BASTARDI
PER LA GLORIA

  • noir

    di Valerio Carta

    È opinione comune che il noir appartenga a un preciso modo di fare cinema scomparso con il passare del tempo. Oggi il noir non viene più proposto nella sua forma classica, considerata aulica, ma molti schemi comuni si ripresentano ancora, nascosti nelle intricate trame di alcuni film che possono apparentemente sembrare semplici thriller. Il punto di vista oggettivo su cui esaminare il noir è ancora materia di dibattito tra i critici cinematografici: solitamente il noir viene visto come un sottofilone del genere poliziesco e non come un genere a sé stante. Malgrado questa credenza, vi sono profonde differenze. (altro…)

  • batman-collage

    di Emanuele D’Aniello

    Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di Batman. Esatto, non vedo mani alzate. È impossibile non aver mai visto qualcosa inerente all’uomo pipistrello, il personaggio dei fumetti americani forse più popolare di sempre insieme a Superman (entrambi fanno parte della grande famiglia della DC Comics, la storica rivale della Marvel). Il successo e la fama di Batman non si può spiegare, considerando che parliamo dell’unico personaggio definito supereroe ma che in realtà non ha affatto superpoteri, e non si può raccontare, perché se partissimo dalla fatidica data del maggio 1939 in cui Bob Kane e Bill Finger hanno creato il personaggio non basterebbero un paio di articoli. Ci concentriamo in queste due uscite sulla storia cinematografica del mito di Batman, una storia lunga, difficile, travagliata, controversa, divenuta via via sempre più travolgente e importante. (altro…)

  • batman-collage

    di Emanuele D’Aniello

    Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di Batman. Esatto, non vedo mani alzate. È impossibile non aver mai visto qualcosa inerente all’uomo pipistrello, il personaggio dei fumetti americani forse più popolare di sempre insieme a Superman (entrambi fanno parte della grande famiglia della DC Comics, la storica rivale della Marvel). Il successo e la fama di Batman non si può spiegare, considerando che parliamo dell’unico personaggio definito supereroe ma che in realtà non ha affatto superpoteri, e non si può raccontare, perché se partissimo dalla fatidica data del maggio 1939 in cui Bob Kane e Bill Finger hanno creato il personaggio non basterebbero un paio di articoli. Ci concentriamo in queste due uscite sulla storia cinematografica del mito di Batman, una storia lunga, difficile, travagliata, controversa, divenuta via via sempre più travolgente e importante. (altro…)

  • django

    di Emanuele D’Aniello

    Oggi, 2 maggio 2012, il nostro sito compie un anno esatto di vita, e per ringraziare tutti i nostri lettori vi offriamo come regalo una esclusiva assoluta per il cine-web italiano: la recensione della sceneggiatura di Django Unchained, il prossimo film di Quentin Tarantino. E non poteva essere altrimenti, essendo il nome del nostro sito una chiara citazione del suo precedente lavoro. Il film uscirà in America il 25 dicembre, in Italia è provvisoriamente fissato per il 4 gennaio 2013, quindi come capirete bene quello che state per leggere è SPOILER all’ennesima potenza: non sveleremo il finale della storia e i principali colpi di scena, ma ci addentremo molto nella trama. Quindi, chi non vuole avere alcun tipo di anticipazione sul film, NON prosegua nella lettura. (altro…)

  • La “Trilogia della vendetta” di Park Chan-wook: quando il cinema sudcoreano ha scosso il mondo.

    di Mario Cimmino

    L’inizio del millennio ha segnato, nel mondo del cinema, il periodo d’oro delle produzioni sudcoreane. Cercati dai festival, applauditi dai critici e, in qualche caso, con buoni successi di pubblico, una schiera di registi provenienti dal piccolo paese a metà strada tra la Cina e il Giappone ha conquistato il palcoscenico internazionale. E, abbandonandoci per un attimo al determinismo spaziale, si può curiosamente notare come il cinema sudcoreano degli ultimi due decenni riproponga spesso questo “stare in mezzo” tra i due giganti asiatici. Molti registi sudcoreani hanno costruito i propri film sul ruolo della violenza come fattore di ordine sociale. La rappresentazione senza filtri del dolore, attraverso comportamenti e trame folli agli occhi dello spettatore, ricorda il compiacimento estetico di molti autori giapponesi contemporanei di culto, da Takashi Miike a Takeshi Kitano fino a Shinya Tsukamoto. Ma una propensione più marcata al melodramma e la ricerca ossessiva del lirismo ad ogni inquadratura avvicina l’estetica dei film sudcoreani all’eleganza di molti grandi registi cinesi di oggi come Zhang Yimou e Wong Kar-wai. L’abbraccio tra sentimento e sadismo, accompagnato dalla raffinatezza della messinscena, rimane una delle peculiarità del cinema coreano, sebbene gli ultimi 10 anni abbiano visto una proliferazione quasi senza controllo di film di ogni genere, indice della “globalizzazione” della produzione nazionale e, forse, di una fase di stallo creativo dopo i successi di inizio millennio. (altro…)

