BASTARDI
PER LA GLORIA

  • ARGENTO DARIO

    di Valerio Carta

    Dario Argento non è da definire propriamente un uomo, ma una macchina che corre a 300 all’ora nelle strade di un cinema e di un genere il cui limite di velocità è fissato a 70 km/h. La nazione è l’Italia, celeberrima ai più per aver portato al cinema l’immagine del personaggio che va in banca e non della rapina in banca; il genere è tale, ovvero il genere, tutti quei film strutturati in modo tale da suscitare nel pubblico determinate emozioni. Ci si dimentica talvolta che l’Italia ne è maestra e che la maggior parte dei registi statunitensi di genere divenuti celebri a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 conoscano e citino il nostro cinema più di molti – troppi – italiani. Negli anni ’70 i cinefili di tutto il mondo intravedevano nella scuola italiana il cinema cult per eccellenza, mentre gli Stati Uniti – con l’avvento della generazione della Nuova Hollywood – attraversavano un periodo ricco di produzioni moralmente sensibili. E oggi, per sciagurato destino, gli italiani che lo hanno reso celebre scoprono i film dei loro precursori tramite le produzioni dei vari Quentin Tarantino, Robert Rodriguez, Eli Roth, Tim Burton, David Lynch. (altro…)

  • Sharknado di Anthony C. Ferrante, con Alex Arleo, Justin Beahm, John Heard, Chuck Hittinger, Aubrey Peeples, Adrian Bustamante, Tara Reid.   USA 2013 (Film Televisivo)

    di Zeno Cavalla

    Il film del momento, con buona pace di grandi attori, sceneggiatori e registi, per non parlare delle case produttrici che si dannano per reperire i fondi necessari per un film di qualità, si chiama Sharknado ed è stato prodotto per la televisione dalla casa di produzione Asylum. Se non ne avete mai sentito parlare, probabilmente non vi collegate a internet almeno da mercoledì. È da allora infatti che questa solenne presa per il culo è andata virale su tutti i principali social network e si è guadagnata articoli sui principali giornali. Non solo: la tensione per questa pellicola, già atteso come un capolavoro del trash, ha spinto la vincitrice di Golden Globe ed ex moglie di Woody Allen, Mia Farrow, e il pluricandidato al Nobel per la letteratura, Philip Roth, a trovarsi per guardarlo assieme e a vantarsene su Twitter. Giusto per prepararvi: Sharknado è un film orogliosamente tamarro, a partire dal titolo, un neologismo composto di “shark”, squalo, e “tornado”. (altro…)

  • VIAGGIO NEL CINEMA DI JOHN CARPENTER

    2° PARTE: IL MAESTRO DELL’HORROR ANTI-CONVENZIONALE

    di Valerio Carta

    Nella cultura popolare dicasi Slasher movie quel sottogenere di film horror che attrae nelle sale cinematografiche milioni di spettatori, generalmente teenagers, per gustarsi l’orrore prodotto da misteriosi assassini armati di coltelli e/o asce che generano il panico tra gli abitanti di cittadine tranquille, sinestesia ma non troppo poiché spesso viene accompagnato da abbondanti dosi di popcorn. (altro…)

  • VIAGGIO NEL CINEMA DI JOHN CARPENTER

    1° PARTE: GLI ANTI-EROI E L’IMPEGNO POLITICO

    di Valerio Carta

    “Il cinema non è per un élite, ma per le masse”, sosteneva Elio Petri, “io credo in un processo dialettico che debba cominciare tra le grandi masse, attraverso i film e ogni altro mezzo possibile”. Troppo spesso pubblico, critica, registi e sceneggiatori si dimenticano che il cinema è l’arte che si serve della narrativa per esaltare diverse percezioni sensoriali, ma anche che il cinema è un fenomeno culturale di elevatissima portata e come tale ha delle conseguenze sul pubblico. Nel cinema americano degli anni ’80 a tantissimi autori provenienti dalla scuola della Nuova Hollywood si affiancavano una moltitudine di produzioni dedite più che altro all’intrattenimento, ricche di effetti speciali e di gag esilaranti e sensazionalistiche, sintomi di un mondo che stava cambiando anche al di fuori del cinema. Erano film spesso distrutti dalla critica, che rimproverava ai registi uno scarso impegno culturale. John Carpenter è stato ed è uno di questi tanti registi. Egli, tuttavia, è stato sempre scevro dalle critiche, poiché è anche uno dei pochissimi ad essere contemporaneamente un autore di grandissimo rispetto, pur non avendo l’eccentricità di David Cronenberg o la vena surrealista di David Lynch. (altro…)

  • di Valerio Carta

    Tra tutti i temi più controversi circa la produzione artistica dell’uomo, il rapporto tra cinema e letteratura è da sempre motivo di grande dibattito. Superficialmente, si può affermare che la “competizione” verta sui due diversi sistemi di comunicazione, parola e immagine, da cui derivano due forme di linguaggio che colpiscono il destinatario del messaggio rispettivamente indirettamente e direttamente. Dalle parole alle immagini si sviluppano diverse strutture narrative per colpire l’emotività di una persona, tuttavia è opportuno specificare che un film non è solo un insieme di immagini in movimento, bensì lo sviluppo di diverse tecniche cinematografiche, a cui si affiancano l’intuito, l’istinto ma soprattutto l’occhio umano. La tecnica cinematografica discende da altre forme d’arte, musica, fotografia, teatro e, irrimediabilmente, letteratura. (altro…)

