Categoria: Recensioni
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Duse è forse il film italiano più significativi degli ultimi anni di cinema italiano. Lo dico senza iperboli e mezzi termini.
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“Coitus Interruptus: The Movie”. Battute a parte, se me la passate, quella sensazione è però esattamente quella da me provata vedendo A House of Dynamite, un film che ha tutto per sfondare e invece decide di tirare ogni volta il freno a mano. Tre volte per la precisione, sufficienti però a far impazzire.
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Che gioia, che cosa inusuale e anche per questo bellissima: un film che, finalmente ogni tanto, nasce con un’idea. Un film, gazie al cielo, su cui qualcuno non si mette solo perché deve farlo, ma perché ha l’idea di come farlo. E l’idea di The Smashing Machine è prendere il genere dei film sportivi, specificamente…
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Luca Guadagnino è un regista che, francamente, può permettersi quasi tutto. Non perché abbia una filmografia immacolata, diciamo che alterna spesso successi a qualche passo falso grossolano. Ma il suo punto di forza è un fandom solidissimo, quasi inusitato per un regista così autoriale, che ha forza soprattutto tra i giovani. E allora può permettersi,…
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Father Mother Sister Brother è la prova che, anche in età avanzata, anche con una notevole filmografia alle spalle, un autore può sempre superarsi. E se finora, quindi, Jim Jarmusch era ritenuto il re del minimalismo cinematografico, con questo suo nuovo film si supera e riesce a dare nuove vette e nuove definizioni al genere…
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Digerire un film di 2 ore e 36 minuti in cui non si parla, analizza, approfondisce praticamente nulla, è davvero tosta. Forse ancora di più concepirlo e analizzarlo, eppure con Il Mago del Cremlino Olivier Assayas ci è riuscito.
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Qualcuno dovrebbe spiegarmi come diavolo sia possibile che Park Chan-wook, uno dei migliori registi al mondo da ormai 25 anni, continui a migliorare film dopo film.
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Partiamo da una premessa: Bugonia è il remake, piuttosto fedele nella trama, di un film sud-coreano del 2003. Yorgos Lanthimos, pur essendo un autore assolutamente eccentrico e grottesco, è tutto meno che stupido, e quindi sa benissimo che mettersi a fare la gara su chi è più pazzo e grottesco con i sud-coreani, è una…
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“Jay Kelly. Jay Kelly. Jay Kelly. Jay Kelly. Jay Kelly.” C’è una scena in Jay Kelly in cui il protagonista, chiamato contro ogni pronosticato proprio Jay Kelly, ripete più volte ossessivamente il proprio nome, ovvero Jay Kelly. E io ora lo sto scrivendo più volte il nome Jay Kelly, così che leggendo tante volte il…
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Scritte in sovraimpressione. Musica electro-pop. Rimandi politici. Toni Servillo. Ecco, l’inizio di La Grazia potrebbe far pensare ad un ritorno netto verso Il Divo, tuttora molto probabilmente uno dei tre migliori film della filmografia di Paolo Sorrentino. Invece no, perché Sorrentino ha il mirino puntato leggermente indietro nel tempo, ma sempre nel giardino di casa…
