22 Jump Street di Phil Lord e Christopher Miller, con Jonah Hill, Chaning Tattum, Ice Cube, Mya Stevens, Jillian Bell, Peter Stormare   USA 2014

di Emanuele D’Aniello

Quando lo scorso mese ho scritto un articolo sui 15 registi più “eccitanti” in attività, ho evidentemente e colpevolmente omesso due nomi che ormai sono assoluto segno di talento e garanzia: Phil Lord e Chris Miller. Questo nuovo dinamico duo con 22 Jump Street conferma tutto quanto di buono avevano fin qui mostrato, tutte le loro caratteristiche e la loro voglia di innovare. Insomma, forse descriverli come i “Coen della risata” non è solo fuori luogo (innanzitutto perchè non sono fratelli) ma addirittura riduttivo.

Quando due anni fa i due furono incaricati di portare al cinema il marchio 21 Jump Street nessuno poteva immaginare cosa sarebbe venuto fuori. L’omonima serie tv, a cui il film si ispirava, era un onestissimo e solido poliziesco che ha lasciato il proprio segno negli anni ’80. La prima scelta di Lord e Miller è stata quella di cambiare completamente genere e approccio, lasciando sicuramente spiazzati i fans della serie originale, per girare in realtà una commedia d’azione, il più tipico buddy movie. E non solo tale decisione ha funzionato, ma è andata oltre le più rosse aspettative, perchè il film divertiva, l’umorismo era intelligente, la coppia di protagonista era amalgamata alla perfezione, e la scrittura era di primo livello. Il marchio di fabbrica di Lord e Miller è infatti quello di scrivere storie vere e proprie, dedicarsi a personaggi facilmente empatici, e giocare sulle citazioni inerenti la cultura pop e soprattutto sul livello metacinematografico, senza mai esagerare o toccare corde che non tutti gli spettatori possono cogliere. Insomma, intelligenza e cultura ma per tutti.

22 Jump Street, ovviamente, gioca ancora su questi livelli, ma alzando ancora di più la posta in palio. Lord e Miller si divertono tantissimo a sfruttare i topoi dei buddy movies spingendoli stavolta al limite, fino a dipingere la relazione tra i protagonisti come un allegorico rapporto omoerotico, un qualcosa che tutti i film con al centro l’amicizia virile hanno sempre sfiorato; giocano poi con un tema sempre divertente come le differenze di età, e naturalmente danno il loro meglio con gli aspetti metacinematografici: almeno metà delle battute possono essere risentite e riferite al film stesso, come se i protagonisti ammettessero di essere in un sequel, giocando e scherzando su tutte le follie che immotivatamente Hollywood applica ai sequel (gli aumenti di budget, le apparenti modifiche quando in realtà la storia è sempre la stessa) culminando nei titoli di coda più geniali, divertenti e veritieri degli ultimi tempi. Tutto ciò senza mai raggiungere o scadere nella parodia, ma mantenendo una struttura narrativa solida, funzionale e funzionante.

E poi, magari questo interessa a chi è meno cervellotico di noi, 22 Jump Street diverte e fa ridere, e forse questa è la cosa più importante. Ovviamente molto è dovuto dalla mostruosa chimica tra i protagonisti, assolutamente perfetti: Jonah Hill ormai lo conosciamo, ma incredibilmente per la seconda volta a rubargli la scena è Channing Tatum, un performer in costante crescita che si trova davvero a proprio agio nella commedia. Tutti nel cast danno l’idea di divertirsi e impegnarsi (Ice Cube non è mai stato utilizzato meglio al cinema) e questo è molto significativo. Lord e Miller al loro quarto film ancora non hanno sbagliato nulla, soprattutto rappresentano qualcosa di originale e intelligente, una boccata d’aria fresca quasi necessaria nella commedia americana contemporanea di fronte all’umorismo appatowniano ormai un po’ stantio e troppo arrendevole verso le volgarità. Non sappiamo se saranno i nuovi John Landis, Harold Ramis, John Hughes, ma se il buongiorno si vede dal mattino….

stellastellastellano_stellano_stella

Posted in

Lascia un commento