  • noir

    di Valerio Carta

    È opinione comune che il noir appartenga a un preciso modo di fare cinema scomparso con il passare del tempo. Oggi il noir non viene più proposto nella sua forma classica, considerata aulica, ma molti schemi comuni si ripresentano ancora, nascosti nelle intricate trame di alcuni film che possono apparentemente sembrare semplici thriller. Il punto di vista oggettivo su cui esaminare il noir è ancora materia di dibattito tra i critici cinematografici: solitamente il noir viene visto come un sottofilone del genere poliziesco e non come un genere a sé stante. Malgrado questa credenza, vi sono profonde differenze. (altro…)

  • batman-collage

    di Emanuele D’Aniello

    Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di Batman. Esatto, non vedo mani alzate. È impossibile non aver mai visto qualcosa inerente all’uomo pipistrello, il personaggio dei fumetti americani forse più popolare di sempre insieme a Superman (entrambi fanno parte della grande famiglia della DC Comics, la storica rivale della Marvel). Il successo e la fama di Batman non si può spiegare, considerando che parliamo dell’unico personaggio definito supereroe ma che in realtà non ha affatto superpoteri, e non si può raccontare, perché se partissimo dalla fatidica data del maggio 1939 in cui Bob Kane e Bill Finger hanno creato il personaggio non basterebbero un paio di articoli. Ci concentriamo in queste due uscite sulla storia cinematografica del mito di Batman, una storia lunga, difficile, travagliata, controversa, divenuta via via sempre più travolgente e importante. (altro…)

  • batman-collage

    di Emanuele D’Aniello

    Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di Batman. Esatto, non vedo mani alzate. È impossibile non aver mai visto qualcosa inerente all’uomo pipistrello, il personaggio dei fumetti americani forse più popolare di sempre insieme a Superman (entrambi fanno parte della grande famiglia della DC Comics, la storica rivale della Marvel). Il successo e la fama di Batman non si può spiegare, considerando che parliamo dell’unico personaggio definito supereroe ma che in realtà non ha affatto superpoteri, e non si può raccontare, perché se partissimo dalla fatidica data del maggio 1939 in cui Bob Kane e Bill Finger hanno creato il personaggio non basterebbero un paio di articoli. Ci concentriamo in queste due uscite sulla storia cinematografica del mito di Batman, una storia lunga, difficile, travagliata, controversa, divenuta via via sempre più travolgente e importante. (altro…)

  • django

    di Emanuele D’Aniello

    Oggi, 2 maggio 2012, il nostro sito compie un anno esatto di vita, e per ringraziare tutti i nostri lettori vi offriamo come regalo una esclusiva assoluta per il cine-web italiano: la recensione della sceneggiatura di Django Unchained, il prossimo film di Quentin Tarantino. E non poteva essere altrimenti, essendo il nome del nostro sito una chiara citazione del suo precedente lavoro. Il film uscirà in America il 25 dicembre, in Italia è provvisoriamente fissato per il 4 gennaio 2013, quindi come capirete bene quello che state per leggere è SPOILER all’ennesima potenza: non sveleremo il finale della storia e i principali colpi di scena, ma ci addentremo molto nella trama. Quindi, chi non vuole avere alcun tipo di anticipazione sul film, NON prosegua nella lettura. (altro…)

  • La “Trilogia della vendetta” di Park Chan-wook: quando il cinema sudcoreano ha scosso il mondo.

    di Mario Cimmino

    L’inizio del millennio ha segnato, nel mondo del cinema, il periodo d’oro delle produzioni sudcoreane. Cercati dai festival, applauditi dai critici e, in qualche caso, con buoni successi di pubblico, una schiera di registi provenienti dal piccolo paese a metà strada tra la Cina e il Giappone ha conquistato il palcoscenico internazionale. E, abbandonandoci per un attimo al determinismo spaziale, si può curiosamente notare come il cinema sudcoreano degli ultimi due decenni riproponga spesso questo “stare in mezzo” tra i due giganti asiatici. Molti registi sudcoreani hanno costruito i propri film sul ruolo della violenza come fattore di ordine sociale. La rappresentazione senza filtri del dolore, attraverso comportamenti e trame folli agli occhi dello spettatore, ricorda il compiacimento estetico di molti autori giapponesi contemporanei di culto, da Takashi Miike a Takeshi Kitano fino a Shinya Tsukamoto. Ma una propensione più marcata al melodramma e la ricerca ossessiva del lirismo ad ogni inquadratura avvicina l’estetica dei film sudcoreani all’eleganza di molti grandi registi cinesi di oggi come Zhang Yimou e Wong Kar-wai. L’abbraccio tra sentimento e sadismo, accompagnato dalla raffinatezza della messinscena, rimane una delle peculiarità del cinema coreano, sebbene gli ultimi 10 anni abbiano visto una proliferazione quasi senza controllo di film di ogni genere, indice della “globalizzazione” della produzione nazionale e, forse, di una fase di stallo creativo dopo i successi di inizio millennio. (altro…)