Captain America: the Winter Soldier di Anthony Russo & Joe Russo, con Chris Evans, Robert Redford, Scarlett Johansson, Samuel L. Jackson, Sebastain Stan, Anthony Mackie, Frank Grillo, Emily Van Camp, Cobie Smulders USA 2014
di Emanuele D’Aniello
Per capire il successo dei film della Marvel e il modo prepotente con cui sono effettivamente entranti nell’immaginario collettivo e nella cultura pop degli ultimi anni, andare a leggere gli impressionati incassi è quasi diventato superfluo. Un altro dato infatti è molto più significativo e simbolico: la scelta di Robert Redford di partecipare, lui santo patrono del cinema indipendente, al suo primo blockbuster a ben 77 anni. E appunto non ha scelto un film qualunque, di blockbuster ormai ce ne sono a bizzeffe, ma un film Marvel. E la scelta è stata a dir poco fortunata, infatti Captain America: The Winter Soldier è mani bassissime il miglior film della Marvel dai tempi del primo Iron Man sei anni fa.
Chi segue questo sito, e ha letto le recensioni dei vari film della compagnia fin qui realizzati, sa benissimo che chi vi scrive non è propriamente un fan entusiasta di questo filone. La più grande critica fatta praticamente a tutti i film Marvel finora visti è quella di essere più che altro delle autentiche commedie action, di esagerare con la commedia andando ad annacquare tutto il resto, e aggiungiamoci poi l’incapacità cronica di creare villain decenti e l’incapacità di raccontare qualcosa di diverso dal solito schema “alieno vuole distruggere la terra”. Ecco, prendete tutte queste critiche, e dimenticatele, perchè The Winter Soldier risponde e sovverte tutti i punti negativi detti finora. Certo, ci sono ancora dei problemi, come i colpi di scena che sono, per quanto numerosi, molto prevedibili, o il trattamento semplicistico delle relazioni tra personaggi, o il fatto di non riuscire mai a realizzare un film autonomo ma sempre episodi dal finale aperto. Eppure, The Winter Soldier è un gran bel film, divertente, avvincente, teso, che riesce addirittura ad essere serio, costruito, con una trama finalmente solida che si dipana lungo il film e racconta una storia.
Ovviamente dire che la presenza di Robert Redford è stata decisiva è esagerato, però la sua partecipazione ha sicuramente portato quell’aura particolare che pochissimi film Marvel hanno mai avuto, e scegliendo di raccontare una storia fatta di spionaggio e intrighi politici (la trama è praticamente la stessa di I 3 Giorni del Condor che aveva protagonista proprio Reford) sembra in taluni casi di non assistere soltanto al solito comic-book movie. Il vero elemento decisivo è stata però la consapevolezza che Capitan America è probabilmente il personaggio meno carismatico e meno particolare dell’universo Marvel, inoltre la recitazione monoespressiva di Chris Evans non aiuta mai, e quindi si è optato per creare un grande cast che aiutasse il protagoniste a coprire le pecche: finalmente i cattivi hanno parte attiva nella trama, la Vedova Nera è praticamente una co-protagonista, Nick Fury ha molto da fare rispetto ai precedenti film, e l’introduzione di Falcon è trattata in maniera intelligente. E poi diciamolo, il ritmo è alto e le scene d’azione sono molto ben fatte, soprattutto una coinvolgente Nick Fury nella prima parte. Addirittura il finale aperto stavolta, invece che infastidire, fa salire la voglia di vedere come andrà avanti la vicenda.
Con un miglior approfondimento psicologico del protagonista ora potremmo gridare al miracolo, ma partendo da un personaggio così incolore i fratelli Russo hanno già fatto molto. E’ praticamente il primo film Marvel in cui succede qualcosa che potrebbe cambiare gli equilibri dell’intera serie, direi che per stavolta ci possiamo ritenere più che soddisfatti. Ora però viene difficile, ovvero confermare non solo questo livello, ma avere la voglia di farlo.


Lascia un commento