di Emanuele D’Aniello
Al giorni d’oggi condurre una vita normale, intima e privata è molto difficile. Siamo nell’epoca della globalizzazione, i mezzi di comunicazione impazzano, internet è ovunque, le immagini sono continuamente rubate. Soprattutto per chi fa cinema ed è una personalità pubblica rimanere un fantasma è praticamente impossibile. Ma un uomo ci riesce ancora: Terrence Malick. Se cercate sul web il suo nome, o leggete articoli a lui dedicati, troverete sempre le solite due o tre foto, perché quelle sono le uniche prove che Malick ha un volto come tutti noi. Non esiste un regista così riservato, ritroso, sfuggevole, schivo, addirittura pronto a stipulare accordi precisi per non comparire mai oppure, quando tiene qualche discorso, con la clausola chiara che non ci siano telecamere presenti. Durante l’ultimo Festival di Cannes a sorpresa come per incanto Malick è apparso in teatro durante la proiezione del suo The Tree of Life ma ovviamente in pochissimi lo hanno riconosciuto, e alla fine al momento degli applausi Malick è salito sul palco per stringere le mani ai suoi collaboratori, e l’organizzazione del Festival ha rispettosamente spento le cineprese. Malick è un Omero o Shakespeare moderno, qualcuno nel passato ha messo addirittura in dubbio la sua stessa esistenza. Ma fortunatamente a parlare per lui c’è il suo cinema, le sue pellicole che danno sfogo ad una costante ricerca del senso della vita e una contemplazione estasiata della bellezza del mondo. (altro…)










