Godzilla di Gareth Edwards, con Aaron Taylor-Johnson, Bryan Cranston, Elizabeth Olsen, Ken Watanabe, Sally Hawkins, David Strathairn.   USA 2014

di Emanuele D’Aniello

Godzilla è tornato. E non solo dal punto di vista più ovvio, cioè quello di rivedere un film sul famosissimo mostro al cinema, ma anche e soprattutto dal punto di vista qualitativo. E non era affatto facile dopo il fallimentare remake del 1998, dopo l’esplosione recente dei grandi blockbusters in cui però, paradossalmente, si faticava a trovare un posto per i classici “monster movies”. C’è voluto un regista inglese di nemmeno 40 anni, al suo secondo film, al primo americano, eppure Godzilla è tornato.

L’elemento essenziale che ci fa gridare quanto appena detto va ritrovato nella capacità, non da poco e non da tutti, di saper innovare nella continuità. IlGodzilla del 2014 è un film assolutamente nuovo, assolutamente moderno, eppure pienamente rispettoso dell’eredità dei film di genere e in particolare del canone diGodzilla, che ai più può apparire solo come un divertissement, in realtà ha una importante e gloriosa tradizione nel grande cinema asiatico. Edwards ha individuato gli elementi chiave lasciati dal Godzilla classico e li ha traslati nel cinema americano di effetti speciali con grande maestria. Godzilla non è solo un gigantesco mostro, non è solo il dinosauro di un’epoca passata che terrorizza il mondo, ma è soprattutto una autentica divinità, un maestoso rettile che rappresenta ciò che l’uomo non può capire o superare, raffigura il l’equilibrio della natura, è un custode molto poco silenzioso del nostro intero pianeta. In questo percorso tematico, Edwards è stato bravissimo a centellinare la presenza del mostro sul grande schermo, facendolo apparire solo a metà film, e facendolo poi ricomparire solo quando necessario. Così facendo rimaniamo sbalorditi ogni volta che appare o ruggisce, estasiati, impotenti, intimoriti di fronte alla sua grandezza. E nel rispetto della tradizione, Edwards giustamente ha conservato gli elementi tematici più importanti, come la paura dell’uomo di fronte agli esperimenti nucleari, un tema ancora attualissimo considerando il recente disastro di Fukushima e quanto la questione nucleare sia presente nell’agenda politica di molti paese, aggiungendo però altri temi più moderni ma sempre universali, come l’incapacità dell’uomo di vivere in armonia con la natura circostante e la costante tensione a distruggere l’ambiente e l’ecosistema creato.

Pur apparendo, come detto, poco sullo schermo, Godzilla è un film che appartiene totalmente al suo mostro, anzi ai suoi mostri, e molto poco ai personaggi umani. Questo indubbiamente è un peccato e soprattutto un difetto considerando quanto il film voglia farci investire emotivamente nei personaggi e prendere seriamente le loro vicende. Eppure non ci riesce mai. Il film parte come una storia di padri e figli, un aggancio azzeccatissimo che introduce il tema dei figli che distruggono il mondo che i padri hanno loro consegnato, crea un’atmosfera ricca di drammi personali e scelte sbagliate, ma abbandona tutto quando deve accelerare sull’azione. Si avverte troppo la divisione del film in due tronconi, con la prima ora dedicata ai personaggi, e la seconda ora tutta concentrata sui mostri. Giustamente perde tempo a costruire un contesto adeguato, ma poi lo supera con troppa fretta e facilità. Se all’inizio sembrano gli umani, i loro errori, le loro bugie e i loro sentimenti al centro di tutto, alla fine i personaggi sono pedine di una trama che non smuovono mai, volti senza personalità che fissano un radar o guardano spaventati alla distruzione che sta avvenendo. In questo, il film di Edwards non riesce a distanziarsi troppo dagli altri blockbusters. Al posto del cast presente poteva esserci chiunque, ed è un peccato veder sprecati nomi come Bryan Cranston, Sally Hawkins, Elizabeth Olsen (la più criminalmente sotto-utilizzata), Juliette Binoche, la cui presenza alla fine è solo un cameo. Aaron Taylor-Johnson ha la presenza scenica ma non il talento per reggere il film, ed è ancora meno aiutato da una sceneggiatura in cui, alla fin fine, il suo personaggio ha un ruolo nella vicenda quasi inutile pur essendo il protagonista. Il problema non sarebbe poi così grande in un monster movie in cui conta la dose di intrattenimento, ma Edwards chiede davvero di investire in questi personaggi, e poi è lui il primo a dimenticarli per strada, o ancora peggio li fa uscire di scena in maniera ridicola, narrativamente e per la messa in scena (non spoileriamo, ma chi ha visto il film capirà).

Godzilla è un film assolutamente soddisfacente, spettacolare, visivamente impressionante, che piacerà ai veri fans del classico franchise giapponese, sorprenderà col suo ritmo chi di solito snobba questi film (in tal senso, è per fortuna è lontano anni luce dal trash di Pacific Rim) e conquisterà chi va al cinema solo per divertirsi e mangiare pop-corn.

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3 risposte a “Godzilla – recensione”

  1. Avatar Kong: Skull Island – recensione | bastardiperlagloria

    […] soprattutto per ragioni di marketing e per far incontrare il personaggio nel futuro con quello di Godzilla (esatto, ormai non sanno più che inventarsi…), ma al tempo stesso è anche il testamento […]

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  2. Avatar Il trailer di Godzilla: King of Monsters | bastardiperlagloria

    […] aspettando l’attesa battaglia tra Godzilla e King Kong? C’è ancora un’altra tappa prima di quel film, ovvero Godzilla: King of […]

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