BASTARDI
PER LA GLORIA

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    Ogni anno, subito dopo l’annuncio delle candidature agli Oscar, tutti si svegliano dal torpore ed inizia il solito balletto: c’è chi si indigna per delle omissioni clamorose, chi grida alle scandalo per non aver letto il nome di film che non hanno mai avuto una chance di essere nominati, chi rimane piacevolmente stupito da qualche insperata candidatura. E poi ci sono quelli che dicono “tutto scritto, tutto scontato, tutto noioso” e che evidentemente non seguono la stagione o non sanno nulla degli Oscar.

    Eppure, quest’anno le nominations per gli Oscar 2019 non solo hanno regalato qualche sorpresa, ma soprattutto qualche interessante spunto di riflessione.

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  • Ci siamo, sono arrivate tutte le nominations dei premi Oscar 2019! Le prime cose che risaltano sono il dominio di Roma, una pazzesca categoria per la regia (da cui  è saltato Cooper), e tanta affermazione di film in lingua non inglese. Ah, e ovviamente per la prima volta nella storia un comic-book movie è nominato a Miglior Film.

    Domani un commento più approfondito, adesso dopo il break trovate i nominati in tutte le categorie:

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    Ci siamo, domani è l’atteso giorno in cui saranno svelate al mondo del nominations dei premi Oscar, precisamente la 91° edizione degli Academy Awards.

    Ecco nelle 20 categorie principali i miei pronostici finali (ricordiamo che, per capire come si vota, questo è l’articolo di riferimento):

    n.b. come sempre, le cinquine sono in ordine alfabetico dei titoli in lingua originale

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    Abbiamo, forse, finalmente un favorito nella corsa all’Oscar?

    Non è ancora sicuro, anche perché questa vittoria è arrivata davvero a sorpresa, ma ricordiamo che i Producers Guild Awards, il premio dei produttori, sono l’unica premiazione che ha il medesimo meccanismo di voto dell’Academy. A vincere, quest’anno, è stato Green Book. Il film di Peter Farrelly ha superato numerose controversie, e un box office poco importante per un film così dedicato al pubblico, bissando così la vittoria ai Golden Globes di due settimane fa.

    Sì, è vero che i PGA negli ultimi tre anni hanno anticipato il vincitore dell’Oscar solo una volta (lo scorso anno), ma da quando esistono lo hanno fatto 20 volte su 29 edizioni, e soprattutto 7 volte negli ultimi 9 anni, ovvero da quando i nominati sono diventati dieci per pareggiare proprio la situazione dell’Academy.

    Ora, per motivi quantomeno statistici, Green Book diventa il favorito di una corsa che un favorito non lo ha mai avuto finora e, paradossalmente, potrebbe non averlo più a breve: martedì difficilmente Green Book sarà il film con più nominations all’Oscar, la prossima settimana non può vincere il SAG Award perché non nominato, e pare difficile vederlo trionfare anche ai DGA o ai Bafta (ma sia chiaro, non è da escludere a priori).

    Per tutti questi motivi, ripassando i vincitori dei PGA 2019, dobbiamo accenderci come sta facendo questa confusa stagione dei premi:

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    Spesso e volentieri, anzi, quasi sempre quando si parla di “film d’autore”, è impossibile scindere il risultato di tali film dalla mente e dal percorso di chi li realizza. Addirittura per comprenderli veramente bisogna davvero conoscere chi li ha concepiti, altrimenti la visione sarà sempre monca, azzoppata nel suo significato.

    Tutto ciò è ancora più vero quando si parla dei film di M. Night Shyamalan.

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  • Quando è uscito nel 2014 doveva essere solo l’ennesimo B-movie “da cassetta” con una ex superstar, e invece è uscito fuori un adrenalinico action, con un gran personaggio solitario quasi da film di Melville, diventato immediatamente cult. Quando tre anni dopo è arrivato il sequel, il mondo intorno al suo protagonista si è ancora più allargato, creando un affascinante e avvincente universo con potenzialità da franchise.

    Non è un caso che quindi adesso, nel 2019, il terzo e ultimo capitolo sia atteso ugualmente da spettatori senza pretese e cinefili incalliti. Ed il trailer ci conferma che questo John Wick 3: Parabellum sarà davvero la dose esplosiva che non possiamo lasciarci sfuggire quando arriverà al cinema il 16 maggio.

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  • Dall’8 febbraio su Netflix, alla lista di grandi autori che collaborano col gigante dello streaming, si aggiungerà anche il nome di Steven Soderbergh.

    Il suo nuovo film High Flying Bird, del quale Netflix ha rilasciato il trailer online, segue le vicende di un ambizioso agente sportivo che cerca di convincere un promettente giovane giocatore di basket a firmare un contratto controverso.

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    I fans di Sofia Coppola dovranno aspettare meno del solito per avere un suo nuovo film. E, soprattutto, gioiranno all’idea che la regista dirigerà nuovamente Bill Murray, col quale ha firmato l’indimenticabile Lost in Translation.

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  • La missione è stata accettata, e stavolta è davvero quasi una missione impossibile. Per una saga che ha cercato di rigenerarsi in ogni film, cambiando ogni volta tono e regista, l’apparizione di Christopher McQuarrie è stata manna dal cielo: ha diretto il 5 e il 6, indubbiamente i migliori capitolo della saga, e ora ha accettato l’offerta di scrivere e girare i prossimi due film, quindi alla fine metà del franchise sarà stato di sua proprietà.

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  • La battuta cult di Ghostbusters “E chi chiamerai?” ha ora una risposta: Jason Reitman.

    Non poteva che essere lui, il figlio di Ivan Reitman, regista dei due film della saga amatissima negli anni ’80, a girare il tanto chiacchierato terzo film di Ghostbusters, di cui si parla da anni e che finalmente vedrà la luce nel 2020.

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