesso distrutti dalla critica, che rimproverava ai registi uno scarso impegno culturale. John Carpenter è stato ed è uno di questi tanti registi. Egli, tuttavia, è stato sempre scevro dalle critiche, poiché è anche uno dei pochissimi ad essere contemporaneamente un autore di grandissimo rispetto, pur non avendo l’eccentricità di David Cronenberg o la vena surrealista di David Lynch. (altro…)

  • di Valerio Carta

    Tra tutti i temi più controversi circa la produzione artistica dell’uomo, il rapporto tra cinema e letteratura è da sempre motivo di grande dibattito. Superficialmente, si può affermare che la “competizione” verta sui due diversi sistemi di comunicazione, parola e immagine, da cui derivano due forme di linguaggio che colpiscono il destinatario del messaggio rispettivamente indirettamente e direttamente. Dalle parole alle immagini si sviluppano diverse strutture narrative per colpire l’emotività di una persona, tuttavia è opportuno specificare che un film non è solo un insieme di immagini in movimento, bensì lo sviluppo di diverse tecniche cinematografiche, a cui si affiancano l’intuito, l’istinto ma soprattutto l’occhio umano. La tecnica cinematografica discende da altre forme d’arte, musica, fotografia, teatro e, irrimediabilmente, letteratura. (altro…)