BASTARDI
PER LA GLORIA

  • Nella notte americana sono stati svelati i vincitore degli ACE Awards 2019, il fondamentale premio del sindacato dei montatori: infatti il montaggio è una categoria chiave, non a caso quest’anno tutti i 5 nominati per l’Oscar sono presenti qui agli ACE Awards, e quest’anno il montaggio è l’unica categoria tecnica la cui cinquina è composta esclusivamente da titoli candidati anche a Miglior Film (oltretutto, qui agli Ace Awards sono presenti 7 titoli su 8 candidati a Miglior Film all’Oscar).

    I vincitori, però, sono abbastanza sorprendenti: per il dramma troviamo Bohemian Rhapsody, per la commedia La Favorita.

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  • Risultati immagini per Hobbs & Shaw

    Arriva il trailer di Hobbs & Shaw, spin-off della saga di Fast & Furious incentrato solo sui personaggi interpretati da The Rock e Jason Statham, qui diretti da David Leitch (John Wick, Atomica Bionda, Deadpool 2).

    Il film, che sarà nei cinema dal 1° agosto, ha tutto l’aspetto di un vero divertente buddy cop movie con, in più, l’azione insana dei film di Fast & Furious.

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  • Arriva il trailer di Dolor Y Gloria, il 21esimo attesissimo film di Pedro Almodovar. E per un film così personale, l’autore spagnolo è tornato ai suoi attori feticcio per antonomasia: Antonio Banderas e Penelope Cruz.

    Protagonista è un regista ormai al tramonto della carriera che ha una serie di incontri, reali o immaginari, con personaggi e fatti che hanno segnato la sua vita, che gli porteranno difficoltà a separare le sue creazioni dalla realtà.

    Se vi suona molto simile a  la risposta è affermativa, probabilmente sarà l’ del regista spagnolo, un tipo di film che parecchi registi ad un certo punto della loro carriera affrontano.

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  • il primo re

    Ripescando vaghissimi ricordi dell’epoca del liceo classico, posso provare a ipotizzare che Il Primo Re sia un film sulla “Hybris” umana. Quella del suo protagonista, e quella del suo regista.

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  • Green Book

    Nell’America socialmente divisa degli anni ’60, il Green Book era un libretto verde nel quale erano segnati i locali degli stati del sud in cui agli afroamericani era consigliato o sconsigliato andare. Un’involontaria mappa dell’intolleranza, insomma. Un vademecum anche per i bianchi, per far capire loro cosa non essere.

    Adesso, Green Book è il titolo di un film ma, in un certo senso, è ancora un vademecum, una mappa per capire come far contento il pubblico, cosa fargli e non fargli vedere, come farlo sentire e cosa fargli provare.

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  • 25th Annual Screen Actors Guild Awards, Show, Los Angeles, USA - 27 Jan 2019

    Ce lo immaginavamo, un premio seppur simbolico prima o poi sarebbe dovuto arrivare per certificare il traguardo storico che ha rappresentato il film, ed i SAG erano lo scenario giusto.

    Black Panther quindi, dopo esser diventato il primo cinecomic candidato all’Oscar, è anche il primo cinecomic a vincere un premio dell’industria, gli Screen Actors Guild Awards 2019, il sindacato degli attori. Non avrà troppe influenze sugli Oscar questa vittoria (altri favoriti non c’erano) ma è un dato storico da non dimenticare.

    Sul piano delle quattro categorie degli attori, invece, questi premi hanno cementificato lo status di favoriti di tutti e 4: Malek, Close e Alì vincendo qua vedono la strada spianata verso l’Oscar, e paradossalmente anche Regina King: è vero che qui non era nemmeno candidata, ma a vincere come attrice non protagonista non è stata una sua rivale all’Oscar, bensì Emily Blunt, che all’Oscar nemmeno è nominata.

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  • the-death-and-life-of-john-f-donovan-4

    Non so voi, ma a me sembra siano passati decenni da quando si parla di La mia vita con John F. Donovan, nuovo film di Xavier Dolan e suo primo lavoro in lingua inglese. L’attesa è finalmente finita perché, col trailer arrivato online, sappiamo pure che uscirà in Italia al cinema il prossimo 7 marzo.

    E l’attesa, a dirla tutta, è anche un po’ scemata, perché Dolan ci ha messo tanto a girarlo, tanto a capirlo lui stesso (fino a tagliare in post-produzione tutte le scene con Jessica Chastain, la cui presenza invece era stata enormemente pubblicizzata all’inizio in numerose immagini promozionali), e quando lo ha portato a Toronto lo scorso settembre l’accoglienza è stata così muta che il regista si è subito gettato su un altro progetto.

    Però, indubbiamente, vogliamo finalmente vederlo. La mia vita con John F. Donovan è la storia di un popolarissimo attore americano che, a causa di un’amicizia con un bambino di 11 anni attraverso una corrispondenza per lettera, vedrà la sua carriera compromessa.

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  • creed 2

    Creed 2 conferma la mia risposta a quella domanda sul miglior sottogenere cinematografico di sempre. Se me la dovessero rifare, risponderei ancora “i film sul pugilato”.

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  • Immagine correlata

    nota: questo è un repost della recensione precedentemente pubblicata durante il Festival di Venezia 2018 

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  • Risultati immagini per Se la Strada Potesse Parlare

    nota: questo è un repost della recensione precedentemente pubblicata durante la Festa del Cinema di Roma 2018 

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