BASTARDI
PER LA GLORIA

  • 25th Annual Screen Actors Guild Awards, Show, Los Angeles, USA - 27 Jan 2019

    Ce lo immaginavamo, un premio seppur simbolico prima o poi sarebbe dovuto arrivare per certificare il traguardo storico che ha rappresentato il film, ed i SAG erano lo scenario giusto.

    Black Panther quindi, dopo esser diventato il primo cinecomic candidato all’Oscar, è anche il primo cinecomic a vincere un premio dell’industria, gli Screen Actors Guild Awards 2019, il sindacato degli attori. Non avrà troppe influenze sugli Oscar questa vittoria (altri favoriti non c’erano) ma è un dato storico da non dimenticare.

    Sul piano delle quattro categorie degli attori, invece, questi premi hanno cementificato lo status di favoriti di tutti e 4: Malek, Close e Alì vincendo qua vedono la strada spianata verso l’Oscar, e paradossalmente anche Regina King: è vero che qui non era nemmeno candidata, ma a vincere come attrice non protagonista non è stata una sua rivale all’Oscar, bensì Emily Blunt, che all’Oscar nemmeno è nominata.

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  • the-death-and-life-of-john-f-donovan-4

    Non so voi, ma a me sembra siano passati decenni da quando si parla di La mia vita con John F. Donovan, nuovo film di Xavier Dolan e suo primo lavoro in lingua inglese. L’attesa è finalmente finita perché, col trailer arrivato online, sappiamo pure che uscirà in Italia al cinema il prossimo 7 marzo.

    E l’attesa, a dirla tutta, è anche un po’ scemata, perché Dolan ci ha messo tanto a girarlo, tanto a capirlo lui stesso (fino a tagliare in post-produzione tutte le scene con Jessica Chastain, la cui presenza invece era stata enormemente pubblicizzata all’inizio in numerose immagini promozionali), e quando lo ha portato a Toronto lo scorso settembre l’accoglienza è stata così muta che il regista si è subito gettato su un altro progetto.

    Però, indubbiamente, vogliamo finalmente vederlo. La mia vita con John F. Donovan è la storia di un popolarissimo attore americano che, a causa di un’amicizia con un bambino di 11 anni attraverso una corrispondenza per lettera, vedrà la sua carriera compromessa.

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  • creed 2

    Creed 2 conferma la mia risposta a quella domanda sul miglior sottogenere cinematografico di sempre. Se me la dovessero rifare, risponderei ancora “i film sul pugilato”.

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  • Immagine correlata

    nota: questo è un repost della recensione precedentemente pubblicata durante il Festival di Venezia 2018 

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  • Risultati immagini per Se la Strada Potesse Parlare

    nota: questo è un repost della recensione precedentemente pubblicata durante la Festa del Cinema di Roma 2018 

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  • la-1541542176-wgs9kzltlg-snap-image

    Ogni anno, subito dopo l’annuncio delle candidature agli Oscar, tutti si svegliano dal torpore ed inizia il solito balletto: c’è chi si indigna per delle omissioni clamorose, chi grida alle scandalo per non aver letto il nome di film che non hanno mai avuto una chance di essere nominati, chi rimane piacevolmente stupito da qualche insperata candidatura. E poi ci sono quelli che dicono “tutto scritto, tutto scontato, tutto noioso” e che evidentemente non seguono la stagione o non sanno nulla degli Oscar.

    Eppure, quest’anno le nominations per gli Oscar 2019 non solo hanno regalato qualche sorpresa, ma soprattutto qualche interessante spunto di riflessione.

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  • Ci siamo, sono arrivate tutte le nominations dei premi Oscar 2019! Le prime cose che risaltano sono il dominio di Roma, una pazzesca categoria per la regia (da cui  è saltato Cooper), e tanta affermazione di film in lingua non inglese. Ah, e ovviamente per la prima volta nella storia un comic-book movie è nominato a Miglior Film.

    Domani un commento più approfondito, adesso dopo il break trovate i nominati in tutte le categorie:

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  • the-oscar

    Ci siamo, domani è l’atteso giorno in cui saranno svelate al mondo del nominations dei premi Oscar, precisamente la 91° edizione degli Academy Awards.

    Ecco nelle 20 categorie principali i miei pronostici finali (ricordiamo che, per capire come si vota, questo è l’articolo di riferimento):

    n.b. come sempre, le cinquine sono in ordine alfabetico dei titoli in lingua originale

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  • Immagine correlata

    Abbiamo, forse, finalmente un favorito nella corsa all’Oscar?

    Non è ancora sicuro, anche perché questa vittoria è arrivata davvero a sorpresa, ma ricordiamo che i Producers Guild Awards, il premio dei produttori, sono l’unica premiazione che ha il medesimo meccanismo di voto dell’Academy. A vincere, quest’anno, è stato Green Book. Il film di Peter Farrelly ha superato numerose controversie, e un box office poco importante per un film così dedicato al pubblico, bissando così la vittoria ai Golden Globes di due settimane fa.

    Sì, è vero che i PGA negli ultimi tre anni hanno anticipato il vincitore dell’Oscar solo una volta (lo scorso anno), ma da quando esistono lo hanno fatto 20 volte su 29 edizioni, e soprattutto 7 volte negli ultimi 9 anni, ovvero da quando i nominati sono diventati dieci per pareggiare proprio la situazione dell’Academy.

    Ora, per motivi quantomeno statistici, Green Book diventa il favorito di una corsa che un favorito non lo ha mai avuto finora e, paradossalmente, potrebbe non averlo più a breve: martedì difficilmente Green Book sarà il film con più nominations all’Oscar, la prossima settimana non può vincere il SAG Award perché non nominato, e pare difficile vederlo trionfare anche ai DGA o ai Bafta (ma sia chiaro, non è da escludere a priori).

    Per tutti questi motivi, ripassando i vincitori dei PGA 2019, dobbiamo accenderci come sta facendo questa confusa stagione dei premi:

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  • glass

    Spesso e volentieri, anzi, quasi sempre quando si parla di “film d’autore”, è impossibile scindere il risultato di tali film dalla mente e dal percorso di chi li realizza. Addirittura per comprenderli veramente bisogna davvero conoscere chi li ha concepiti, altrimenti la visione sarà sempre monca, azzoppata nel suo significato.

    Tutto ciò è ancora più vero quando si parla dei film di M. Night Shyamalan.

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