  • heaven

    di Emanuele D’Aniello

    Al giorni d’oggi condurre una vita normale, intima e privata è molto difficile. Siamo nell’epoca della globalizzazione, i mezzi di comunicazione impazzano, internet è ovunque, le immagini sono continuamente rubate. Soprattutto per chi fa cinema ed è una personalità pubblica rimanere un fantasma è praticamente impossibile. Ma un uomo ci riesce ancora: Terrence Malick. Se cercate sul web il suo nome, o leggete articoli a lui dedicati, troverete sempre le solite due o tre foto, perché quelle sono le uniche prove che Malick ha un volto come tutti noi. Non esiste un regista così riservato, ritroso, sfuggevole, schivo, addirittura pronto a stipulare accordi precisi per non comparire mai oppure, quando tiene qualche discorso, con la clausola chiara che non ci siano telecamere presenti. Durante l’ultimo Festival di Cannes a sorpresa come per incanto Malick è apparso in teatro durante la proiezione del suo The Tree of Life ma ovviamente in pochissimi lo hanno riconosciuto, e alla fine al momento degli applausi Malick è salito sul palco per stringere le mani ai suoi collaboratori, e l’organizzazione del Festival ha rispettosamente spento le cineprese. Malick è un Omero o Shakespeare moderno, qualcuno nel passato ha messo addirittura in dubbio la sua stessa esistenza. Ma fortunatamente a parlare per lui c’è il suo cinema, le sue pellicole che danno sfogo ad una costante ricerca del senso della vita e una contemplazione estasiata della bellezza del mondo. (altro…)

  • godfather_

    Il Padrino (The Godfather) di Francis Ford Coppola, con Marlon Brando, Al Pacino, Diane Keaton, Robert Duvall, James Caan, Talia Shire, John Cazale. USA 1972

    di Emanuele D’Aniello

    In America esiste il modo di dire “larger then life” letteralmente traducibile come “più grande della vita” per ricordare persone o avvenimenti che vivranno per sempre e sono più grandi, importanti e radicate nell’immaginario collettivo di quanto si possa concepire. Ecco, nell’ambito cinematografico Il Padrino è assolutamente più grande della vita stessa. (altro…)

  • tdkr

    Il Cavaliere Oscuro: il Ritorno (The Dark Knight Rises) di Christopher Nolan, con Christian Bale, Tom Hardy, Anne Hathaway, Marion Cotillard, Joseph Gordon-Levitt, Michael Caine, Gary Oldman, Morgan Freeman, Matthew Modine.   USA 2012

    di Emanuele D’Aniello

    Finalmente ci siamo, e purtroppo già ci manca. Christopher Nolan ci ha fatto attendere quattro lunghi anni (per fortuna nel frattempo ci ha regalato un capolavoro come Inception) ma ora il film più atteso dell’anno è nelle sale, l’ultimo capitolo della trilogia di Batman firmata dal regista inglese. E già questa è una novità assoluta: in un genere come quello fumettistico dominato dal franchise, mai nessuno aveva deciso di realizzare una trilogia, una storia chiusa con un inizio e una fine, invece di una serie di film sempre tutti uguali, e mai nessuna compagnia lo aveva permesso. Nolan si è trovato di fronte una straordinaria opportunità, quella di concludere una saga su un supereroe (scatenando anche nella mente dei fans domande sul possibile destino del protagonista, elemento senza precedenti) avendo la chance di invertire la rotta che vede spesso il terzo capitolo come il più debole di una serie. Possiamo dire, senza ombra di dubbio, che la rotta è stata invertita nella maniera più strabiliante possibile. (altro…)

  • darkknight11

    Il Cavaliere Oscuro (The Dark Knight) di Christopher Nolan, con Christian Bale, Heath Ledger, Aaron Eckhart, Maggie Gyllenhaal, Michael Caine, Gary Oldman, Morgan Freeman.  USA 2008

    di Emanuele D’Aniello

    Where…We…Begin” chiede ad un certo punto del film il Joker. E questa domanda me la faccio anche io adesso: da dove cominciamo? Perché scrivere una recensione del film forse più famoso, citato, importante, amato degli ultimi anni è davvero difficile. Partiamo allora dalle ovvietà e proviamo a rompere il ghiaccio: il secondo capitolo della trilogia di Batman firmata da Christopher Nolan è un capolavoro, senza dubbio il miglior cinefumetto realizzato finora, probabilmente uno dei film più rivoluzionari degli ultimi tempi. (altro…)

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    Batman Begins di Christopher Nolan, con Christian Bale, Liam Neeson, Katie Holmes, Cillian Murphy, Michael Caine, Gary Oldman, Morgan Freeman.   USA 2005

    di Emanuele D’Aniello

    Probabilmente, dopo i due film (e chiamarli così è molto generoso) di Joel Schumacher, rendere Batman ed il suo mondo più dark e serioso era la cosa più facile da realizzare, tanto basso, infantile, ridicolo, giocoso era il livello ormai toccato. Ma quello fatto da Christopher Nolan, e al tempo stesso dalla Warner Bros per aver dato fiducia incondizionata ad un giovane regista di appena 35 anni che non aveva mai diretto un film dal grosso budget, è qualcosa di davvero notevole, ammirabile, e dall’impatto fortissimo in grado di influenzare un genere e l’intera industria. (altro…)